Dopo un po’ che accompagniamo Peter H. mentre assolve l’incarico di seguire «il signor Klaus W. in qualunque luogo egli abbia a recarsi» (incarico affidatogli da «uffici speciali» di una non meglio specificata istituzione del Potere), è facile che, assistendo al suo continuo agire senza uno scopo razionale, si venga assaliti da un’ansia claustrofobica. Peter H., infatti, pedinando lo sconosciuto Klaus W., si sposta in continuazione senza mai arrivare a una meta e rimanendo imprigionato come il kafkiano K. di Il castello, in un labirinto di domande e di dubbi.
Torna in mente il film di Wim Wenders Falsche Bewegung (1975) , quello di Peter H. è infatti un falso movimento, cioè un movimento fisico che si reitera senza fine e senza un fine. Chi è Peter H.? Non è un detective e nemmeno un criminale: da ciò che si può immaginare è un uomo profondamente solo che esiste solo in funzione dell’Altro che insegue. Claudio Lolli (1950-2018) nel romanzo breve L’inseguitore Peter H., lascia però intendere che tutti noi siamo come Peter H.: sempre a rincorrere qualcosa (desideri, persone, ideali) che continuamente si sposta un passo più avanti frustrando le nostre aspettative.
Peter H., protagonista dell’esordio letterario di Lolli nel 1984 (di cui la critica, con Goffredo Fofi in testa, lodò la maturità stilistica e l’abilità narrativa sottolineandone le tonalità mitteleuropee che richiamano Kafka e Peter Handke), è in realtà solo il primo dei molti personaggi che hanno poi preso vita nelle pagine di Giochi crudeli (1990) o Nei sogni degli altri (1995), ossia i libri di racconti pubblicati, a lato della produzione discografica, dal cantautore bolognese.

Gli individui descritti da Lolli, infatti, direttamente o metaforicamente, assomigliano a Peter H.. In un perenne falso movimento, riflettono tutti il disorientamento di quella parte di generazione che negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso si era illusa della possibilità di una rivoluzione politica e culturale collettiva, e che, costretta poi a liberare le strade dai sogni, sartrianamente scoprì la solitudine come condizione ontologica e con essa la responsabilità totale quanto individuale della propria esistenza.
Nella disillusione, devastante come il cambio di paradigma del decennio Ottanta tra individualismo e, citando il filosofo Paolo Virno (!952-2025), cinismo e opportunismo, i personaggi lolliani soffocati dalla consapevolezza dell’inderogabile responsabilità del loro agire, vivono una paralisi emotiva che li rende incapaci di un contatto reale con l’Altro spingendoli alla ricerca di una fuga che si rivela vana e li riporta sempre al punto di partenza: la propria solitudine.

Membri di una comunità costretta a osservare la distanza sempre più marcata tra il sogno vissuto e la realtà quotidiana, come viene spiegato nell’aletta di Nei sogni degli altri, per questi zingari non più felici (zingari felici Lolli li aveva descritti in una canzone del 1976), ormai «la depressione è un modo di resistere, la disperazione è una forma di critica, la conoscenza è conoscenza della sofferenza: i protagonisti di questi racconti sono sempre in bilico, sul ciglio; di fronte c’è un vuoto che fa girare la testa, alle spalle un passato che per rassicurarti ti imprigiona».
Però, né pentito né dissociato da quella stagione di cui, a modo suo, cantò «Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese» (e la sconfitta), nel nuovo millennio Claudio Lolli ha voluto rivendicare uno dei principali slogan di quello che fu il movimento: «il personale è politico». Lo ha fatto con Rumore rosa (2004), una raccolta di poesie definita un piccolo capolavoro di resistenza culturale e con Lettere matrimoniali (2013) una raccolta di scritti indirizzati alla moglie che mescolano quarant’anni di vita privata, intimità senza non detti e storia collettiva in modo fortemente provocatorio (c’è chi lo ha recensito come pornograficamente stilnovista). Una storia d’amore («non c’è niente di più rivoluzionario dell’amore» sosteneva Lolli), nella Storia di un paese e di una generazione brechtianamente dalla parte del torto.
Claudio Lolli: autobiografia tra musica e parole

Contenuto audio
Claudio Lolli (1./4)
Laser 17.02.2014, 02:00
Claudio Lolli (2./4)
Laser 19.02.2014, 02:00
Claudio Lolli (3./4)
Laser 20.02.2014, 02:00
Claudio Lolli (4./4)
Laser 21.02.2014, 02:00


