Musica jazz

Dino Betti van der Noot, note di speranza in tempi da incubo

Il compositore italiano parla di “Brahm Dreams Still”, il suo diciassettesimo album

  • Oggi, 11:01
"Brahm Dreams Still" di Dino Betti van der Noot, Dino Betti van der Noot (dettaglio di copertina).
18:20

“Il mio strumento è l’orchestra”

Musicalbox 16.01.2026, 16:35

  • dinobettivandernoot.com
  • Alceste Ayroldi
Di: Musicalbox/RigA 

Con lui jazz e classica si compenetrano, e la musica si fa racconto dai colori intensi: sono le caratteristiche salienti dello stile che ha reso Dino Betti van der Noot un punto di riferimento della scena internazionale. 89 anni da poco compiuti, il compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano ha pubblicato di recente Brahm Dreams Still, il suo diciassettesimo album.

Il disco è ispirato a uno dei miti indiani della creazione, secondo cui Brahma dormirebbe e sognando creerebbe il nostro mondo. Se smettesse di sognare, ogni cosa scomparirebbe. «In questi tempi ho l’impressione che più di sogni si debba parlare di incubi», riflette Betti van der Noot, ospite di Alceste Ayroldi a Musicalbox. Da qui la necessità di «pensare a una musica che potesse offrire a chi l’ascolta un po’ di serenità e un po’ di speranza. Probabilmente ero io stesso ad aver bisogno di qualcosa del genere».

L’opera di Betti van der Noot si caratterizza per essere costituita da narrazioni sonore in cui trovano spazio riferimenti letterari, poetici e filosofici. Una produzione variopinta e profonda, che ha origine nei suoi pensieri, nelle sue emozioni e dal desiderio di condivisione. «È un bisogno forte. Poi, come dico sempre, ognuno riceverà questo messaggio secondo la propria sensibilità».

L’atto creativo inizia quando si siede al pianoforte, «e lascio che le note nascano quasi da sole, mentre io percepisco già quali timbri assumeranno una volta ordinate e orchestrate». Timbri ora semplici, ora complessi, e la chiave per far vivere la sua musica la trova nella big band, che definisce «il mio strumento». Quella riunita per il nuovo album è una formazione che assembla timbri anche molto diversi tra loro.

In carriera ha attraversato i generi, ha lavorato a colonne sonore e produzioni discografiche e collaborato con importanti artisti e istituzioni culturali. Ha anche composto i jingle pubblicitari di grandi marchi (per l’agenzia pubblicitaria da lui fondata a Milano). Certe pressioni appartengono al passato, e oggi racconta di avere «la fortuna di non essere assolutamente obbligato a fare qualcosa di preciso, ma di poter comporre come e quando ne sento l’urgenza».

Per Betti van der Noot, la buona musica si divide in due categorie: quella il cui ascolto produce emozioni e una volta terminata è vissuta come una sensazione, e quella che una volta fruita continua a stimolare riflessioni e pensieri «sia dal punto di vista poetico, sia dal punto di vista etico. E io vorrei che la mia musica fosse di questo tipo, ammesso che sia buona».
Alla luce di queste parole, i cinque brani di Brahm Dreams Still si propongono come un viaggio nelle profondità della nostra mente.

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