Arte e Spettacoli

Isao Takahata, il poeta dell’animazione

La mostra al Mu‑DAC celebra Takahata, maestro discreto e visionario dello Studio Ghibli. Dai classici televisivi ai capolavori poetici, un viaggio nell’opera che ha reinventato l’animazione mondiale

  • 2 ore fa
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Di: Alphaville/Mat 

La mostra Isao Takahata, pioniere del disegno animato contemporaneo, dal dopoguerra allo Studio Ghibli, aperta al Mu-DAC di Losanna fino al 29 settembre, celebra uno dei grandi maestri dell’animazione mondiale. Meno noto al grande pubblico rispetto a Hayao Miyazaki, del quale fu mentore, Takahata è stato una figura decisiva nella storia dell’animazione giapponese. Come ricorda Lou Lepori, è l’autore di serie che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni, da Heidi ad Anna dai capelli rossi, opere che introdussero in Europa «un mondo colorato e diverso che veniva dal Giappone». Accanto alle serie televisive, Takahata ha firmato capolavori come Una tomba per le lucciole, un film «straziante e molto emozionante su due ragazzi poverissimi alla fine della seconda guerra mondiale», e La storia della Principessa Splendente, presentato in anteprima mondiale a Cannes.

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Capolavori dell’animazione giapponese

Alphaville 27.04.2026, 11:05

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  • Mattia Pelli

Secondo il co‑curatore Xavier Kawa‑Topor, la minore notorietà di Takahata in Europa è legata al fatto che l’animazione è stata a lungo «sottovalutata, considerata una produzione per bambini che non meritava attenzione», aggravata da «una forma di razzismo culturale piuttosto evidente nei confronti di giapponesi negli anni Settanta e Ottantai». Solo dagli anni Duemila, grazie al successo internazionale di Miyazaki, l’opera di Takahata ha iniziato a essere riconosciuta nella sua piena importanza. A ciò si aggiunge il carattere più schivo del regista, «una personalità meno in vista, meno sotto i riflettori rispetto a Miyazaki», pur avendo realizzato un’opera «altrettanto importante».

Takahata era un intellettuale raffinato, con una profonda passione per la cultura europea. Studiò letteratura francese all’Università di Tokyo e fu lui stesso traduttore di Jacques Prévert. Questa curiosità si riflette nelle sue opere, frutto di un «vero e proprio lavoro etnografico». Per Heidi, ad esempio, si recò in Svizzera con la troupe per studiare paesaggi, canzoni e vita quotidiana, con l’obiettivo di restituire un’ambientazione autentica.

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Isao Takahata, la sensibilità di un bambino

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La sua vocazione artistica nacque da un «vero e proprio shock» alla visione de La Bergère et le Ramoneur di Paul Grimault. Scoprendo il nome di Prévert come coautore, Takahata comprese che l’animazione poteva essere «un’arte poetica di altissima qualità, capace anche di gettare uno sguardo politico sul mondo». Fu questo a spingerlo verso lo studio Toei, nonostante non fosse un disegnatore. Da allora, Takahata divenne un «ricercatore, un pioniere», capace di ampliare i confini dell’animazione e di influenzare generazioni di artisti. I suoi film ebbero un «successo enorme» in Giappone, confermando la sua capacità di coniugare ricerca artistica, impegno etico e accessibilità.

La mostra di Losanna restituisce la complessità di un autore che ha trasformato l’animazione in un linguaggio poetico e politico, capace di parlare al mondo intero.

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Heidi mania

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