Come ha fatto la Svizzera a trasformarsi da semplice tappa di passaggio per i nobili europei a meta da sogno, classico delle vacanze e hotspot da selfie globale? A questa domanda risponde la mostra Turismo. Destinazione Svizzera, ospitata al Forum Schweizer Geschichte di Svitto fino al 2 maggio 2027. Un viaggio interattivo e stimolante che non si limita a celebrare i successi di un settore vitale, ma ne analizza con lucidità le profonde contraddizioni.
Un “Check-in” con budget reale
L’esperienza per i visitatori inizia in modo insolito: l’ingresso del museo è allestito come la reception di un hotel. Qui si effettua un vero e proprio check-in e si riceve un borsello contenente cinque gettoni come budget per le vacanze. Il primo gettone può essere speso subito per salire su una seggiovia virtuale che trasporta il visitatore su una cima alpina.
Una volta “in quota”, una voce registrata ironizza: «Oh, che bello, ce l’avete fatta! Il primo gettone è già andato. Ma vi avviso subito: la Svizzera è cara». Un modo divertente per ricordare che nel nostro Paese la bellezza della natura è, prima di tutto, un grande affare economico.

Ma la vera sorpresa arriva quando si guarda il panorama davanti alla seggiovia: quelle montagne non esistono. Lo schermo mostra infatti un’opera digitale del duo artistico Studer / van den Berg: un paesaggio alpino che a prima vista sembra una foto reale, ma che in realtà è interamente ricostruito al computer. È un inganno visivo perfetto, che fa riflettere su un punto chiave: molto spesso, quello che cerchiamo in vacanza non è la natura selvaggia, ma un’immagine da cartolina “artificiale”, costruita su misura per i turisti.
Dagli inglesi dell’Ottocento ai selfie di oggi
Attraverso 23 stazioni interattive, l’esposizione ripercorre oltre due secoli di storia. Si parte dal XIX secolo con i ricchi e avventurosi viaggiatori inglesi, si passa per la nascita dei primi grand hotel di lusso sulle Alpi e si attraversa la battuta d’arresto dei due conflitti mondiali.
Rigi-Kulm con vista sull'Oberland Bernese, nel 1910
La mostra racconta poi la rinascita degli anni ‘60 e ‘70, quando la Svizzera si è riscoperta una nazione di sciatori e amanti del campeggio (soprattutto in Ticino), fino ad arrivare all’era contemporanea, dove i flussi globali sono dettati dai social media e dagli scatti su Instagram.

Ab in die Ferien! (Vermutlich Zug, 1962)
Il prezzo del successo: overtourism e clima
Il turismo sostiene il benessere economico della Svizzera, ma ha un costo ecologico e sociale che la mostra non vuole nascondere. «Questa ambivalenza è intrinseca al turismo. Non possiamo indorare la pillola», spiega la co-curatrice Anna Wälli.
L’esposizione affronta così temi caldi e attuali: il fenomeno dei “letti freddi” (le seconde case scarsamente occupate), il sovraffollamento turistico, lo scioglimento dei ghiacciai e l’impatto del cambiamento climatico. In una videoinstallazione, quattro esperti del settore analizzano criticamente il modello di business attuale, spingendo il pubblico a riflettere.

L'overtourism in Appenzello Interno
Telegiornale 28.08.2025, 12:30
L’obiettivo finale di Turismo. Destinazione Svizzera non è dare giudizi morali, ma mostrare l’evoluzione storica per stimolare una presa di coscienza collettiva. Perché, come ricorda Wälli, quasi tutti noi siamo stati o siamo turisti. La sfida del futuro riguarderà sia gli operatori del settore sia le nostre scelte individuali: come, dove e perché decideremo di viaggiare?
- LEGATO a SRF, Kultur-Aktualität del 14.07.2026
https://www.srf.ch/kultur/gesellschaft-religion/gipfelblick-und-overtourism-einchecken-ins-museum-eine-ausstellung-zum-reiseziel-schweiz





