Società

Preparati? Meno di ieri: intervista a David Quammen

Il noto giornalista scientifico denuncia l’“egosistema”. Tra spillover, crisi climatiche e fragilità politiche, avverte: non siamo pronti alla prossima pandemia

  • Ieri, 08:00
David Quammen, autore di Spillover, racconta il Covid-19

David Quammen, autore di Spillover, racconta il Covid-19

  • ansa
Di: Clara Caverzasio 

David Quammen è uno dei più acuti narratori scientifici contemporanei. Giornalista, scrittore e divulgatore, è autore di bestseller internazionali come Spillover: Animal Infections and the Next Human Pandemic, opera che ha contribuito a far comprendere a un vasto pubblico i meccanismi con cui i virus “saltano” dagli animali all’uomo. Nel 2025 è uscito in italiano il suo ultimo libro, L’evoluzionista riluttante. Il ritratto privato di Charles Darwin e la nascita della teoria dell’evoluzione (Raffaello Cortina), un’opera che intreccia biografia, storia della scienza e riflessione filosofica.

Quammen è un pensatore libero, critico e profondo, capace di raccontare la biologia — e il ruolo dei virus — non come minacce esterne, ma come parte integrante della storia naturale e nostra co-esistenza con il mondo vivente. Proprio mentre la pandemia continua a influenzare politica, scienza e cultura, la sua analisi risulta più che mai attuale.

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«Non viviamo in un ecosistema. Viviamo in un egosistema.», ci dice in un nostro recente incontro. La parola, coniata quasi per gioco durante la conversazione, fa sorridere David Quammen solo per un istante. Poi torna serio. Perché in quella sillaba in più — ego — è racchiusa una delle ragioni profonde per cui il mondo non era pronto al Covid. E, soprattutto, perché rischia di non esserlo nemmeno alla prossima crisi sanitaria globale.

Autore del celebre Spillover, Quammen è da anni una delle voci più lucide nel raccontare il legame invisibile — e spesso ignorato — tra salute umana, animali e ambiente. I virus, dice, non sono mostri venuti da fuori: sono “angeli oscuri dell’evoluzione”, parte del grande mosaico biologico di cui facciamo parte. Ma noi continuiamo a comportarci come se fossimo un’eccezione.

«Siamo una specie divisa in mille pezzi», spiega. C’è chi riconosce la gravità del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità, delle malattie emergenti. E chi nega tutto. Il risultato è una confusione che paralizza le decisioni politiche e indebolisce le strutture sanitarie. Negli Stati Uniti — ma il fenomeno è globale — interi apparati di prevenzione pandemica sono stati smantellati. «Oggi siamo meno preparati di quanto lo fossimo nel 2019», avverte Quammen.

La pandemia, dunque, non è stata solo un evento biologico. È stata il sintomo di un problema più profondo: l’incapacità di immaginare. «Sapevamo che una pandemia poteva arrivare. Ma non abbiamo voluto credere che sarebbe arrivata davvero». Un fallimento di immaginazione, certo — ma anche di responsabilità collettiva.

E il pericolo non è affatto passato. Anzi, si moltiplica. Da un lato, nuovi virus zoonotici pronti a compiere il salto dagli animali all’uomo. Dall’altro, l’avanzata silenziosa dei batteri resistenti agli antibiotici, che già oggi causano milioni di morti ogni anno. «Metterli in competizione è un errore», dice Quammen. «Sono entrambi figli dell’evoluzione. E sono entrambi problemi gravissimi».

27:50
Charles Darwin

L’evoluzionista riluttante

Laser 01.12.2025, 09:00

  • Keystone
  • Alessandro Bertellotti

Perché gli spillover aumentano? Perché aumentiamo noi. Più foreste distrutte, più miniere, più allevamenti, più commercio di animali selvatici. E poi viaggi, merci, aerei: un virus che oggi infetta un villaggio remoto può arrivare in Europa in due giorni. L’ecologia è diventata globale. Ma la nostra coscienza ecologica no.

«Non possiamo evolverci per uscire da questo problema», conclude Quammen. «I virus evolvono più velocemente di noi». Covid-19 non scomparirà. Altri arriveranno. La domanda non è se, ma quando.

Forse la vera sfida del XXI secolo non è sconfiggere i virus, ma imparare a guardarci come parte di una rete viva e fragile, in cui ogni taglio — di una foresta, di una specie, di un sistema sanitario — è un taglio anche di noi stessi.

27:30
"Il cuore selvaggio della natura" di David Quammen, Adelphi (dettaglio di copertina)

Viaggio nel cuore selvaggio della natura

Laser 01.01.2025, 09:00

  • adelphi.it
  • Alessandro Bertellotti

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