Musica e società

Ballare nella catastrofe: c’è poesia nelle dancehall

Debutto letterario per Enrico Lazzeri, in arte Dj Henry. Viaggio in una mente mai doma: la musica, la poesia, i ricordi d’infanzia e la malinconia della notte che sfuma nel mattino

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La poetica delle dancehall

RSI Cultura 25.03.2026, 11:00

Di: Stefano Roncoroni 

Per Enrico Lazzeri la musica è tutto. Lui è un dj underground di culto, mette i suoi 45 giri alle serate: rock and roll, garage, ska, soul, punk, new wave e tutto quello che ha un sapore sottoculturale e fa ballare. Si rifiuta di dire che “suona”: lui sceglie e mette i vinili e basta, non li suona!

E, per lui, tutto è musica. È musica il suo nome d’arte, ispirato a Henry Rollins, voce dei Black Flag e grande personaggio della controcultura americana. Sono musica i luoghi, spesso legati a uno spazio culturale, a un viaggio per andare a un concerto, a un negozio di dischi. Sono musica le strade secondarie che percorre per raggiungere i locali nelle serate (mai le autostrade!). Sono musica le persone, i ricordi, le sue poesie, sempre legate ad una canzone, a un disco, ad una atmosfera sonora.

DJ Henry qualche anno fa

DJ Henry qualche anno fa

Ballare nella catastrofe. La poetica della dancehall, edito da Agenzia X, è il primo libro di Enrico Lazzeri, il Dj Henry Milanese, molto conosciuto anche in Svizzera italiana. È un libro che quasi esplode. Esplode per il numero di riferimenti e citazioni musicali, esplode per la forza dei personaggi incredibili che popolano i ricordi di infanzia del nostro. Uno su tutti, il nonno comunista e militante stalinista, protagonista di uno degli aneddoti più belli del libro: prima della nascita del piccolo Enrico, in casa, il nonno disse alla levatrice che, se il neonato fosse nato troppo gracile e debole, andava soppresso subito, perché non sarebbe stato adatto per partecipare all’ imminente rivoluzione.

Ballare nella catastrofe si divide in due parti. La prima è legata al lavoro del disc jockey.   

Enrico Lazzeri ci racconta: «È importante ballare, perché nel ballo le persone dimenticano i problemi. È un modo quasi esorcistico di lasciare tutti i problemi a casa e di trovare una connessione comune. Il disc jockey è quasi un cerimoniere, che dispensa gioia, alcune volte è una figura associabile a un “medicine show” che crea uno stato di beatitudine, di benessere». Gli ingredienti magici per far ballare, per far alzare anche quelli che fanno sedia, sono due: il groove e il sound. Il groove è qualcosa in cui perdersi, una scansione ritmica ripetuta che porta il pubblico a un’altra dimensione. Il sound è qualcosa in cui riconoscersi, un suono specifico di un genere musicale, di una scena controculturale. Il segreto di una serata indimenticabile sta nella giusta alchimia fra le due cose.

Un volantino per una serata in Germania

Un volantino per una serata in Germania

La seconda parte del libro è dedicata a un lato più intimo e meno conosciuto di Dj Henry: le sue poesie. Sono molte quelle in cui riecheggia il suo immaginario notturno e metropolitano: «La notte è il mio mondo, è un mondo “in reverse”, si scoprono persone che di giorno non esisterebbero, o avrebbero completamente un’altra vita: nella notte esprimono il loro lato oscuro e il loro lato represso. La notte scopre anime e le fa conoscere, ma la notte offre anche la possibilità di mettersi il make-up: alcune persone si travestono, perché la notte è un momento di rituale collettivo».

Milano Scalo Farini

Di notte
le strade sono un fendente
alla coscienza
alla libido
alle pupille
che si infrangono
come un pugno sul parabrezza.

La notte ha mille occhi
fari
sirene
chimere di pubblicità in technicolor
che la compiangono
nella stoppa pidocchiosa del suo cappello.

Si rivolta nella merda della sua sbornia
di fronte all’ultimo modello
tronfio
spocchioso
di una BMW.

Dana, al tuo ritorno
portami una culla di pietra.

Consigli musicali: Jeunesse d’Ivoire, “A Gift of Tears”, (1982); Weimar Gesang, “When the Moon Splits the Gloom”, (1986); Rodion G.A., Satul de Roua, 1983

Quello che esce dalle poesie di Dj Henry è che il ruolo dell’disc jokey non è facile, in fondo, è un po’ come quello del portiere in una squadra di calcio, implica un pizzico di solitudine, di distacco dagli altri, con una certa malinconia, un certo senso di tristezza quando la festa è finita e il nuovo giorno si avvicina.

La notte sfuma sempre nella malinconia e in qualcosa di non detto, resta sempre un mondo sospeso.

Enrico Lazzeri

10:12
DJ Henry qualche anno fa

Dj Henry parla del suo libro (Dai che è venerdì, Rete Tre)

RSI Cultura 20.03.2026, 14:00

  • Alessio Arigoni

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