Musica classica

I 90 anni di Zubin Mehta, il direttore del dialogo interculturale

In carriera è salito sui podi dei teatri più prestigiosi: per lui la musica è strumento per superare le divisioni politiche

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I 90 anni di Zubin Mehta

Musicalbox 11.06.2026, 16:35

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  • Claudio Ricordi
Di: Musicalbox/RigA 

Zubin Mehta è un direttore indiano, ma è cittadino del mondo musicale globale. Nato a Bombay (oggi Mumbai) il 29 aprile 1936, è cresciuto in una famiglia profondamente musicale: il padre Mehli, violinista, fondò la Bombay Symphony Orchestra. Un’immersione totale, tanto da conoscere quasi tutto il repertorio violinistico: «Non devo mai studiare un concerto per violino», racconta nell’intervista di Claudio Ricordi per Rete Due.

A 18 anni si trasferì a Vienna per studiare direzione d’orchestra all’Accademia di musica, perfezionando la sua formazione in uno dei centri di riferimento a livello internazionale. Mehta ha diretto molte delle migliori orchestre del panorama classico. Già negli anni ’60 si impose come uno dei più giovani direttori di fama mondiale, guidando la Los Angeles Philharmonic (dal 1962) e la New York Philharmonic, di cui è stato tra i direttori più longevi dal 1978 al 1991.

In carriera ha intrecciato legami molto stretti con l’Italia e Israele. In Italia, ha lavorato al Teatro alla Scala ed è direttore onorario a vita del Maggio Musicale Fiorentino. A Milano è salito sul podio sia in ambito operistico sia sinfonico in diverse occasioni tra gli anni ’80 e i 2000, mentre a Firenze è presenza significativa fin dal 1962. Proprio al Maggio Musicale ha festeggiato i suoi 90 anni dirigendo la Nona Sinfonia di Beethoven.

Mehta ha stabilito un importante rapporto anche con la Israel Philharmonic Orchestra, che ha diretto dal 1977 al 2019 e di cui è Music Director Emeritus. Un sodalizio, quello con l’orchestra da lui definita “una seconda casa”, che resta fortissimo sul piano simbolico e artistico, ma è cambiato sul piano operativo: Mehta ha sospeso i suoi impegni in Israele per il 2026, in segno di protesta per la politica del governo di Benjamin Netanyahu sulla questione palestinese. Una rottura che non sembra definitiva: si parla già di un ritorno nel 2027.

Da un punto di vista artistico, Zubin Mehta ha costruito la propria carriera, oltre che su una solida padronanza tecnica e su un repertorio amplissimo, su un’idea di musica come impegno civile. Interprete di punta del grande sinfonismo austro‑tedesco, da Mahler a Bruckner fino a Strauss, ha spesso legato le sue interpretazioni, in particolare della Nona di Beethoven, a un messaggio di fratellanza universale.

Nel corso dei decenni ha promosso il dialogo interculturale attraverso progetti e tournée in cui musicisti israeliani, arabi e palestinesi si sono trovati a suonare insieme. Ha sostenuto e collaborato con ensemble composti da giovani provenienti da aree di conflitto in Medio Oriente, dove la musica si è trasformata in spazio di confronto e convivenza per superare, almeno in modo simbolico, divisioni politiche e culturali.

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