Società
Sparizioni

La morte della sveglia

Breve elogio degli oggetti che facevano una cosa sola

  • Un'ora fa
sveglia.jpg
Di: Mat Cavadini 

La vecchia sveglia possedeva una sua alterità. Era l’oggetto incaricato di svegliarci, e basta. Non pretendeva altro. Trascorreva l’intera esistenza nell’attesa di un unico gesto: interrompere il sonno. Aveva una dignità monastica. O forse una rassegnazione impiegatizia. Era specializzata.

Lo smartphone invece è un impero multinazionale. Non svolge una funzione: le svolge tutte. È sveglia, agenda, macchina fotografica, torcia, mappa, calcolatrice, registratore, televisione, radio, biblioteca, giornale, posta, banca. Dove prima c’era una costellazione di oggetti, ora c’è un solo monarca assoluto, illuminato e vagamente dispotico.

La storia della tecnologia è spesso raccontata come una successione di conquiste. In questo senso il telefono intelligente rappresenta una vittoria schiacciante. Abbiamo guadagnato spazio, comodità, leggerezza. Il viaggiatore degli anni Novanta partiva con una cartina piegata male, una macchina fotografica, una rubrica, una torcia, una guida turistica e una sveglia. Oggi gli basta una tasca.

Non è poco. Sarebbe sciocco indulgere nella nostalgia dell’ingombro. La mappa digitale ci ha salvato da innumerevoli smarrimenti. La fotocamera sempre disponibile ha democratizzato il ricordo. L’agenda elettronica impedisce la smemoratezza. Lo smartphone è, da questo punto di vista, un prodigio di condensazione. Una valigia trasformata in un francobollo. O, se si preferisce, un colpo di stato perfettamente riuscito.

Eppure qualcosa si perde ogni volta che molti oggetti diventano uno.

ch12436_8.jpeg

Gli oggetti monofunzionali possedevano infatti un carattere. La macchina fotografica invitava a fotografare. La cartina invitava a orientarsi. L’agenda invitava a progettare. La sveglia invitava a dormire sapendo che qualcuno avrebbe vegliato sull’ora. Erano strumenti, ma anche piccoli ambienti mentali. Nessuno di loro aspirava a diventare il centro dell’universo.

Lo smartphone cancella i confini. Quando prendiamo in mano l’oggetto per controllare l’orario della sveglia, ci troviamo davanti le notifiche. Se vogliamo annotare un appuntamento, ci attraversano pubblicità, messaggi, fotografie, notizie. Ogni funzione è abitata da tutte le altre. La conseguenza è sottile ma profonda. Non possediamo più dieci oggetti; abbiamo eletto un unico oggetto a sovrano e continuiamo a stupirci della sua invadenza.

La morte della sveglia allora non riguarda soltanto un accessorio domestico. È il simbolo di una grande estinzione contemporanea: quella degli oggetti monosillabici, degli strumenti che avevano una sola missione e la svolgevano senza interferenze. In cambio abbiamo ottenuto una straordinaria concentrazione di potere funzionale.

Abbiamo guadagnato efficienza. Abbiamo perso una certa chiarezza del mondo. Perché un oggetto dedicato a una sola cosa conteneva, paradossalmente, una piccola lezione filosofica: ricordava che non tutto deve essere tutto. Che esistono funzioni separate. Che ci sono momenti per orientarsi, momenti per fotografare e momenti per dormire.

La vecchia sveglia, con il suo ticchettio ostinato, era un oggetto severo ma sincero: si limitava a svegliarci. Lo smartphone, invece, mentre ci sveglia tenta anche di informarci, distrarci, orientarci, fotografarci e possibilmente venderci qualcosa. Non tace mai abbastanza per ricordarci che un tempo gli oggetti avevano il buon gusto di fare una sola cosa.

11:37

Oggeti monofunzionali

RSI New Articles 19.02.2013, 02:00

Ti potrebbe interessare