Maria Callas nel 1959
Maria Callas nel 1959 (Keystone)

Maria Callas

Il 2 dicembre 1923 nasceva la diva perfezionista

La voce dell’opera si è fermata con la Callas, una perfezionista, nel senso che perfezionava i suoi difetti, come tutti i geni. Trovare e cestinare. Di questo si tratta”, così parlava di lei un altro genio del palcoscenico, l’attore teatrale Carmelo Bene. Come se la storia dell’opera tutta si potesse dividere in un prima e dopo Maria Callas.

Su di lei si è scritto e detto di tutto, dagli amori tormentati come quello con l’armatore Aristotele Onassis, che le preferì – più per ragioni politiche che per amore – Jacqueline Kennedy, all’abuso di droghe per sopportare tournee lunghissime in giro per il mondo, passando per le trasformazioni drammatiche del proprio aspetto, quell’eccessiva magrezza attribuita ad un uovo di verme solitario che avrebbe ingerito di sua volontà o all’ossessione per l’aspetto minuto dell’attrice Audrey Hepburn scelta come modello e, poi, l’amicizia con i grandi del suo tempo, Pasolini, Visconti, Corelli.

La ricordiamo riproponendo l'originale radiofonico di Cesare Ferrario, "Quando le stelle cadono". Con Stefania Patruno (Maria Callas), Giulia Lazzarini (Bruna Lupoli), Marco Balbi (Meneghini), Cesare Ferrario (Onassis), Riccardo Peroni (Nikos), Margherita Coldesina (Livanos), Silvano Piccardi (giornalista), Claudio Moneta (Luchino Visconti), Luca Sandri (Ferruccio), Matteo Martelli (Cameriere).

 

"Un uccellino quando è infelice non può cantare e allora abitualmente se ne sta rinchiuso nel suo nido. Anche se ho qualche volta pensato che l'Arte può essere in qualche modo superiore alla Natura, di cui è lo specchio, sono sempre stata tuttavia consapevole che non può non seguirne le regole".

Da questa frase, così semplice e così vera, estrapolata da una delle ultime interviste rilasciate da Maria Callas, è nata l'idea di questo sceneggiato radiofonico sulle ultime fasi della vita di quella che sarà per sempre ricordata come la più grande interprete del teatro lirico del '900. Il "nido" che Maria Callas scelse come suo impenetrabile rifugio, consapevole del suo inarrestabile declino, fu la sua casa di Parigi in Avenue Georges-Mandel, dalle cui finestre si può ammirare la Tour Eiffel dal suo punto di vista migliore. Una grandiosa dimora ch’era stata in passato anche il "teatro" della sua appassionata e tormentata storia d'amore con l'armatore greco Aristotele Onassis.

Ed è proprio in quel luogo, così pieno di ricordi dai quali è talvolta sopraffatta, che Maria Callas, interpretata da Stefania Patruno, deve necessariamente "fare i conti con sé stessa": fra Maria - la donna e la Callas - un'artista acclamata sui palcoscenici di tutti i più importanti teatri del mondo.  È sola, a volte disperatamente sola. Le frequentazioni di un tempo si sono diradate: quelle della mondanità, del "jet set" internazionale nel periodo della sua relazione con Onassis e quelle che l'hanno accompagnata nel suo percorso artistico. Perché anche quelli che sono stati i suoi "compagni di viaggio" durante la sua straordinaria carriera o sono morti o l'hanno dimenticata.

Accanto a lei, fedele e devota, Bruna, la sua governante magistralmente interpretata da Giulia Lazzarini. La sola a cui Maria potrà fare le sue confessioni segrete, la sola con la quale Maria cercherà di ricucire i "frammenti" della sua esistenza. Un periodo della vita particolarmente intimo che la RSI ha voluto sottolineare acusticamente andando a registrare le scene in ambiente domestico. La casa della preziosa decana del teatro italofono, Giulia Lazzarini, ha accolto l’équipe della prosa a Milano, rendendo così anche acusticamente un ambiente privato, intimo che arriverà con piglio particolarmente realistico al cuore degli ascoltatori.

La breve esistenza di Maria Callas, morta a soli 54 anni, si fa mito destinato quindi ad essere immortale.

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