(©Keystone)

Jean Tinguely

Artista geniale ed eretico, tra i fondatori del Nuovo Realismo

Maestro della dissacrazione, Jean Tinguely nasce a Friburgo il 22 maggio 1925. Noto per le sue macchine mobili, costruite con materiali di recupero, estremamente rumorose (notevole, nell’opera dell’artista, il lavoro sul suono come su altri elementi immateriali: la luce,l’ odore, il fuoco), Tinguely si trasferisce a Parigi nel '53, entrando nell'avanguardia cinetica di Calder e Vasarely. Nel 1954 firma la sua prima esposizione personale mentre nel 1955 partecipa all’importante esposizione “Il Movimento” organizzata dalla Galleria Denise René che consacra l’arte cinetica.

Jean Tinguely: le macchine inutili

Jean Tinguely: le macchine inutili

Di Marco Blaser e Grytzko Mascioni (Archivi RSI 1963)

Caratterizzata da un forte impegno di critica sociale e politica, l’arte di Tinguely è insieme celebrazione e parodia dello strapotere della macchina (emblema della sovrapproduzione e dello scompenso del capitalismo). Nel 1960 è tra i fondatori del movimento del Nuovo Realismo (insieme ad Yves Klein). Per Tinguely, “il nuovo approccio prospettico del reale” deve passare attraverso il motore elettrico e il movimento. In collaborazione con la moglie, l’artista Niki de Saint-Phalle, crea numerose opere, come la Fontana Stravinsky accanto al Centro Pompidou e partecipa ad una serie di giganteschi “happenings” dove le sue costruzioni fumano, esplodono e si disintegrano in un frastuono assordante.

Incontro con Jean Tinguely

Incontro con Jean Tinguely

Di Enrico Romero e Jean-Jacques Lagrange (Archivi RSI,l 1967)

 

Occhi vispi, mastodontici baffi, folte sopracciglia, un foulard di matrice parigina, Tinguely è un artista folle e ribelle (diffidente nei confronti del potere, dissacrante verso le convenzioni). La sua arte è innanzitutto rivolta. Basti in questo senso ricordare due aneddoti: il piano particolareggiato per gettare una bomba contro la Gioconda di Leonardo (convinto che la distruzione sia un' opera d' arte tanto quanto la creazione) e l’installazione del gigantesco fallo dorato issato nel 1970, in tutta segretezza, davanti al Duomo a Milano (inaugurato al suono di parole insensate e marcette militari di fronte a un popolo attonito).

Jean Tinguely: l'armonia del caos

Jean Tinguely: l'armonia del caos

Di Ludy Kessler (Archivi RSI 1991)

Macchine che si distruggono da sole, sculture sonore, ingranaggi che producono segni e pittogrammi, ruote idrauliche dagli effetti musicali, l'opera di Jean Tinguely è connotata dal movimento: una sorta di omaggio dissacrante al secolo della tecnologia e del consumo. Jean Tinguely muore a Berna il 30 agosto 1991.

Mattia Cavadini
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