Emilie Bujès ha annunciato la partenza da Nyon una decina di giorni prima dell’inizio della sua ultima edizione in veste di direttrice artistica del festival dedicato al cinema del reale. Una decisione dettata dalla necessità di ampliare il proprio sguardo e confrontarsi anche con altri generi e formati, come la finzione e la serialità. La storica dell’arte, alla guida di Visions du réel dal 2018, si sposterà infatti di pochi chilometri, per raggiungere Ginevra e il Geneva International Film Festival (GIFF), pronta ad assumerne la direzione dal 1° agosto.
Secondo lei, come dichiarato ai colleghi di RTS, anche il festival di Nyon beneficerà di un cambio di passo, con una mente fresca e un po’ di rinnovamento.
In effetti, Emilie Bujès nel corso di queste nove edizioni ha sicuramente introdotto diverse novità, a cominciare da nuove sezioni di programma, come Burning Lights, dedicata alle forme cinematografiche più audaci e ibride presenti anche nel documentario, e Opening Scenes, uno spazio riservato ai talenti emergenti.
Un tratto distintivo della sua direzione riguarda la presenza del cinema di finzione, in linee di programma dedicate a opere fiction che mostrano un approccio documentaristico o che assumono pratiche tipiche del documentario. Anche la scelta degli ospiti ha seguito in parte questa direzione: quest’anno l’invitata d’onore è la regista statunitense Kelly Reichardt, figura centrale del cinema indipendente contemporaneo nota per il suo stile minimalista, che privilegia una rappresentazione fedele della quotidianità rispetto a qualsiasi forma di spettacolarizzazione, anche in opere di finzione.
Pardo d'onore a Kelly Reichardt
Il Quotidiano 12.08.2022, 21:00
Invitato speciale è il regista ucraino Sergei Loznitsa, che presenta a Nyon una ventina di titoli selezionati dalla sua gigantesca filmografia. Un cinema politico, il suo, che ripercorre il Novecento, spesso tramite materiale d’archivio, analizzando i meccanismi del potere, con un particolare interesse per la storia sovietica e post-sovietica, e mantenendo al centro la gente, il popolo.
La regista e giornalista statunitense Laura Poitras è invece l’ospite di Industry, la parte del festival dedicata ai professionisti. L’artista pluripremiata ha introdotto al pubblico il suo film più recente, presentato lo scorso settembre alla Biennale Cinema di Venezia: Cover-Up, un documentario incentrato sulla figura del celebre giornalista Seymour Hersh. Una scelta significativa, da parte del festival, di inaugurare l’edizione 2026 con un film che mostra quanto il documentario possa intrecciarsi con l’inchiesta e che afferma quanto sia urgente oggi difendere il giornalismo investigativo.
Gli ultimi giorni saranno dedicati all’artista visiva marocchina Meriem Bennani, nota per le sue installazioni e i suoi progetti ibridi, alla quale Emilie Bujès - da buona storica dell’arte - ha voluto dedicare un ricco focus, che culminerà con l’anteprima svizzera del nuovo film dell’artista, intitolato Bouchra.
Bisognerà attendere la conclusione di quest’edizione per stilare un bilancio completo della direzione Bujès; intanto possiamo notare che alcuni dei suoi obiettivi iniziali sono stati raggiunti. Ha ampliato il pubblico, attraverso iniziative per famiglie e ragazzi, e ha contribuito a una maggiore parità di genere: il 44% dei film in cartellone quest’anno è stato diretto da donne.
Kappa
Kappa 17.04.2026, 17:00
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