Società

Educare senza violenza: la revisione del Codice civile svizzero

La modifica dell’articolo 302 del Codice civile introduce esplicitamente il principio dell’educazione senza violenza e rilancia il dibattito sul ruolo della prevenzione, della formazione dei genitori e del sostegno alle famiglie nella tutela dei minori

  • Oggi, 12:00
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Di: Alphaville/gapo 

Lo “scappellotto educativo” appartiene sempre più al passato. Dal 1° luglio una revisione dell’articolo 302 del Codice civile svizzero sancisce esplicitamente il principio dell’educazione senza violenza, precisando che i genitori devono educare i figli senza ricorrere a punizioni corporali o ad altri trattamenti degradanti.

Una modifica che, come ha spiegato ad Alphaville Caroline Ceppi, responsabile per la Svizzera latina di Formazione dei genitori CH, non nasce nel vuoto ma si inserisce in un contesto nel quale il fenomeno dei maltrattamenti sui minori continua a destare preoccupazione. Secondo i dati citati da Ceppi, nel 2025 sono stati 2.370 i bambini e gli adolescenti presi a carico dagli ospedali pediatrici svizzeri per sospetti o confermati abusi, pari a circa 6,5 casi al giorno e con un aumento del 14,2% rispetto all’anno precedente. Il 40% dei bambini coinvolti aveva meno di sei anni e un quinto meno di un anno; nel 70% dei casi gli autori provenivano dalla stessa famiglia.

La violenza può assumere forme diverse. Oltre al maltrattamento fisico e psicologico, rientrano tra le situazioni considerate anche la negligenza e gli abusi sessuali. Per Ceppi, il possibile disorientamento dei genitori di fronte a queste definizioni non rappresenta un rischio ma un’occasione di apprendimento. Il confronto con altri modelli educativi e con altri genitori può diventare infatti un punto di partenza per ampliare le proprie competenze.

La responsabile di Formazione dei genitori CH sottolinea tuttavia che una norma giuridica, da sola, non basta. «Quello che è scritto nella legge non è orientato alla pratica», osserva. Per questo ritiene necessarie misure di accompagnamento capaci di tradurre il principio dell’educazione non violenta in strumenti concreti e praticabili nella vita quotidiana delle famiglie.

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L’educazione non violenta entra nel Codice civile

Alphaville 15.07.2026, 11:05

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  • Omar Teoldi e Mario Fabio

Il tema è particolarmente delicato perché riguarda una relazione intima come quella tra genitori e figli. Ceppi insiste però sul fatto che la nuova formulazione del Codice civile non abbia una finalità punitiva. «Questa legge è una legge a favore dei bambini e a sostegno delle famiglie», afferma, precisando che l’obiettivo non è incriminare i genitori ma promuovere relazioni più solide e prevenire situazioni di violenza.

Fondamentale, in quest’ottica, è il ruolo dei professionisti che entrano in contatto con bambini e adolescenti: medici, pediatri, insegnanti, maestre d’asilo, ostetriche, ergoterapisti, educatori e assistenti sociali. Sono loro i principali interlocutori nelle attività di prevenzione e sostegno.

Secondo quanto emerso dal gruppo Voci dei genitori, avviato nel 2025 da Formazione dei genitori CH, la nuova norma ha suscitato forte interesse tra le famiglie. Dalle discussioni è emersa l’esigenza di accompagnare i genitori sul terreno della prevenzione, evitando che il cambiamento normativo alimenti un clima di denuncia reciproca. Per Ceppi, il compito principale sarà offrire risposte concrete e un linguaggio condiviso tra i professionisti, così da rassicurare le famiglie e favorire il dialogo.

L’associazione lavora da decenni per l’introduzione dell’educazione senza violenza nel Codice civile. «La punizione non sarà più e non è più e non doveva mai essere stata un metodo educativo», afferma Ceppi. Una convinzione che oggi trova un riconoscimento esplicito nella legge e che punta a rafforzare, attraverso la prevenzione e il sostegno, la qualità della relazione tra adulti e bambini.

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