Storia
ferrovie svizzere

Una linea silenziosa: 125 anni della Berna–Neuchâtel

Dai progetti ottocenteschi di connessione tra Svizzera occidentale ed Europa, ai ritmi della mobilità quotidiana: storia e trasformazioni di un’infrastruttura che nel tempo ha cambiato funzione e percezione

  • 1 luglio, 08:00
  • 1 luglio, 11:48
Dettaglio di copertina. Bern–Neuenburg-Bahn, Ed. Prellbock Druck & Verlag, 2001. 
160 illustrazioni, 17 piani, tabelle e schemi. Tra le principali opere d’arte figurano il viadotto sulla Sarine presso Gümmenen (393 m) e la galleria di Rosshäusern (1103 m).

Dettaglio di copertina. Bern–Neuenburg-Bahn, Ed. Prellbock Druck & Verlag, 2001. 160 illustrazioni, 17 piani, tabelle e schemi. Tra le principali opere d’arte figurano il viadotto sulla Sarine presso Gümmenen (393 m) e la galleria di Rosshäusern (1103 m).

Di: Elizabeth Camozzi 

Inaugurata il 1° luglio 1901, la Bern–Neuenburg-Bahn (BN) – la linea ferroviaria diretta tra Berna e Neuchâtel lunga circa 43 chilometri, via Gümmenen, Kerzers e Ins – nacque in un contesto in cui le infrastrutture non rispondevano più soltanto a esigenze locali, ma a una più ampia volontà di integrazione delle reti nazionali e dei collegamenti tra la Svizzera occidentale e la Francia.

A distanza di 125 anni, la linea appare come una presenza quasi invisibile e scontata, integrata nella rete dello storico gruppo ferroviario bernese BLS e nella mobilità quotidiana (rete S-Bahn di Berna dal 1998). Eppure resta una chiave di lettura essenziale per comprendere la formazione della rete ferroviaria svizzera moderna, il ruolo della politica cantonale e l’evoluzione infrastrutturale del Plateau occidentale.

La linea fu realizzata nella fase matura dello sviluppo ferroviario svizzero, quando alla costruzione di nuove linee si affiancava ormai la razionalizzazione dei collegamenti esistenti.

L’idea di un asse diretto tra Berna e Neuchâtel circolava già nella seconda metà dell’Ottocento, ma fu a lungo rallentata da resistenze politiche locali e da difficoltà finanziarie. Solo con la concessione del 1890, sostenuta da autorità cantonali e interessi regionali, si giunse alla costituzione della società Bern–Neuenburg-Bahn nel 1897, cui seguì l’avvio dei lavori a partire dall’anno successivo.

Un treno TGV di prima generazione in partenza dalla stazione di Kerzers. Il treno ad alta velocità francese è stato in servizio sulla linea BN dal 1987 al 2019.

Un treno TGV di prima generazione in partenza dalla stazione di Kerzers. Il treno ad alta velocità francese è stato in servizio sulla linea BN dal 1987 al 2019.

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L’elemento centrale era la cosiddetta “linea diretta”: un tracciato più rapido rispetto alla via precedente che passava per Bienne, pensato per ridurre i tempi di percorrenza e rafforzare il collegamento tra la capitale federale e la Svizzera occidentale. Una scelta che rifletteva anche l’obiettivo di rafforzare la posizione di Berna nelle reti di traffico nazionali e di inserirla, nelle intenzioni progettuali, nei corridoi di collegamento tra la Svizzera occidentale e le direttrici ferroviarie verso la Francia.

Nei primi decenni del Novecento questa funzione trovò una realizzazione parziale nei flussi di traffico a media e lunga distanza. Nel corso del XX secolo, tuttavia, il ruolo della linea cambiò progressivamente.

Le trasformazioni geopolitiche, la crescente centralità del trasporto su gomma e la riorganizzazione della mobilità europea contribuirono progressivamente a ridurre il traffico a lunga percorrenza, soprattutto quello merci, modificando il ruolo originariamente internazionale della linea. Anche le sperimentazioni dell’alta velocità nel tardo Novecento – tra cui nel 1987 il primo arrivo di un TGV a Berna via Neuchâtel – furono tentativi di riallacciare la linea ai collegamenti europei, più che un ritorno alla funzione originaria.

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Un processo che tuttavia può essere interpretato, nella prospettiva degli studi sulle infrastrutture (cfr. Brian Larkin, The Politics and Poetics of Infrastructure, 2013), non come una perdita di centralità, bensì come una trasformazione di funzione. La BN si è progressivamente ridefinita come linea regionale, fortemente integrata nei flussi pendolari e nella mobilità quotidiana.

A questa ridefinizione corrisposero anche profonde trasformazioni dell’infrastruttura e della sua gestione. L’elettrificazione, completata nel 1928, rappresentò un passaggio fondamentale nella modernizzazione della linea. Decenni più tardi, la fusione del 1997 con la Gürbetalbahn (sempre inaugurata nel 1901), da cui nacque l’odierna BLS, ne consolidò definitivamente il ruolo all’interno del sistema ferroviario contemporaneo.

Anche la percezione pubblica ha seguito questa evoluzione: da infrastruttura associata all’idea di modernizzazione e apertura internazionale, la linea è entrata gradualmente nella sfera dell’ordinario, fino quasi a scomparire come oggetto storico dalla coscienza quotidiana.

L’anniversario del 2026 non è dunque solo una ricorrenza celebrativa: offre l’occasione di osservare come le infrastrutture, una volta realizzate, tendano a dissolversi nella normalità della vita sociale che contribuiscono a rendere possibile.

Così la storia della Berna–Neuchâtel: nata con ambizioni di ampia connessione e poi divenuta elemento silenzioso ma strutturale della quotidianità collettiva. Il suo valore storico non risiede infatti solo nel progetto iniziale, bensì nella durata, nelle trasformazioni d’uso e nella capacità di adattarsi a contesti economici e sociali differenti, garantendone la continuità nel tempo.

"Bern–Neuenburg-Bahn", Ed. Prellbock Druck & Verlag, 2001

"Bern–Neuenburg-Bahn", Ed. Prellbock Druck & Verlag, 2001

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