Cristianesimo

Pasqua, boom di conversioni: ma a quale cristianesimo?

A “Prima Ora” Massimo Faggioli analizza un paese dove la fede diventa identità politica

  • Un'ora fa
Papa Leone XIV battezza un uomo durante la celebrazione della Messa della Veglia Pasquale nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, il 4 aprile 2026

Papa Leone XIV battezza un uomo durante la celebrazione della Messa della Veglia Pasquale nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, il 4 aprile 2026

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Di: Rod 

La Pasqua del 2026 ha riportato al centro dell’attenzione un fenomeno in crescita: il battesimo degli adulti. Se in Europa, in particolare in Francia e Svizzera, i numeri sono in aumento, sono gli Stati Uniti che mostrano un intreccio sempre più stretto tra religione e politica. A Prima Ora, il professor Massimo Faggioli, storico delle religioni, ha offerto una lettura approfondita di questa dinamica.

Negli Stati Uniti, il fenomeno delle conversioni è storicamente molto ampio: gli statunitensi cambiano affiliazione religiosa più volte nel corso della vita, e la conversione al cattolicesimo è più frequente rispetto all’Europa. Negli ultimi venti o trent’anni, inoltre, si è registrato un aumento di conversioni tra figure di spicco dello spettacolo, della politica e del giornalismo. Personalità come J.D. Vance o Marco Rubio hanno contribuito a dare a queste scelte un significato culturale e politico più marcato.

Secondo Faggioli, la religione resta un elemento strutturale dell’identità statunitense. Gli Stati Uniti, spiega, non sono un paese «normale», ma nascono come «atto di fede»: essere statunitensi significa credere negli Stati Uniti, e questo è possibile solo credendo in Dio. In questa visione conservatrice, le conversioni – spesso legate a esperienze personali come un lutto – diventano un modo per recuperare la fede non solo in Dio, ma anche nell’idea stessa degli Stati Uniti. Una sorta di tentativo di salvare l’anima di un paese che non può essere compreso senza la religione al suo centro.

Il legame tra religione e politica è emerso con particolare forza durante la presidenza di Donald Trump. Le immagini dei pastori evangelici in preghiera nello Studio Ovale, all’inizio della crisi con l’Iran, sono diventate simboliche. Ma per Faggioli oggi la situazione è diversa rispetto al passato: la religione continua a essere centrale, ma in modo meno inclusivo. Gli Stati Uniti, un tempo «potenza religiosa ma benevola e che può includere anche gli ebrei, i musulmani e gli induisti», ora sembrano veicolare un messaggio più ristretto: «gli Stati Uniti possono essere se stessi solo se sono cristiani e bianchi». Un cambiamento profondo, che ridefinisce anche il significato delle scelte religiose personali, un tempo parte di un orizzonte più ampio e oggi spesso utilizzate come strumenti di un discorso politico nazionalista.

Il Vaticano osserva con attenzione il fenomeno delle conversioni, valorizzando i percorsi individuali. Ma la situazione statunitense resta molto diversa da quella europea, dove la conversione al cattolicesimo è meno politicizzata. In società laiche come la Francia, dove la legge sulla laicità separa nettamente Stato e Chiesa, il cattolicesimo rinasce in modo discreto: i convertiti non «battono la grancassa», preferiscono un percorso privato ma consapevole, attento a dare il proprio contributo senza esibizionismi.

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Prima Ora

Prima Ora 07.04.2026, 18:00

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