Cinema

Nollywood e la tenacia cinematografica nigeriana

Un po’ di storia delle origini dell’industria del film di Lagos, oggi al centro di un progetto di salvaguardia del patrimonio audiovisivo realizzato in collaborazione con la Cinémathèque Suisse

  • Oggi, 11:00
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Di: Michele R. Serra 

La visita di Elisabeth Baume-Schneider a Lagos, la settimana scorsa, ha portato alla restituzione di oggetti d’arte saccheggiati alla fine del XIX secolo dal Regno del Benin, territorio che corrisponde all’odierna Nigeria. Se questo è stato il gesto più importante dal punto di vista simbolico, non sono da sottovalutare neppure gli accordi bilaterali sui beni culturali che prevedono alcuni progetti di salvaguardia del patrimonio audiovisivo della Nigeria, da mettere in pratica con la collaborazione della Cineteca Svizzera.

Il primo riguarda il restauro di Kulba Na Barna (Blaming the Innocent), film del 1992 diretto da Brendan Shehu e considerato snodo fondamentale per l’emergere del cinema nigeriano contemporaneo: l’unica copia conosciuta, custodita a Berlino e in cattivo stato di conservazione, sarà restaurata e digitalizzata a Losanna, fornendo agli specialisti nigeriani che parteciperanno al progetto l’occasione per una formazione sulle tecniche di restauro digitale. Una volta completati i lavori, l’originale restaurato verrà restituito alla Nigeria.

RTS, Le Journal horaire, 01.07.26, 10:00

Gli accordi sottolineano l’importanza del cinema nigeriano, capace di costruire negli ultimi quarant’anni un’industria allo stesso tempo fiorente e perennemente sull’orlo della bancarotta. La chiamano, con poca fantasia, Nollywood: produce oltre duemila film all’anno, e ha un giro d’affari ben superiore al miliardo di dollari.

Per carità, il valore assoluto non è neppure lontanamente paragonabile a Hollywood, ma si tratta di un’industria enorme per il paese, cresciuta con la tenacia di una pianta infestante in un ambiente ostile, a partire dagli anni Ottanta.
A quei tempi i colpi di stato erano relativamente frequenti, portavano al potere una giunta militare dopo l’altra, e i pionieri di Nollywood furono gli stessi commercianti che vendevano videocassette: prendendo spunto dalla grande popolarità delle soap opera prodotte dalla locale Nigerian Television Authority, cominciarono a finanziare film corti e lunghi, che venivano distribuiti proprio tramite VHS. Le cassette erano perfette per le molte famiglie che, la sera, preferivano rilassarsi nella sicurezza della propria casa, invece che uscire per raggiungere i cinema: la frequentazione delle sale era purtroppo spesso sconsigliata, a causa dell’insicurezza delle strade cittadine, strette tra la piccola criminalità e la violenza dei militari. 

State of Emergency di Teco Benson, 2000

State of Emergency di Teco Benson, 2000

  • Teco Benson

Le storie contenute in quei video erano racconti di vita quotidiana in cui potevano riconoscersi i borghesi benestanti di Lagos, gli stessi che potevano permettersi un elettrodomestico ai tempi relativamente costoso come il videoregistratore.
Le VHS venivano viste però anche dai domestici che lavoravano in quelle grandi case, quasi invariabilmente donne: saranno proprio loro a diffondere i film della prima Nollywood anche nei loro villaggi d’origine, che altrimenti sarebbero stati tagliati fuori da una distribuzione esclusivamente cittadina.

Lo fecero prima con il drastico abbassamento dei prezzi dei videoregistratori e poi – dopo il 2000 – con il diffondersi di supporti ancora più economici come il video CD. Mentre la tecnologia diventava disponibile anche a chi non aveva grande disponibilità economica, quel cinema ultra-indipendente autoctono usciva dai centri urbani e iniziava a diffondersi nelle zone rurali: le ragazze, quando tornavano a casa per le vacanze o per andare a trovare i genitori, portavano con sé i video.
Registi e produttori si accorsero presto che era arrivato un nuovo pubblico: reagirono cambiando le ambientazioni dei loro film, e inserendo nelle storie elementi magici, che erano ancora una parte importante della cultura dei territori lontani dai centri urbani. Nel frattanto arrivavano i primi canali televisivi dedicati solo ai film di Nollywood, chiudendo il cerchio della nascita di un’industria.

Oggi possiamo dire che la Nigeria abbia generato un suo star system, e che le produzioni siano migliorate notevolmente, per struttura e qualità del risultato. Tuttavia, Nollywood rimane ancora, salvo qualche eccezione sporadica, una curiosità esotica per noi del cosiddetto mondo occidentale: spesso (non sempre!) i suoi prodotti non si allontanano dal cliché del film lunghissimo, pieno di errori e ben piantato tra camp e kitsch. Tuttavia, viene da pensare che nella Tinseltown nigeriana ci sia il potenziale per creare un nuovo fenomeno globale, che possa seguire un percorso simile a quello tracciato da K-Drama e C-Drama. Ma qualsiasi destino riservi il futuro all’industria cinematografica di Lagos e dintorni, la storia di Nollywood rimane un affascinante - e neanche troppo piccolo - miracolo di persistenza.

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