Arte e Spettacoli

Underground

Ecosistemi tra arte e natura: il mondo invisibile dei funghi nella mostra in corso al Museo Villa dei Cedri di Bellinzona e aperta fino al 4 agosto

  • 30.05.2024, 09:37
  • 30.05.2024, 10:19
Underground

Underground

  • Mostra Villa dei Cedri, Bellinzona
Di: Emanuela Burgazzoli/Red 

Al Museo Villa dei Cedri di Bellinzona si è aperta una mostra che invita a considerare la ricchezza delle nostre interconnessioni e interdipendenze e a percepire il mondo globalizzato di oggi come un’opportunità creativa e rigenerativa. La natura diventa allora una fonte di ispirazione non solo artistica, ma anche di elaborazione di nuovi modelli sociali. Dal titolo Underground è visitabile fino al 4 agosto.
A cura di Carole Haensler, Luce Lebart e Joana P.R. Neves, raccoglie lavori di Pepe Atocha, Mirko Baselgia, Ishita Chakraborty, Laurie Dall’Ava, Lise Duclaux, Stephen Gill, LANDRA - Sara Rodrigues & Rodrigo Camacho, Marion Neumann e un progetto speciale di Gabriela Albergaria.

«I funghi sono dei maestri ancestrali. La loro capacità di rigenerare, trasformare e riciclare, connettendo elementi e organismi dell’ambiente, ci spinge a interrogarci sui rapporti di reciprocità e di collaborazione propri agli esseri viventi. Adottare quale modello di vita le strategie sviluppate nel corso dei millenni dal micelio è allo stesso tempo un’utopia romantica e una necessità».

Nel corso di una diretta di Voci dipinte da Villa dei Cedri si è indagato attorno all’originalità del progetto espositivo e culturale proposto. Una mostra collettiva che, sul filo di arte e natura, indaga l’interdipendenza tra esseri viventi, partendo appunto dall’idea che esiste un mondo sotterraneo interconnesso. Un’esposizione che rappresenta una nuova tappa in un percorso che si sta delineando al Museo Villa dei Cedri con mostre come Memoria del sublime, Paesaggi a confronto, Icone vegetali che idealmente hanno cercato di fornire una risposta a un interrogativo di fondo: “Possiamo ancora usare la natura come una fonte di ispirazione romantica?”. E il collasso climatico richiede una collaborazione con la natura che sia significativa, reciprocamente vantaggiosa, rigeneratrice, riflessiva o critica?

Carole Haensler, direttrice del Museo e co-curatrice della mostra : «Sì un percorso direi museale perché l’origine della collezione del Museo Villa dei Cedri e delle proposte espositive all’inizio da Matteo Bianchi erano già delle riflessioni sul paesaggio sul soggetto di predilezione di tanti artisti ticinesi che era proprio il paesaggio ticinese svizzero e comunque anche appunto Paesaggi a confronto era una riflessione su cos’è il paesaggio svizzero che nella storia dell’arte ha fatto sì che la l’arte svizzera si possa esportare e i paesaggi svizzeri sono nelle grandi collezioni tedesche e francesi».

Continua Carole Haensler: «Dopo le riflessioni sugli erbari in occasione di icone vegetali, siamo alla ricerca dei temi che ci detta il parco. Cioè, per passare in questa dimensione contemporanea e ragionare sulla nostra relazione alla natura. Ehm. Come l’arte reagisce a una realtà della natura? E siamo arrivati un po naturalmente sui funghi, perché uno dei grandi problemi di questo parco e del suo futuro è un certo tipo di fungo. Dunque, dopo siamo entrati in quel mondo affascinante. Entrando nel micelio, le connessioni sotterranee che poi fanno sì che noi possiamo vivere sulla terra, cioè di avere ritrovare anche queste connessioni invisibili che fanno sì che noi possiamo»

Lise Duclaux, plants know what's going on underground, serigrafia, 2019

Lise Duclaux, plants know what's going on underground, serigrafia, 2019

  • Edizione LLS Paleis, Museo Villa dei Cedri

Un progetto culturale innovativo, quello presentato a Villa dei Cedri, che coinvolge artisti internazionali accomunati da una prassi artistica ispirata ai processi di interdipendenza, solidarietà e simbiosi che regolano gli ecosistemi naturali. Un progetto che fa della natura una fonte di ispirazione artistica, ma anche sociale. Attivando un legame con una materia di ampia riflessione scientifica. Stiamo cambiando il nostro approccio alla natura e come? Ma soprattutto in che modo arte e scienza possono interagire per creare opportunità rigenerative?
A Voci dipinte è intervenuto anche il biologo Guido Maspoli, dell’Ufficio della natura e del paesaggio: «c’è una una discreta conoscenza del mondo dei funghi però è vero che è un mondo normalmente sotterraneo, il micelio lo vediamo raramente. Di solito quello che percepiamo dei funghi è il corpo fruttifero, il carpoforo, che è quello che nelle specie edibili poi mangiamo. Il micelio invece resta sotterraneo. In Svizzera ci sono, grosso modo 10’000 specie di funghi conosciute. 5’000 di queste sono macro miceti e tanto per dare un’idea di piante superiori ne abbiamo 3’000 specie. Quindi vuol dire che abbiamo una diversità veramente importante di funghi, la maggior parte di questi 10’000 funghi li conosciamo relativamente male e quello che succede sotto terra lo conosciamo ancora meno».

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“Underground. Ecosistemi da esplorare”

Alphaville 27.03.2024, 11:00

  • TiPress
  • Lina Simoneschi Finocchiaro

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