Cinema

Ripubblicata l’imprescindibile guida al cinema italiano di Brunetta

A vent’anni di distanza dalla prima edizione, lo studio viene riproposto da Einaudi con il titolo “Cinema italiano. Una storia grande 1905-2023” con una nuova veste, aggiornata e arricchita di un capitolo

  • 6 luglio, 13:07
la meglio gioventù
Di: Laura Piccia / Red.

22 anni fa usciva un libro indispensabile per una lettura organica della storia del cinema. Gian Piero Brunetta, professore emerito di Storia e critica del cinema all’Università di Padova, pubblicava infatti “Guida alla storia del cinema italiano”. Il volume traccia il percorso cinematografico della penisola italiana fin dagli esordi, individuando costanti e linee di influenza anche rispetto al contesto europeo. Il libro nasce come testo universitario, ma conquista anche il lettore comune, accompagnandolo in un percorso affascinante dal cinema muto al neorealismo, dal film d’autore ai grandi successi degli anni 90. A vent’anni di distanza dalla prima edizione, la storia del cinema di Brunetta viene ripubblicata da Einaudi con il titolo Cinema italiano. Una storia grande 1905 2023 si presenta in una nuova veste, si aggiorna e soprattutto si arricchisce di un nuovo capitolo. Noi ne parliamo insieme all’autore.
                

Allora, professore, iniziamo subito da questa nuova sezione della sua storia del cinema dedicata agli ultimi vent’anni del nuovo millennio. Gli anni 2000 sono un periodo di trasformazione innanzitutto di trasformazione digitale. Insieme ai mezzi di produzione dei film cambia anche il modo di raccontare.

Certo, cambia il modo di raccontare, nel senso che si moltiplica la forma del racconto si dilata, si preferiscono racconti di maggiore ampiezza, per cui la durata normale dell’ora e mezzo del cinema classico viene costantemente superata da film che superano le 2 ore e soprattutto che diventano delle serie. Il cinema di oggi guarda molto a un suo destino televisivo e quindi molti autori pensano a un racconto che si distribuisce in più puntate e ha bisogno di un respiro più ampio.

Un elemento che emerge dal suo libro è anche la vocazione civile del cinema italiano. Secondo lei, quali sono i film più importanti in cui si nota questo aspetto? I film con vocazione civile che hanno avuto un impatto maggiore in termini di storia e critica del cinema.

Gli autori neorealisti hanno lasciato un segno profondo, penso soprattutto a Rosi. Per quanto rigurda i film  i film degli anni 2000 si può partire tranquillamente con La meglio goiventù, un film che nasce per la televisione ma che ha un grande successo al cinema e racconta una storia di 40 anni di vita di una famiglia, delle persone che vi ruotano intorno ed è animato da una forte tensione civile, da una ricerca di un senso calato nella realtà e diffuso nei personaggi che cercano ognuno la propria strada. I film di Giordana mi sembrano presi da questo, ma anche i film di Amelio, gli ultimi vent’anni di cinema di Bellocchio, il cinema di Martone, ma anche il cinema di di Sorrentino e di Garrone.

Ecco, parlando di registi, l’immagine di copertina del suo libro è un bozzetto originale de “Il tè nel deserto” di Bernardo Bertolucci. Chi è stato Bertolucci per il cinema italiano secondo lei?

Cesare Bertolucci è stato un autore profondamente radicato nella sua terra, che ha tratto grande ispirazione dalla terra in cui è nato e che fin dai primissimi film ha voluto raccontare storie legate alla cultura letteraria, artistica e cinematografica ed è stato uno dei registi che più ha saputo guardare oltre i confini nazionali col suo cinema, pur mantenendo il senso dell’orgoglio delle proprie radici. Se il cinema oggi pensa in termini di opere internazionali che guardano a un pubblico di tutto il mondo, ciò si deve anche alla capacità di Bernardo Bertolucci di guardare al pubblico mondiale fin dalla fine degli anni 60.

Qui di seguito l’ntera intervista di Laura Piccia a Gian Piero Brunetta.

La grande storia del cinema italiano

Alphaville 02.07.2024, 11:45

  • www.einaudi.it

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