Creatività a 360°

Con Giovanni Sollima tutto può essere musica

Sotto il suo arco il violoncellista siciliano fa risuonare ogni esperienza che lo ispiri. Questa sera e sabato sarà in concerto all’Auditorio Stelio Molo

  • 13.11.2025, 15:03
  • 13.11.2025, 16:34
Giovanni Sollima
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Di: Musicalbox/RigA 

Il violoncello di Giovanni Sollima narra di storia e di storie: costruito dal liutaio cremonese Francesco Ruggeri nel 1679, è prezioso e antico, ma come vedremo non unico nella carriera del musicista e compositore siciliano, atteso il 13 e il 15 novembre 2025 per due concerti in Auditorio Stelio Molo, sul palco con l’Orchestra della Svizzera italiana.

Ciò che incuriosisce di lui è la capacità di elevare a musica le suggestioni che raccoglie ovunque si trovi e qualunque cosa faccia, senza pregiudizio alcuno. 

Fonti di ispirazione che nascono dalle sue passioni, ed è lui stesso a descriverle nell’intervista curata da Claudio Ricordi per Musicalbox. A cominciare dal mercato, che in qualche modo lo fa sentire un po’ a casa ovunque si trovi, ma che «è anche la gente che incontri, è l’evento al di là del fatto di andare a acquistare qualcosa». E fra le bancarelle si può essere raggiunti dal canto, che «non è in vendita ma lo trovi tra la gente, o è lui stesso a inseguirti». Che lo raggiungano a Ballarò (nella sua Palermo), Sydney o Istanbul, queste voci le filtra tra le corde del violoncello per tradurle nella sua, di musica.

Gli spunti, dicevamo, possono arrivargli da qualunque situazione. Così una scena del film Prendi i soldi e scappa di Woody Allen, in cui Virgil, il protagonista, produce «quelle note immonde al violoncello nel tentativo di suonarlo», gli ha dato l’idea per una versione di Maple Leaf Rag di Scott Joplin. «La mia mente aveva acquisito e archiviato da qualche parte quei suoni a cui nessuno avrebbe mai pensato», ricostruisce.

Procedendo a ritroso nella sua memoria, si scopre che questo approccio così aperto risale all’infanzia. Suo padre era musicista e insegnante al Conservatorio e l’ambiente in cui è cresciuto - proprio quello fisico - ha contribuito ad avvicinarlo alla musica: «A casa dai miei genitori c’era un’allegra confusione di suoni: trovavi un pianoforte, poi un frigo, un clavicembalo, una chitarra, poi una delle scarpe… Insomma, era un fatto quasi quotidiano», ricorda Sollima. L’amore per il violoncello lo si deve al suo primo maestro, che suonava in duo con papà: «Da piccolissimo già avevo una qualche relazione con la custodia svuotata dal suo strumento: diventava il mio nascondiglio».

Lungo la sua carriera Sollima si è misurato con “variazioni sul tema” rispetto alla costruzione del violoncello. Nel 2021 ha viaggiato dalle Alpi al Mediterraneo con quello di ghiaccio per il progetto artistico e ambientale N-Ice Cello, diventato anche un documentario diretto da Corrado Bungaro. Lo strumento («un organismo vivente, cangiante») era opera dell’artista americano Tim Linhart, «uno che conosce la natura in modo veramente straordinario. La legge, parla con la natura e lei secondo me gli racconta tutto». «Questo strumento era una sorta di Ufo per chi lo vedeva. In realtà questa creatura ci ha raccontato lo stato del pianeta, del clima. Dopo l’ultimo concerto lo abbiamo restituito alla natura, adagiandolo in mare», così Sollima ripercorre l’esperienza.

Natura, per lui, è anche quella più strettamente legata alle caratteristiche della musica, espressione artistica che riesce a mantenere integra la sua “biodiversità”: «Va via con la sua forza e protegge forse più di ogni altra cosa, perché è difficile andarla a toccare, a snaturare».

Sollima a 360°!
Orchestra della Svizzera italiana
Giovanni Sollima
/ Play&Conduct,
violoncello

Giovedì 13 novembre alle 20
Sabato 15 novembre alle 17
Auditorio Stelio Molo, Lugano-Besso

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