Baden, domenica 31 maggio 2026 dalle 10.00 - Cerimonia ufficiale (Festakt) per il 500° anniversario della Disputa di Baden.
Lacerò la Svizzera trasformando una divergenza teologica in una frattura politica. È la Disputa di Baden che, dal 21 maggio all’8 giugno 1526, riunì nella chiesa parrocchiale del villaggio argoviese rappresentanti dei cantoni confederati, teologi, predicatori e scribi per discutere pubblicamente delle crescenti tensioni confessionali che attraversavano l’Europa centrale. In un clima che non lasciava spazio al compromesso, il confronto irrigidì le posizioni e rese ormai evidente la divisione tra territori cattolici e riformati.
Convocata dalla Dieta federale su iniziativa dei cantoni cattolici, fu uno degli episodi più significativi della prima età della Riforma svizzera. L’obiettivo era chiarire le divergenze ormai aperte tra i territori rimasti fedeli alla tradizione cattolica e quelli che, come Zurigo, avevano aderito alla Riforma.
Si discuteva della presenza reale di Cristo nell’eucaristia, del ruolo delle immagini sacre, dell’autorità della Scrittura e della tradizione ecclesiastica. Ma non si trattava di un dialogo nel senso moderno del termine: l’idea di compromesso era sostanzialmente assente poiché il fine dichiarato era stabilire quale fosse l’unica vera dottrina.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Riforma-500-anni-in-Svizzera--988054.html
Proprio questa radicalità segnò il tono dell’evento. Da un lato Johannes Eck, principale difensore dell’ortodossia cattolica; dall’altro Johannes Öcolampadius, teologo di Basilea vicino alle posizioni di Huldrych Zwingli, che non partecipò alla Disputa perché il Consiglio di Zurigo non ne autorizzò la presenza per ragioni di sicurezza.
Il confronto, regolato da procedure rigorose e supervisionato dalle autorità cattoliche della Dieta, si svolse come un vero e proprio duello teologico pubblico: interventi dal pulpito e lunghe sessioni di discussione teologica. Quattro segretari ufficiali registrarono poi il dibattito sotto supervisione reciproca.
https://rsi.cue.rsi.ch/info/svizzera/Zwingli-un-eroe-svizzero--1129087.html
La Disputa coinvolse circa duecento partecipanti provenienti anche da Costanza, Strasburgo e Augusta, e si tradusse in uno degli eventi religiosi meglio documentati della prima fase della Riforma svizzera grazie alla trascrizione quasi integrale degli interventi.
Sul piano formale, la vittoria venne riconosciuta alla parte cattolica, sostenuta dalla maggioranza dei cantoni presenti, ma sul piano pratico la Disputa contribuì a irrigidire le posizioni e ad approfondire la separazione tra territori cattolici e riformati. La prospettiva di una ricomposizione confessionale si allontanò dunque ulteriormente, preparando il terreno alle tensioni politiche e militari che sarebbero sfociate nelle guerre di Kappel del 1529 e del 1531.
«La Disputa di Baden ci ricorda che la verità non nasce dove il potere vuole imporla, ma dove le persone sono disposte ad ascoltarsi a vicenda.»
Museo Nazionale Svizzero
Uno scontro che assume un valore che va oltre il piano strettamente teologico, mostrando quanto, nella prima età moderna, religione e potere politico fossero strettamente intrecciati. La contesa sulla “vera fede” coincideva infatti con una ridefinizione degli equilibri tra città e cantoni, tra aree riformate e territori rimasti cattolici. In questo senso, Baden rappresentò non soltanto un confronto dottrinale, ma anche un momento importante nella formazione degli equilibri politici e confessionali della Confederazione.
Essere cattolici-cristiani
RSI Cultura 26.05.2026, 09:48
Contenuto audio
A cinquecento anni di distanza, il significato storico della Disputa di Baden continua a essere oggetto di riflessione. Le iniziative previste per il 2026 insistono soprattutto sulla necessità di reinterpretare quell’evento come occasione di confronto sul tema del dissenso e della convivenza. Il progetto “Disput/Nation” propone infatti eventi culturali, scientifici e partecipativi dedicati al rapporto tra conflitto, dialogo e pluralismo nella società contemporanea.
Il paradosso storico resta quindi evidente: un confronto nato per affermare una verità esclusiva e confutare l’avversario viene oggi riletto come occasione per riflettere sulla gestione del conflitto e sulla pluralità delle posizioni. E proprio in questa rilettura risiede la sua attualità, che fa della Disputa di Baden uno degli episodi centrali della storia confessionale svizzera del XVI secolo.
La Chiesa Evangelica Riformata in Ticino
Segni dei tempi 18.11.2023, 12:00





