Letteratura

Thomas Bernhard contro l’Austria, e viceversa

Da autore scomunicato a classico celebrato: l’Austria ha trasformato il rifiuto di Bernhard in eredità nazionale. Come l’autore più corrosivo dell’Austria è diventato parte della sua identità culturale

  • Oggi, 17:00
Thomas Bernhard
Di: Laser/gapo 

Quando Thomas Bernhard morì nel 1989, lasciò un testamento che suonò come una scomunica contro l’Austria: il divieto assoluto che «entro i confini dello Stato austriaco… nulla delle mie opere potrà essere rappresentato, stampato o anche solo letto in pubblico». Una scelta coerente con il suo disprezzo dichiarato: «Non c’è giorno in cui questo Stato non mi dia il voltastomaco». Per quasi dieci anni le sue opere scomparvero dalle scene, finché nel 1998 il fratellastro Peter Fabian promosse la fondazione della Thomas Bernhard Privatstiftung, permettendone il ritorno e avviando un lento processo di reintegrazione dell’autore.

Secondo Bernhard Fetz, ospite a Laser e direttore del Museo della Letteratura di Vienna, proprio l’iniziativa del fratellastro segnò l’inizio di una trasformazione profonda. Vienna, che fino agli anni Settanta aveva «ignorato» Bernhard, iniziò a riscoprirlo soprattutto dopo la pubblicazione di Perturbamento. Dall’inizio degli anni Duemila i teatri tornarono ad allestire regolarmente le sue opere, e oggi il Burgtheater continua a proporle con grande successo.

La riconciliazione non è rimasta confinata alle istituzioni culturali. Nel 2022 lo Stato austriaco ha acquistato l’intero lascito dell’autore – 30.000 pagine, lettere e oltre 150 testi inediti – per più di due milioni di euro. Un gesto che Norbert Christian Wolf, direttore della Thomas Bernhard Forschungsstelle, ha definito «ironico»: nessuno aveva attaccato la Repubblica con la veemenza di Bernhard. A sottolineare questa centralità è anche la ricercatrice Juliane Werner, secondo cui Vienna è diventata il punto di raccolta di tutti i materiali bernhardiani, un archivio che testimonia un’eco internazionale sempre più imponente: «Lo si vede nei giovani autori ma anche in scrittori premi Nobel».

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Thomas Bernhard, lo Stato austriaco acquista l’archivio con 150 inediti

La corrispondenza 30.12.2022, 08:05

Eppure, il percorso verso questo riconoscimento è stato tutt’altro che lineare. Nel 1988 Piazza degli eroi (dramma teatrale) provocò un caso politico: politici, vescovi e commentatori accusarono Bernhard di oltraggiare la patria nel cinquantenario dell’Anschluss. Alcuni arrivarono a definirlo «un caso psichiatrico». Eppure, ricordano gli studiosi, le sale erano piene già allora: la polemica non coincideva con la sensibilità del pubblico. «Ad una certa età non c’è nulla di meglio che essere dichiarati pazzi», avrebbe ironizzato lui stesso.

Nonostante questo rapporto conflittuale, oggi le opere di Bernhard sono considerate grandi classici. Per Jeroen Versteele, dramaturg del Burgtheater, il loro valore sta nella capacità di «veicolare contenuti universali e temi esistenziali, come la violenza e l’emarginazione», con il coraggio di chi non teme di dire la verità. La sua ricezione è cambiata anche grazie al mutato contesto storico: negli anni successivi alla sua morte, l’Austria ha progressivamente rivisto la propria posizione sulla co-responsabilità nel nazismo, arrivando a una formale ammissione di colpa. Questo ha trasformato la sensibilità del pubblico, rendendo più comprensibile, e meno scandalosa, la radicalità con cui Bernhard denunciava le rimozioni della società.

Oggi la lettura di Bernhard è più sfumata: si coglie la comicità nera che lui stesso rivendicava – «io rido un sacco quando leggo le mie commedie» – ma anche la forza apocalittica ed esistenziale che attraversa le sue pagine. Il rapporto con l’Austria è sempre stato segnato da ciò che, in fondo, lui stesso cercava: fastidio, scontro, dibattito. «Io ho sempre disturbato e ho sempre irritato», diceva, e forse oggi è così amato proprio perché per anni è stato profondamente odiato. E anche ora che è un classico, una cosa è certa: Bernhard continua -puntualmente - a dare fastidio a qualcuno.

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Thomas Bernhard e Vienna

Laser 26.01.2026, 09:00

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  • Flavia Foradini
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