Si era ironicamente autodefinito “germanista senza cattedra”, perché la sua opera di studioso, letterato e mediatore culturale si è concretizzata principalmente nell’ambito della traduzione e della pubblicistica, in una sorta di voluta e consapevole distanza – forse derivata dai celebri versi del Faust: «Grigia è ogni teoria…» – dalle rendite di posizione e da certe strettoie dell’accademia.
Figlio di un diplomatico, di origini piemontesi ma nato a Breslavia il 10 giugno 1926, autentico poliglotta (oltre alla lingua materna, parlava correntemente tedesco, francese e portoghese) e uomo di sterminata cultura mai disgiunta da una nobilissima humanitas di stampo quasi ottocentesco, Italo Alighiero Chiusano è scomparso troppo presto nel 1995 all’età di 69 anni, nel “buen retiro” di Frascati (la “Tusculum” del diletto Cicerone).
Sei episodi sulla vita di Goethe (di I. A. Chiusano, RSI, 1982)
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Scandalo all'osteria della rosa (1. episodio)
RSI Cultura 06.01.2020, 09:42
La culla di Werther (2. episodio)
RSI Cultura 06.01.2020, 09:44
Fuga e ritorno (3. episodio)
RSI Cultura 06.01.2020, 09:47
La notte del grande pericolo (4. episodio)
RSI Cultura 06.01.2020, 09:39
Un cane sulla scena (5. episodio)
RSI Cultura 06.01.2020, 09:48
L'ultimo angelo (6. episodio)
RSI Cultura 06.01.2020, 09:51
Grande conoscitore di cose germaniche, Chiusano è stato infatti un ottimo divulgatore, uno straordinario esperto di teatro e non da ultimo un raffinato traduttore, che a partire dagli anni Cinquanta, in un periodo delicatissimo, ha contribuito in maniera sostanziale alla rinascita della letteratura di lingua tedesca in Italia. Lo ha fatto soprattutto con la scoperta del giovane Heinrich Böll – che fu anche suo fraterno amico e compagno di amarezze e disillusioni – e con l’attenzione rivolta a scrittori come Hermann Hesse, Friedrich Dürrenmatt, Max Frisch e Gregor von Rezzori, magnificamente tradotti, commentati e presentati ai lettori italofoni.

Literatur - Scrittori e libri tedeschi, 1984
Sono soltanto alcuni nomi, perché in realtà l’elenco sarebbe lunghissimo, quasi interminabile, come dimostrano l’ampiezza e la profondità del volume Literatur, pubblicato da Rusconi nel 1984, che raccoglie in più di settecento pagine trent’anni di interventi critici dedicati alla cultura tedesca, dalla Saga dei Nibelunghi alla contemporaneità. Riservata la giusta attenzione alla curatela del carteggio di Thomas Mann per i “Meridiani” Mondadori, meritano inoltre di essere ricordati i suoi romanzi, tra i quali L’Ordalia e Konradin, e l’altro volume di saggi Altre lune, pubblicato da Mondadori nel 1987, che raccoglie le sue incursioni (sempre precise, puntuali e ricche di spunti) in altre letterature e altri ambiti linguistici. Chiusano ha frequentato con assiduità anche la Svizzera e il Ticino, ha collaborato ai programmi della RSI e si è speso moltissimo affinché il nome di molti scrittori svizzeri di lingua tedesca riuscisse a varcare il confine delle Alpi in direzione sud.
Max Frisch
RSI Cultura 19.10.1983, 01:00
Il suo amore di tutta una vita – una di quelle passioni letterarie che assorbono completamente e diventano quasi un’ossessione – è stato con ogni evidenza quello per Johann Wolfgang Goethe, sul quale Chiusano ha scritto un’infinità di saggi e contributi critici che ancora oggi costituiscono uno strumento fondamentale per chiunque voglia conoscere più da vicino e senza perdersi in aridità da specialisti l’autore del Faust e del Werther. Vale la pena ricordare, ad esempio, un delizioso volumetto dal titolo Goethiana, che Chiusano pubblicò presso le edizioni Studio Tesi e poi sceneggiò per la RSI, così come non bisogna dimenticare i capitoli dedicati allo stesso Goethe nell’imprescindibile Storia del teatro tedesco.
Tuttavia, il vero e proprio opus magnum, se così lo si può definire, è una corposa biografia di quasi cinquecento pagine intitolata Vita di Goethe, edita originariamente nel 1981 da Rusconi. Il Goethe che Chiusano fa parlare dalle pagine di questa biografia (che si vorrebbe quasi definire autobiografia obliqua o indiretta) è un classico vicinissimo alla nostra sensibilità. Merito dell’opera di Goethe, ovviamente, che rimane un tesoro inestimabile della cultura di tutti i tempi, ma merito anche della scrittura di Chiusano, sinuosa, corposa, colta ed elegante, che lascia trasparire un’idea dello studio e una concezione della letteratura che purtroppo, in questi ultimi decenni, sembrano andate in larga parte perdute.
Dopo la sua scomparsa, un’industria culturale sempre più smemorata e attenta solamente alla next big thing, ha colpevolmente lasciato cadere nel dimenticatoio il nome e l’opera di Chiusano. L’anniversario tondo del centenario della nascita potrebbe fornire lo spunto per una riscoperta, tanto doverosa quanto tardiva.
https://rsi.cue.rsi.ch/cultura/letteratura/La-terribile-lingua-tedesca--1221709.html




