Il 13 maggio 1888 veniva abolita la schiavitù in Brasile, lo stesso giorno, sette anni prima, nasceva lo scrittore Lima Barreto.
Le analisi degli stili di vita e delle strutture di potere di una società non sono mai sufficienti per rivelarne l’intima complessità. Tuttavia, queste analisi possono far emergere alcuni dei traumi che determinano aspetti fondamentali di una data società. Nel caso del Brasile, il lungo e traumatico processo schiavista che ha coinvolto le popolazioni africane rappresenta una ferita costitutiva dell’identità nazionale.
E come segnala l’importante storico di Salvador da Bahia João José Reis nei suoi numerosi studi sulla schiavitù nella società brasiliana, sappiamo che il contributo politico e culturale degli africani è presente in ogni angolo del paese: nelle piantagioni, negli edifici pubblici, nei lavori domestici, nella creazione artistica si respira questa influenza. Tuttavia, questa consapevolezza non è sufficiente per evitare che, ancora oggi, in Brasile, la violenza e il razzismo colpiscano i cittadini afrodiscendenti.
Autrici nere come Maria Firmina dos Reis (1822-1917), che scrisse il primo romanzo abolizionista brasiliano, e autori neri come Afonso Henriques de Lima Barreto decisero di affrontare questa ferita storica, la schiavitù, denunciandone il profondo livello di interferenza nelle relazioni personali e nelle lotte per il potere. Altri autori prima di lui affrontarono queste problematiche, denunciando il razzismo come forza legata sia alla formazione che al crollo della società brasiliana. Pochi però riuscirono a descrivere come fece Barreto il carattere insidioso dell’esclusione sociale, che si insinua tanto nei rapporti interpersonali quanto nelle istituzioni, e che partecipa alla salvaguardia del potere di una élite bianca di origine europea.
Figlio di una famiglia discendente da schiavi, Lima Barreto è forse uno dei più controversi e contemporanei narratori brasiliani afrodiscendenti. Nacque a Rio de Janeiro il 13 maggio 1881 e morì il 1° novembre 1922, anno dell'esplosione del movimento d'avanguardia culturale brasiliano, la “Settimana di Arte Moderna” di San Paolo. Durante la sua vita, e per molto tempo dopo la sua morte, la stampa e i manuali scolastici condizionarono la lettura della sua opera ritenendola un mero riflesso delle differenze sociali. Sta di fatto che le sue cronache, racconti, romanzi e scritti autobiografici propongono una visione critica della società brasiliana (in particolare i momenti che segnano la fine del periodo della schiavitù, abolita con la Legge Áurea il 13 maggio 1888, e la successiva proclamazione della Repubblica, il 15 novembre del 1889).
Lima Barreto ha vissuto in prima persona le restrizioni imposte dal suo colore e ha saputo ritrarre nei suoi libri, con sarcasmo e ironia, la mediocrità della borghesia di Rio de Janeiro e la vita di sofferenza e miseria nei sobborghi della città. D’altro canto, il suo lavoro dialoga con le tecniche informative del giornalismo e precorre la pratica dell’intellettuale che prende in analisi il proprio territorio, anticipando il punto di vista suggerito da Marc Augé negli studi di Un ethnologue dans le métro (1986). In tal senso, la questione del punto di vista che considera l'afrodiscendente come soggetto del discorso – e non più come oggetto di uno sguardo esterno – fa di Lima Barreto uno dei pionieri della critica della discriminazione razziale in Brasile.
Lo sguardo critico di Lima Barreto, che permea tutta la sua opera, rivolto contro la sottomissione dell’ambiente culturale brasiliano ai modelli culturali europei, è un altro fattore che lo rende così contemporaneo agli occhi delle nuove generazioni di lettori. Inoltre, la sua sensibilità nel catturare scene di vita quotidiana rappresenta un’importante influenza per i narratori brasiliani contemporanei, attenti alle realtà delle periferie urbane. Se la critica letteraria di inizio Novecento non ha saputo capire la complessità e la rilevanza dell’opera di Lima Barreto, attenta alle proposte della modernità e precorritrice di più aspetti della contemporaneità, oggi Barreto è indubbiamente riconosciuto come uno dei grandi interpreti della società brasiliana, portavoce, in particolare, del carattere vibrante del pensiero afrodiasporico.



