Letteratura

Antonio Tabucchi

Scrittura e impegno

  • 24 September 2023, 04:23
  • 24 September 2023, 06:39
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Antonio Tabucchi
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Di:red.

Antonio Tabucchi (24 settembre 1943 – 25 marzo 2012) nasce a Pisa durante la Seconda Guerra Mondiale, ma cresce nella casa dei nonni materni, nel piccolo borgo di Vecchiano, nella provincia toscana. Durante gli anni universitari a Pisa compie numerosi viaggi in Europa, sulle tracce di quegli autori cui ha avuto modo di appassionarsi grazie alla biblioteca dello zio materno. A Parigi, su una bancarella vicino alla Gare de Lyon, fa l’incontro della sua vita: il poema Tabacaria di Fernando Pessoa, firmato con uno dei suoi quattro eteronimi, Alvaro de Campos. Dalle pagine del libro nasce l’ispirazione di un’intera vita, che farà di Tabucchi il maggiore conoscitore dell’opera di Pessoa, e il suo principale traduttore in lingua italiana. Una passione per Pessoa e di riflesso per il Portogallo e per la città di Lisbona (dove andrà a vivere con la moglie, Maria José de Lancastre, anche lei studiosa e appassionata di Pessoa, ed i figli), che lo porta anche a scegliere l’indirizzo dei suoi studi: Tabucchi si laurea infatti nel 1969 con una tesi sul surrealismo portoghese. A seguito di questa sua formazione, nel 1973, Tabucchi viene chiamato a Bologna, dove ottiene la cattedra di lingua e letteratura portoghese.

Tabucchi al Festival del Film di Locarno

A cura di Paolo dell'Oca (Archivi RSI, 2002)

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Il 1973 è un anno importante non solo sul fronte dell’insegnamento, ma anche su quello creativo: Tabucchi scrive Piazza Italia (Bompiani, 1975): si tratta di un tentativo di scrivere la storia dalla prospettiva dei perdenti – in questo caso una famiglia di anarchici toscani – sulla falsariga della tradizione novecentesca italiana, che da Giovanni Verga sale fino a Vincenzo Consolo. Nel 1978 Tabucchi trasferisce la sua cattedra all’Università degli Studi di Genova, e pubblica il secondo libro, Il piccolo naviglio edito da Mondadori. Tre anni dopo vede la luce Il gioco del rovescio e altri racconti, seguito da Donna di Porto Pim, in cui compare il gioco degli eteronimi che caratterizza lo stile di Tabucchi, influenzato e contaminato dalle creazioni di Pessoa. Il romanzo più importante di questo primo periodo creativo arriva nel 1984, allorché Tabucchi dà alle stampe Notturno indiano, da cui cinque anni dopo sarà tratto l’omonimo film di Alain Corneau. Si tratta della storia di un lungo viaggio attraverso l’India in cui il protagonista cerca al contempo un amico scomparso e sé stesso, seguendo il filone delle quête identitaria, che sarà uno dei tratti fondamentali della narrativa di Tabucchi.

L’anno seguente pubblica Piccoli equivoci senza importanza con Feltrinelli e, nel 1986, l filo dell’orizzonte. Anche in questo caso il protagonista, sulle tracce dell’identità da dare a un cadavere, sviluppa in realtà un percorso conoscitivo di se stesso. Il romanzo sarà, ancora una volta, fonte d'ispirazione per un film, realizzato nel 1993 dal regista portoghese Fernando Lopez.

Il 1994 è l’anno della consacrazione letteraria di Antonio Tabucchi. Viene infatti pubblicato in Italia: Sostiene Pereira. Vincitore del premio “Super Campiello”, del “Premio Scanno” e del Premio Jean Monnet per la letteratura europea, il libro narra la vicenda del giornalista Pereira, che, in un rigurgito di coscienza, si ribella al regime salazarista e ne denuncia i soprusi. Pereira diventa il simbolo della difesa della libertà d’informazione nei regimi antidemocratici. Nel 1995 il regista Roberto Faenza ne trae il film omonimo, in cui il ruolo del protagonista è affidato a un esemplare Marcello Mastroianni, che contribuisce non poco alla fama del romanzo e del suo autore.

Sul fronte saggistico si segnala la raccolta La gastrite di Platone, pubblicata prima in Francia e nel 1998 in Italia. In queste pagine Tabucchi espone la sua idea dell’intellettuale. Sull’esempio di Pereira, l’intellettuale ha il dovere di prendere posizione e dare l’allarme di fronte agli eventi preoccupanti che investono la società. E al contempo ha il dovere di instillare il dubbio nella pubblica opinione e nei lettori, per contrastare l'insorgere, sempre in agguato, di dittature o ideologie totalitarie.

Antonio Tabucchi (Archivi RSI)

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