Arte e Spettacoli

Wes Anderson: il cinema che si fa arte

Dal set alla mostra: oltre settecento oggetti raccontano la magia artigianale del regista texano. Al Design Museum di Londra fino al 26 luglio

  • Oggi, 08:00
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Di: Lorena Pianezza 

Wes Anderson non gira film: costruisce mondi. Mondi fatti di simmetrie perfette, palette pastello e dettagli curati in maniera maniacale, che trasformano ogni inquadratura in un’opera d’arte. Il suo cinema è unico, ha un’estetica riconoscibile a colpo d’occhio, capace di ribaltare e di ridefinire il concetto di stile sul grande schermo. Varcare la soglia della mostra «Wes Anderson: The Archives» significa entrare in uno di quei mondi. 

È il tipo di film che mi piace fare, dove esiste una realtà inventata e il pubblico va in un luogo in cui, si spera, non è mai stato prima. I dettagli: ecco di cosa è fatto il mondo.

È la prima volta che i suoi archivi vengono esposti nel Regno Unito e c’è di tutto: storyboard, pupazzi per la stop-motion, costumi, taccuini fitti di appunti, set in miniatura e materiali inediti legati al suo ultimo film, La trama fenicia (2025).
Un percorso che invita a osservare da vicino il processo creativo di Anderson, ripercorrendo la sua evoluzione, dai primi esperimenti cinematografici fino alle opere più recenti.

Set, oggetti e dettagli: il dietro le quinte di un’estetica

Per quasi trent’anni il regista texano ha conservato centinaia di oggetti provenienti da tutti i film che ha realizzato, un’abitudine nata dopo un episodio sfortunato: agli esordi voleva rigirare alcune scene di Un colpo da dilettanti (1996), ma scoprì che il materiale di scena era già stato buttato. Da allora ha deciso di conservare con cura ogni pezzo, anche i più effimeri.
Il Design Museum e la Cinémathèque française hanno ottenuto un accesso privilegiato all’archivio. All’edizione londinese della mostra sono stati aggiunti oltre trecento oggetti non esposti a Parigi, offrendo una lettura ampliata e uno sguardo dietro le quinte su come Anderson costruisce i suoi mondi visivi inconfondibili.

Bozzetti, pupazzi e miniature

I fan del regista apprezzeranno la possibilità di ammirare da vicino la collezione: dai modellini delle creature marine che popolano Le avventure acquatiche di Steve Zissou ai pupazzi di Fantastic Mr. Fox. Dai distributori automatici di Asteroid City alla pelliccia indossata da Gwyneth Paltrow in I Tenenbaum.

Ogni storyboard, costume e pupazzo esposto a Londra conferma che per Anderson fare cinema è fare artigianato. Ed è da questa tensione tra artigianato e immaginazione che nasce quello che molti considerano il suo capolavoro estetico: Grand Budapest Hotel (2014). Non sorprende, quindi, che il cuore della mostra sia il modello rosa confetto dell’Hotel, icona di un immaginario che ha fatto scuola e che oggi si celebra come fenomeno culturale, oltre che cinematografico.

Il fenomeno «andersoniano» che conquista il mondo

Lo stile di Wes Anderson è talmente riconoscibile da aver generato un aggettivo: «andersoniano», che indica non solo simmetrie perfette e palette pastello, ma anche un gusto vintage che ha influenzato fotografia, moda e design.

E i social? L’account Instagram Accidentally Wes Anderson, raccoglie appassionati da tutto il mondo che fanno a gara a pubblicare scatti di luoghi reali che sembrano usciti dai suoi film.

Simmetrie inaspettate

È il regalo che ci fa il regista: ci spinge a guardare il mondo con un occhio artistico, come fosse un set pieno di colori e dettagli da incorniciare. La sua estetica non è solo stile, ma un invito a rallentare, osservare e trovare bellezza in quello che ci circonda.

Perché i visitatori fanno la fila

«Wes Anderson: The Archives» ci dimostra come sia possibile costruire, pezzo dopo pezzo, un universo immaginifico con le proprie mani. Durante la visita, pochi resistono alla tentazione di scattarsi un selfie perfettamente centrato e dai toni pastello. E tutti escono con la consapevolezza che il mondo reale può essere poetico, se lo si guarda con occhi “andersoniani”.

Uno sguardo al futuro

Mentre la mostra celebra il passato e il presente del regista, Anderson guarda già avanti: sta lavorando al suo prossimo film, descritto come più cupo rispetto alle sue opere precedenti. La sceneggiatura sarà scritta insieme a Roman Coppola, suo storico collaboratore, e Richard Ayoade, protagonista de La trama fenicia. Il progetto è ancora in fase di scrittura e la produzione non è iniziata, ma le aspettative sono alte: sarà un nuovo capitolo in quell’universo estetico che continua a evolversi.

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