Simonetta Sommaruga sul palco e ai nostri microfoni ha sottolineato l’importanza del dibattito, invitando le giornate solettesi a continuare "a produrre film audaci, che disturbano e che interrogano il nostro modo di vedere le cose",
Le giornate il dibattito lo hanno spesso suscitato, ad esempio quando i tumulti di piazza arrivavano direttamente anche qui (come con Züri brännt del 1980, mostrato venerdì).
Oggi i tempi sono molto diversi e al posto di essere considerato un covo sessantottino il festival viene addirittura accusato – è capitato sulla NZZ am Sonntag di domenica scorsa – di essere diventato una roccaforte del politicamente corretto.
La risposta è venuta con una cerimonia sobria ma non banale. La direttrice Seraina Rohrer ha affrontato una chiacchierata insieme a Markus Imhoof, 74 anni, candidato agli oscar più di 30 anni fa, e a una regista molto più giovane, Eileen Hofer, autodidatta andata di nascosto nei campi profughi bulgari a filmare la disperazione dei siriani.
mz
Dal TG20:
Il servizio del radiogiornale sul cinquantesimo





