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Un milione di bambini in silenzio

C’è qualcosa di profondamente terrestre e insieme celeste in questa immagine. Bambini che non chiedono nulla, che non rivendicano nulla, che non alzano la voce: semplicemente si fermano. E nel fermarsi, aprono un varco

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Di: Mat Cavadini 

Un milione di bambini seduti a terra, in silenzio, come se il Paese avesse trattenuto il respiro per un istante più lungo del solito. La Thailandia li ha raccolti così: non in una celebrazione, non in una parata, ma in un gesto che somiglia a un ascolto. Cinquemila scuole, un’unica quiete. E dentro quella quiete, un’intenzione: lasciare che la pace non fosse un’idea, ma un corpo che respira.

C’è qualcosa di profondamente terrestre e insieme celeste in questa immagine. Bambini che non chiedono nulla, che non rivendicano nulla, che non alzano la voce: semplicemente si fermano. E nel fermarsi, aprono un varco. È avvenuto davanti al tempio di Shammakaya Phra. La meditazione, che di solito è un gesto privato, qui diventa un coro muto, un’onda che non fa rumore ma cambia la forma dell’aria. È come se il Paese avesse deciso di insegnare ai più giovani non come si vince, ma come si ascolta; non come si corre, ma come si resta.

La Thailandia non mette la meditazione ai margini del suo sistema educativo: la porta al centro, come si porta al centro ciò che deve reggere il peso del futuro. Insegna ai bambini che la mente non è un luogo da riempire, ma da attraversare con cautela. Che la calma non è un lusso, ma un muscolo. Che la pace non è un premio, ma un lavoro quotidiano, un gesto che si ripete finché non diventa naturale come respirare.

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E allora questa immagine — un milione di piccoli corpi immobili — smette di essere un evento e diventa un presagio. In un mondo che si muove troppo in fretta, che parla troppo forte, che confonde il rumore con la presenza, questi bambini ricordano che esiste un’altra forma di forza: quella che nasce dal raccoglimento, dalla cura, dalla capacità di non reagire subito, di non farsi travolgere.

La loro meditazione non cambia il mondo nell’istante in cui accade. Ma lo prepara. Perché la pace non arriva come un annuncio: cresce come una radice. E ogni bambino seduto in silenzio, è una radice che si allunga nel futuro, cercando un terreno più morbido, più umano, più capace di reggere ciò che verrà.

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Radiogiornale delle 12.30 del 09.02.2026: Il servizio di Naima Chicherio sulle elezioni in Thailandia

RSI Info 09.02.2026, 12:30

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