Cinema

Ripley è una serie che fa centro

È uscita l’ultima trasposizione de Il talento di Mr. Ripley e non era mai stata così elegante e inquietante

  • 16 aprile, 07:46
  • CINEMA
ripley
Di: Simona Rodesino

Tom Ripley è un truffatore, un impostore e anche un assassino. La sua è la storia di un vero antieroe. È ricercato, pedinato, braccato e quando sembra messo all’angolo, senza possibilità di scampo, sparisce di nuovo. Se vi aspettate però una narrazione dinamica fatta di inseguimenti al cardiopalma, vi sbagliate. Sì, perché Ripley, la miniserie da poco uscita su Netflix e diretta da Steven Zaillian è un thriller psicologico intenso che si prende il tempo di scavare, scandagliare e andare a fondo-negli avvenimenti e nell’animo del protagonista-restituendoci 8 episodi cupi, eleganti ed intensi.

Diciamolo subito: non è la prima volta che questa storia viene raccontata. La serie è tratta dal libro Il talento di Mr. Ripley (1955), che fa parte di un ciclo di romanzi basati sulla vita del criminale, nati dalla penna di Patricia Highsmith. La scrittrice statunitense, celebre autrice di thriller, ha trascorso gli ultimi 15 anni della sua vita in Svizzera (più precisamente nel Canton Ticino) dove è morta nel 1995.

In ricordo di Patricia Highsmith

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Ripley è l’ultimo adattamento in ordine di tempo perché negli anni, molti registi si sono ispirati a questi romanzi per dare vita a diverse trasposizioni cinematografiche, televisive e teatrali. Ricordiamo per esempio Delitto in pieno sole di René Clément (1960), L’amico americano di Wim Wenders (1977) o ancora Il gioco di Ripley di Liliana Cavani (2002). Forse però, l’adattamento cinematografico più celebre è il film di Anthony Minghella, Il talento di Mr. Ripley (1999) con un cast stellare: Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Cate Blanchett e Philip Seymour Hoffman. Ah, compare anche Rosario Fiorello.

Qual è dunque la storia di Tom Ripley? Siamo negli anni ‘60, a New York, dove l’uomo vive in condizioni misere in un piccolo appartamento fatiscente quando gli si presenta una proposta: partire per l’Italia, trovare Dickie Greenleaf (figlio ribello di una ricca famiglia) e convincerlo a tornare a casa. Sembra semplice, ma non lo sarà. Ripley accetta e da quel momento si innescano moltissime dinamiche, fatte di colpi e contraccolpi, bugie, inganni, furti d’identità e omicidi. La trama si sviluppa attraverso l’Italia-tra Atrani, Roma, Palermo e Venezia. Ossessionato e guidato da sentimenti di invidia che arrivano a deragliare, il protagonista ci accompagna in questo viaggio che si fa via via più tetro.

Ma cosa ha dunque di diverso questo remake, questa nuova serie creata da Zaillian? La prima cosa fin da subito evidente è che è in bianco e nero: una mossa che contribuisce a conferirle un’atmosfera vintage, raffinata e dalle sfumature noir. Dopo che l’occhio si è abituato, questa scelta stilistica ci trasporta ancora di più nella storia e anche dentro l’animo corrotto del protagonista. Protagonista interpretato magistralmente dall’attore irlandese Andrew Scott, celebre per il ruolo del Professor Moriarty nella serie tv Sherlock. Scott ci restituisce un Ripley di una freddezza inquietante, una stratega pronto a reagire agli imprevisti in modo repentino ma quasi rilassato, come stesse giocando a una partita di scacchi e non con le vite delle persone. Il regista ci mostra-tramite delle sequenze molto lunghe- tutti i particolari delle azioni di Ripley, i suoi crimini e le decisioni prese con calma glaciale, non sorvolando su niente. La sua presenza è così centrale, catalizzante e ipnotica, da mettere in ombra tutti gli altri personaggi, che sembrano solo girargli intorno. Le interpretazioni di Dakota Fanning, Johnny Flynn, Maurizio Lombardi e Margherita Buy -seppur convincenti-passano in secondo piano. Andrew Scott è il one man show che si prende quasi tutto lo spazio, ma che non annoia.

Una cosa va detta: a tratti sempre assurdo che gli altri personaggi non si accorgano che Ripley è un truffatore che li sta ingannano proprio lì davanti a loro, mentre li guarda negli occhi e sorseggia un drink con tranquillità. Una scena in particolare, senza cadere nello spoiler (diremo solo che riguarda una parrucca), appare così surreale da sembrare assurda. Eppure, contribuisce a rendere Tom Ripley un antieroe ancora più affascinane e impalpabile.

Other movie e other Ripley

Spoiler 10.04.2024, 13:30

Dove possono portare l’invidia estrema, il senso di inferiorità, l’ambizione e la brama di soldi e potere? Dove si trovano questi sentimenti, all’interno dell’animo umano? Non sempre sono poi così visibili, anzi solitamente sono ben nascosti. A volte dietro un sorriso enigmatico, come quello di Tom Ripley.

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