Inaugurata il 1° luglio 1901, la Bern–Neuenburg-Bahn (BN) – la linea ferroviaria diretta tra Berna e Neuchâtel lunga circa 43 chilometri, via Gümmenen, Kerzers e Ins – nacque in un contesto in cui le infrastrutture non rispondevano più soltanto a esigenze locali, ma a una più ampia volontà di integrazione delle reti nazionali e dei collegamenti tra la Svizzera occidentale e la Francia.
A distanza di 125 anni, la linea appare come una presenza quasi invisibile e scontata, integrata nella rete dello storico gruppo ferroviario bernese BLS e nella mobilità quotidiana (rete S-Bahn di Berna dal 1998). Eppure resta una chiave di lettura essenziale per comprendere la formazione della rete ferroviaria svizzera moderna, il ruolo della politica cantonale e l’evoluzione infrastrutturale del Plateau occidentale.
La sua origine appartiene alla fase matura dello sviluppo ferroviario svizzero, quando alla costruzione di nuove linee si affiancava ormai la razionalizzazione dei collegamenti esistenti.
L’idea di un asse diretto tra Berna e Neuchâtel circolava già nella seconda metà dell’Ottocento, ma fu a lungo rallentata da resistenze politiche locali e da difficoltà finanziarie. Solo con la concessione del 1890, sostenuta da autorità cantonali e interessi regionali, si giunse alla costituzione della società Bern–Neuenburg-Bahn nel 1897, cui seguì l’avvio dei lavori a partire dall’anno successivo.

Un treno TGV di prima generazione in partenza dalla stazione di Kerzers. Il treno ad alta velocità francese è stato in servizio sulla linea BN dal 1987 al 2019.
L’elemento centrale era la cosiddetta “linea diretta”: un tracciato più rapido rispetto alla via precedente che passava per Bienne, pensato per ridurre i tempi di percorrenza e rafforzare il collegamento tra la capitale federale e la Svizzera occidentale. Una scelta che rifletteva anche l’obiettivo di rafforzare la posizione di Berna nelle reti di traffico nazionali e di inserirla, nelle intenzioni progettuali, nei corridoi di collegamento tra la Svizzera occidentale e le direttrici ferroviarie verso la Francia.
Nei primi decenni del Novecento questa funzione trovò una realizzazione parziale nei flussi di traffico a media e lunga distanza. Nel corso del XX secolo, tuttavia, il ruolo della linea cambiò progressivamente.
Le trasformazioni geopolitiche, la crescente centralità del trasporto su gomma e la riorganizzazione della mobilità europea ridussero il traffico a lunga percorrenza, soprattutto merci, modificando il ruolo originariamente internazionale della linea. Anche le sperimentazioni dell’alta velocità nel tardo Novecento – tra cui nel 1987 il primo arrivo di un TGV a Berna via Neuchâtel – furono tentativi di ricollegamento alla rete europea, più che un ritorno alla funzione originaria.
Ferrovia un pulsare di vita
Moby Dick 24.02.2024, 10:00
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Un processo che tuttavia, secondo la storiografia delle infrastrutture, non deve essere interpretato come perdita di centralità, ma come trasformazione di funzione. La BN si è progressivamente ridefinita come linea regionale, fortemente integrata nei flussi pendolari e nella mobilità quotidiana.
L’elettrificazione ultimata nel 1928 rappresentò un passaggio tecnico fondamentale nella modernizzazione della linea, mentre la fusione nel 1997 con la linea della Gürbetal (sempre inaugurata nel 1901) che diede vita all’odierna BLS, sancì la stabilizzazione definitiva del suo ruolo all’interno del sistema ferroviario contemporaneo. Anche la percezione pubblica ha seguito questa evoluzione: da infrastruttura associata all’idea di modernizzazione e apertura internazionale, la linea è entrata gradualmente nella sfera dell’ordinario, fino quasi a scomparire come oggetto storico dalla coscienza quotidiana.
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L’anniversario del 2026 non è dunque solo una ricorrenza celebrativa: offre l’occasione di osservare come le infrastrutture, una volta realizzate, tendano a dissolversi nella normalità della vita sociale che contribuiscono a rendere possibile.
Così la storia della Berna–Neuchâtel: nata con ambizioni di ampia connessione e poi divenuta elemento silenzioso ma strutturale della quotidianità collettiva. Il suo valore storico non risiede infatti solo nel progetto iniziale, bensì nella durata, nelle trasformazioni d’uso e nella capacità di adattarsi a contesti economici e sociali differenti, permettendo la sua lunga continuità.

"Bern–Neuenburg-Bahn", Ed. Prellbock Druck & Verlag, 2001





