La programmazione ticinese è emblematica per raccontare Festival du Film Vert, perché nelle sue tre tappe – Caslano il 14 marzo, Massagno il 21 marzo, Locarno il 28 marzo – si concentra in piccolo ciò che la rassegna vuole essere in grande: un laboratorio diffuso di consapevolezza ambientale, un luogo in cui il cinema non si limita a mostrare, ma invita a prendere posizione.
A Caslano, tra le sale del Museo della Pesca, il viaggio comincia sott’acqua, con la seppia bretone di Sepia e il suo mondo fragile. È un’apertura che mette subito a fuoco la posta in gioco: la biodiversità non è un concetto astratto, ma un equilibrio vivo che può spezzarsi. Al Lux di Massagno, il Festival cambia registro e porta sullo schermo il conflitto tra etica personale e logiche produttive con Il ricercatore, la storia di Gianluca Grimalda, licenziato per aver rifiutato l’aereo. Attorno a lui, altri film affrontano temi urgenti: i PFAS che contaminano i nostri corpi, il prezzo umano della crisi climatica, le trasformazioni del lavoro in un mondo che cambia. Al cinema Rialto di Locarno, infine, il discorso diventa politico: Come se non ci fosse un domani entra nel cuore del movimento “Ultima Generazione” e apre un dibattito sul diritto alla protesta, mentre Una canción para mi tierra e Ikea, le seigneur des forêts mostrano come la difesa dell’ambiente passi anche attraverso la musica, la denuncia e la responsabilità delle grandi filiere industriali.
Festival du Film Vert
RSI Cultura 02.03.2026, 11:25
A completare il percorso ticinese si segnala la presenza di cortometraggi, che funzionano come piccole fenditure attraverso cui osservare il tema ambientale da angolature più intime o sperimentali. Astral, che apre la serata di Caslano, è un breve viaggio poetico nel mistero delle creature marine, capace in pochi minuti di evocare fragilità e meraviglia. A Massagno, For Your Own Good immagina invece un mondo distopico in cui il consumo di carne diventa un dovere imposto: un racconto asciutto, provocatorio, che interroga il rapporto tra libertà individuale e scelte alimentari. Questi lavori brevi non sono semplici “anteprime” ai documentari principali, ma tasselli autonomi che ampliano il discorso del Festival, mostrando come anche nel formato ridotto il cinema possa incidere, disturbare, far riflettere.
Le tre serate del Festival du Film Vert non sono semplici proiezioni: sono un percorso che attraversa oceani, campagne, città, diritti civili e scelte quotidiane. E raccontano bene lo spirito del Festival du Film Vert, che dal 7 marzo al 12 aprile, in oltre cento località tra Svizzera romanda, Francia e Ticino, prova a trasformare l’ansia climatica in conoscenza, e la conoscenza in azione. In un momento in cui la politica fatica a tenere il passo dell’emergenza, iniziative come questa costruiscono la cultura necessaria per affrontarla: offrono strumenti, storie, domande scomode.
La più urgente è la stessa che attraversa tutti i film: quanto siamo disposti a cambiare per garantirci un futuro vivibile?
L’alchimia dei festival: proiezioni e incontri unici
Indovina chi viene al cinema 14.03.2026, 12:45
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