La Palma d’oro del 79mo Festival del cinema di Cannes è stata attribuita sabato a “Fjord” di Cristian Mungiu, storia di una coppia rumeno-norvegese che si installa nella città natale di lei, un luogo isolato nel Paese scandinavo. È stato scelto fra le 22 pellicole in concorso. Mungiu è al suo secondo trionfo: si era già imposto nel 2007.
Il Gran premio della giuria presieduta dal coreano Park Chan-wook è andato a “Minotaur”, del russo Andrei Zvygintsev, il Premio della giuria a “Das Geträumte Abenteuer” di Valeska Grisebach.
Storico il riconoscimento per la regia, assegnato ex aequo: è andato a Javier Calvo e Javier Ambrossi per “La Bola Negra” e Pawel Pawlikowski per “Fatherland”. Il premio per la migliore sceneggiatura è stato vinto invece da “Notre Salut (Un uomo del suo tempo)“ di Emmanuel Marre.
La Camera d’oro per la migliore opera prima è andata “Ben’Imana” di Marie Clementine Dusabejambo, che ha raccontato di aver voluto rendere omaggio, attraverso la storia della protagonista, alle donne del suo Paese, il Ruanda. Il miglior corto, infine, è stato “Para los contrincantes” di Federico Luis.
Particolarità di questa edizione è stata anche l’assegnazione condivisa anche dei premi per l’interpretazione. Emmanuel Macchia e Valentin Campagne hanno infatti ricevuto insieme il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile grazie al film “Coward”, in cui interpretano due giovani soldati che si innamorano nelle trincee durante la Prima guerra mondiale. Anche il premio per la migliore interpretazione femminile è stato attribuito a un duo: Virginie Efira e Tao Okamoto per il film “Soudain”.

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