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Il metodo Kominsky: la commedia non è più quella di una volta (e neanche la prostata)

Michael Douglas e Alan Arkin, vecchi inaciditi (e irresistibili) a Hollywood: sono le colonne su cui si regge la serie di Chuck Lorre, che rappresenta perfettamente l’evoluzione della televisione americana

  • Ieri, 08:00
Michael Douglas e Danny DeVito in Il metodo Kominsky

Michael Douglas e Danny DeVito in Il metodo Kominsky

  • IMAGO / Everett Collection
Di: Michele R. Serra 

Il metodo Kominsky è in onda ogni lunedì alle 20:50 su LA1

Di tutte le cose buone che l’epoca della televisione d’autore ha prodotto, negli ultimi 25 anni circa, una delle migliori è il completo superamento dei generi. Già, perché se qualcuno se lo ricorda, un tempo c’erano, tipo, le sitcom: quelle che si capiva subito che servivano a farti ridere, tanto che mettevano pure le risate registrate sotto. E seguivano tutta una serie di regole, più forti di chi le scriveva e interpretava. Oggi invece c’è roba come Atlanta.

Più in generale, quelle che una volta erano comedy oggi non lo sono più. O meglio, non solo. Ogni serie che vuole far ridere, nel ventunesimo secolo, vuole anche portare davanti agli occhi dello spettatore momenti drammatici, cinismo, uno sguardo verso il mondo a dir poco oscuro. Sono, si potrebbe dire, soprattutto esercizi di disperato realismo, queste serie. E così Il metodo Kominsky.

Michael Douglas e Alan Arkin in "Il metodo Kominsky"

Michael Douglas e Alan Arkin in "Il metodo Kominsky"

  • IMAGO / Album

È la storia di due uomini anziani che fanno battute sulla prostata e il controllo delle loro fondamentali funzioni corporee (che spesso, si sa, sfugge un po’ di mano con l’andar del tempo), ma presto si capisce che il problema non è davvero questo, bensì quello più comune quando si arriva a una certa età: l’idea che il mondo sia ormai andato oltre, e che a nessuno più interessi della loro sorte di singoli. Sto semplificando, ma già da questi pochi elementi si capisce il mix: umorismo – anche becero – e dramma, dei più deprimenti. C’è, ovviamente, molto di più.

C’è la coppia di protagonisti, uno sciupafemmine e un recente vedovo. Il primo è Michael Douglas, il secondo Alan Arkin: due facce note di Hollywood (ok, il primo di più, ma anche Arkin ha pur sempre preso un Oscar per Little Miss Sunshine, non troppo tempo fa), che anche nella serie si muovono intorno agli studios. Douglas interpreta un attore, il Sandy Kominsky del titolo, la cui parabola è lontana da quella di un cosiddetto A-Lister: ha avuto un effimero assaggio della vera fama, ma non è riuscito a trattenerla, ed è stato costretto a cambiare rotta, diventando un insegnante di recitazione. Piuttosto affermato, per carità, eppure mai davvero realizzato, in un ambiente in cui l’asticella della soddisfazione personale è posta molto in alto. Arkin è invece Norman Newlander: il suo agente, ma anche l’amico che lo conosce da una vita, e che continua a ripetergli quanto sia meglio essere rispettato dagli altri attori, invece che diventare ricco grazie a qualche volgare sitcom.

Ovviamente, è una bugia, ed è ancora più divertente perché detta da un personaggio di una serie ideata da Chuck Lorre, che a Hollywood ha messo in fila una serie di hit televisive proprio grazie alle sitcom: Pappa e ciccia, Due uomini e mezzo, Dharma & Greg e soprattutto The Big Bang Theory. Tutti prodotti con un’identità molto riconoscibile, che si muovono all’interno di strutture prestabilite, sia dal punto di vista estetico che da quello narrativo.

L’eccezione-Kominsky risulta dunque ancora più evidente agli occhi, e ha fatto dire a diversi critici oltreoceano che, in fondo, Chuck Lorre cerca semplicemente di esorcizzare, con questa storia, il suo stesso invecchiamento: un autore ormai anziano (ha 74 anni), famoso per un certo tipo di televisione ormai superato dalla storia, cerca di dimostrare al mondo che può fare anche ciò che piace agli spettatori degli anni Venti. Cioè, appunto, le sitcom che non sono sitcom.

Non so se fosse questo, l’obiettivo iniziale di Lorre quando ha progettato Il metodo Kominsky, ma senza dubbio il risultato è tanto divertente da rendere tutto sommato inutili ulteriori analisi e domande. Meglio godersi il giro a Hollywood in compagnia di Sandy e Norman, che portano nel ventunesimo secolo i classici grumpy old men della commedia americana: vogliono che tutti empatizzino con i loro problemi personali, mentre sputano sulle preoccupazioni di tutti gli altri – soprattutto dei giovani sotto i trent’anni. Insopportabili e irresistibili.

09:09
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“Il Metodo Kominsky”

Konsigli 13.07.2026, 18:00

  • © Chuck Lorre Productions, Warner Bros. Television
  • Enrico Bianda

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