(Keystone)

Tonino Guerra

Dialetto e nostalgia

Uno dei capitoli fondamentali del Novecento letterario in Italia è costituito dalla produzione in versi di autori dialettali. A tali autori si deve il merito di aver trasformato uno strumento linguistico “regionale” in un linguaggio autorevole ed autorizzato a descrivere il mondo.

Fra i nomi più importanti di questa particolare sezione della storia letteraria italiana, accanto a Tessa, Pascarella, Trilussa, Di Giacomo, Pierro, va senza dubbio annoverato quello di Tonino Guerra. Nato il 16 marzo del 1920 a Sant’Arcangelo di Romagna, dopo l’esperienza di reclusione in un campo di concentramento tedesco ha iniziato la propria attività letteraria scrivendo versi nel dialetto del suo paese; poesie che (attraverso numerose raccolte, pubblicate nell'arco di 50 anni, dall'immediato dopoguerra fino agli inizi del Duemila), lo hanno imposto all'attenzione di lettori e critici come uno dei più significativi poeti novecenteschi.

Tonino Guerra

Tonino Guerra

La poesia della moglie russa (Archivi RSI, 1987)

Ma Guerra è stato anche molto altro: autore in lingua, di romanzi e racconti, e soprattutto sceneggiatore cinematografico di alcuni dei maggiori registi italiani. Basti pensare al suo sodalizio con Michelangelo Antonioni, con cui ha scritto i maggiori capolavori (L’Avventura, La Notte, L’Eclisse e soprattutto Blow Up, per cui ha ottenuto la nomination all’Oscar nel 1967). E poi Federico Fellini, il suo amato quasi conterraneo, con cui ha dato vita ad Amarcord, La nave va, Ginger e Fred. Oppure, ancora, negli anni ’80-’90, alle collaborazioni con maestri come Tarkovskij (Nostalghia) e Angelopoulos (Il volo e Il passo sospeso della cicogna).

Tonino Guerra

Tonino Guerra

Genius loci e nostalgia (Archivi RSI, 1992)

Cinema poetico e malinconico, che in un certo senso rispecchia i tratti distintivi di tutta l’attività letteraria di Tonino Guerra, uomo non facile, ma umanamente ricco di fascino e di capacità evocativa.

 

red./cava
Condividi

Correlati