Un patrimonio composto da 126 organi: tanti sono gli esemplari di questo strumento presenti a Parigi, città che può vantarne una collezione senza eguali nel resto d’Europa. Presenti in chiese, sinagoghe e templi, gli organi, così come gli edifici che li ospitano, appartengono alla capitale francese e molti di loro sono stati dichiarati monumenti nazionali.
L’itinerario di Musicalbox in questa organistica ricchezza non poteva che partire da quello di Notre-Dame, protagonista di una storia lunga e travagliata. Nella cattedrale più famosa del mondo, simbolo della cristianità e della Francia, la musica per organo è documentata fin dal XII secolo. Dopo una lunga serie di smantellamenti e ricostruzioni, si arriva al 1868, anno in cui venne inaugurato l’organo costruito da Aristide Cavaillé-Coll: maestoso, posto al di sotto del grande rosone centrale sopra al portone, possiede 7952 canne, alcune molto antiche, e 132 registri distribuiti su cinque tastiere e pedaliera.
L’organo di Cavaillé-Coll è scampato al terribile incidente che devastò Notre-Dame nel 2019. Un altro tassello di queste vicissitudini, con dei risvolti incredibili. «Nell’organo c’era un termometro che memorizzava la temperatura. Il termometro indicava un massimo di 17 gradi durante l’incendio, 17 gradi nell’organo. Questo è miracoloso», ricorda Olivier Latry, organista titolare della cattedrale parigina, al microfono di Barbara Tartari.
L’organista di Notre Dame
Musicalbox 14.03.2024, 16:35
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In epoche passate l’aria necessaria al funzionamento dell’organo era regolata da mantici, azionati manualmente, che consentivano di avere un flusso costante. Il numero ottimale di calcanti (le persone addette al pompaggio) era sei, e spesso si ricorreva a senzatetto con la promessa di qualche soldo per pagarsi il vino. Questi operatori improvvisati, però, mollavano il colpo una volta resisi conto delle difficoltà di manovra. E di colpo calava il silenzio.
La svolta arrivò un venerdì d’agosto del 1919, quando tra le persone presenti nella cattedrale c’era Claude Johnson, presidente di Rolls Royce. Che, sgomento di fronte all’intoppo, decise di provvedere di persona: «“L’organo non può dipendere da persone così!”. Quindi disse: “Vi compro un ventilatore elettrico”. E così il primo è stato pagato da Claude Johnson», racconta Latry.
Gli organi rappresentano una grande attrazione della vita culturale parigina, tanto che sono stati assemblati dei repertori appositi per i concerti. Nell’800, le chiese, per ragioni finanziarie, ne hanno sviluppati di adatti a essere suonati all’interno di esse guardando alla lirica, «e per avere lo stesso pubblico hanno creato tutto un repertorio di variazioni per organo su temi d’opera: andiamo veramente nella musica profana», spiega Alexandre Dratwicky, direttore artistico del Palazzetto Bru Zane di Venezia.
Notre-Dame è stata riaperta nel dicembre del 2024: l’organo della cattedrale, smontato, ripulito e infine rimontato, è tornato punto di riferimento per il pubblico di appassionati di musica. Anche se, è il parere di Dratwicky, «non sono sicuro che le persone che vanno al concerto a Notre-Dame ci vanno per la musica, ma più per l’esperienza un po’ mistica della situazione in generale». Un’atmosfera unica e suggestiva frutto del legame fra architettura e musica.



