Letteratura

Quei giovani uomini arrabbiati che ribaltarono il Regno Unito

Negli anni Cinquanta del secolo scorso un gruppo di drammaturghi e scrittori conosciuti con il nome di Angry Young Men mise a soqquadro le regole del teatro e della letteratura... e fu scandalo

  • 20.11.2025, 08:00
  • 20.11.2025, 11:38
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Di: Romano Giuffrida 

«Noi siamo i fiori nella pattumiera/ Siamo il veleno nella vostra macchina umana/ Siamo il futuro, il vostro futuro».

Indipendentemente dal fatto di essere o no la più grande truffa del rock&roll (titolo del film di Julien Temple del 1980 a loro dedicato), i Sex Pistols con la canzone God Save the Queen (da cui sono estratti i versi riportati in apertura), nel 1977 espressero con precisione il sentimento del movimento punk nei confronti dell’establishment britannico, delle sue istituzioni e dei suoi valori. Non furono però un fulmine a ciel sereno: I punk, al di là degli aspetti più superficiali e spettacolari della loro estetica (piercing, abiti strappati, creste colorate), espressero infatti una filosofia nichilista molto simile a quella che già vent’anni prima aveva scandalizzato la società britannica.

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  • Maurizio Forte

Verso la metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, il Regno Unito venne infatti investito da un terremoto culturale che non solo mostrò il  pessimismo radicale cresciuto nel periodo postbellico tra i giovani, ma trasformò radicalmente la letteratura e la drammaturgia del Paese. Quel terremoto aveva il nome di Angry Young Men. Ma chi erano i Giovani uomini arrabbiati? Per comprendere la loro origine bisogna fare un salto indietro negli anni.

Nel 1945, l’Education Act, emanato dall’allora governo laburista, stabilì l’istruzione secondaria gratuita per tutti e, conseguentemente, anche l’accesso alle università civiche fondate in diverse città della nazione. Queste però, a differenza degli antichi templi di Oxford e Cambridge, vivai dell’establishment politico e culturale, pur offrendo una formazione di buon livello, non garantivano l’ingresso nel mondo del lavoro e, tanto meno, nell’élite del potere e della cultura. Ciò divenne una delle cause del forte malcontento tra i giovani dei ceti sociali medio-bassi, costretti a verificare che, anche con la laurea, la società rimaneva divisa tra cittadini di serie A (aristocratici e borghesi) e di serie B (ceto medio e classe operaia). Molti degli artisti che sarebbero stati accomunati dall’etichetta (giornalistica) Angry Young Men, ad esempio, furono i primi delle loro famiglie ad avere la possibilità di accedere all’istruzione universitaria e fu proprio la constatazione della mancanza di prospettive reali dopo gli studi a lasciare in loro un profondo sentimento di rabbia.

John Osborne

Rabbia che il drammaturgo John Osborne (1929-1994) di origine piccolo borghese, mise tutta dentro la sua opera principale, Ricorda con rabbia. La pièce teatrale (che esordì a Londra l’8 maggio 1956), narrava infatti le vicende di Jimmy Porter, un giovane che, pur avendo studiato all’università, capisce di non avere prospettive (lavora in una bancarella di dolci) e sfoga la sua ira con lunghi e spesso violenti monologhi contro l’ipocrisia delle classi alte («È un fatto che la vecchia guardia edoardiana riesce a far sembrare molto attraente quel suo piccolo mondo di dolci fatti in casa, croquet, chiacchiere brillanti ed uniformi più brillanti ancora»).

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Il crudo realismo della pièce (i personaggi usano spesso un linguaggio osceno e urlato), segnò ovviamente una rottura con il teatro britannico più tradizionale. Non solo: fu anche il detonatore per quella nuova generazione di drammaturghi e scrittori che, come scrivevamo, insieme a Osborne erano cittadini di serie B. Questi autori, invece di raccontare storie, com’era tradizione, ambientate nel mondo borghese, accesero i riflettori sulla vita quotidiana proletaria o comunque della marginalità sociale. Ciò li fece identificare sarcasticamente come Kitchen Sink Realists, ossia Realisti da lavello da cucina, perché spesso le vicende da loro narrate si svolgevano in squallide mansarde disadorne, umide, male illuminate e fredde.

John Braine

I protagonisti di quelle storie, oltre ad avere in odio il conservatorismo imperante, si ribellavano anche al materialismo e alla corruzione morale indotta dalla neonata società del benessere. Archetipo in tal senso è Joe Lampton il protagonista di La strada dei perversi (del 1957) di John Braine (1922-1986). Joe Lampton, a differenza dell’osborniano Porter che sfida e vuole distruggere l’establishment, è un giovane esaltato dai miti della ricchezza e della scalata sociale («Essere in cima è l’unica cosa che conta. Non si tratta di essere felici; si tratta di essere in alto [...] Il trucco è sposare la giusta ragazza. Sposa il conto in banca. Sposa la sicurezza».)

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  • Emanuela Burgazzoli

Nel frattempo, mentre gli Angry Young Men (insieme a Osborne e Braine:  Allan Sillitoe, il primo Harold Pinter, Thomas Hinde, Arnold Wesker, Kenneth Tynan), davano voce alle rivendicazioni della classe media e operaia, il drammaturgo Samuel Beckett (1906-1989), con Finale di partita del 1957 mostrava l’assurdità dell’esistenza e la disillusione dell’uomo, concetti decisamente non in linea con l’icona della società del consumo: l’uomo felice.

Alcuni fondatori dell’Independent Group: Nigel Henderson, Eduardo Paolozzi, Alison and Peter Smithson

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Parallelamente, artisti, scrittori e critici radicali si riunivano nell’Independent Group con l’obiettivo di contrapporre all’elitaria cultura dominante la cultura di massa (la fantascienza, la pubblicità, i fumetti, ecc.) facendo rizzare i capelli ai cultori del Grande Bardo, Shakespeare.

Questa new wave diede vita anche al British Free Cinema che, con i registi Lindsay Anderson, Karel Reisz e Tony Richardson, proponendo o ispirandosi ai romanzi e ai drammi degli Angry Young Men, ritraeva con rabbia la realtà operaia e provinciale.

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