Ritratti e storie

Una pavese della pianura che conquista le vette della Svizzera del vino

Jennifer Badino racconta il suo percorso tra vigna, competizioni, traguardi e vita in montagna

  • 2 ore fa
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Ospite: Jennifer Badino

Lo Specchio 07.06.2026, 19:15

  • Lo Specchio
Di: Lo Specchio/PR 

Dalle damigiane di Bonarda alle stelle Michelin

Jennifer Badino è cresciuta nell’Oltrepò Pavese e fin da bambina ha vissuto il vino come momento di festa «imbottigliavamo Bonarda in casa, a volte le bottiglie esplodevano perché il vino era frizzante» racconta nella sua intervista a “Lo Specchio” del 7 giugno 2026.

Sua madre è infermiera in un reparto Alzheimer, il padre autista e magazziniere. Nessuno immaginava che quella bambina sarebbe diventata una delle migliori professioniste nel mondo del vino svizzero

I primi passi in Svizzera

Dopo la scuola alberghiera a Novara, l’arrivo in Svizzera è quasi casuale. «Mia mamma parla con tutti», spiega sorridendo. «Un giorno si fermò a parlare con una coppia che ci disse che in Svizzera si guadagnava bene. Così provai a mandare il curriculum». Da lì, tappe a Saint Moritz, Arosa, Lucerna, fino ad Andermatt dove oggi lavora in un noto ristorante stellato. Nel 2016 ottiene l’attestato professionale federale di sommelier a Bellinzona, studiando mentre si spostava continuamente. «Con mio marito andavamo ogni lunedì a Bellinzona, anche dalla Germania o da Vaud. Volevo portare a termine questo percorso.»

Tra i migliori sommelier della Svizzera

Nel 2021 e nel 2025 conquista il terzo posto come migliore sommelier della Svizzera. «Le competizioni non fanno per me, sono troppo emotiva, non ho quel sangue freddo» spiega. Eppure, affronta prove impegnative, come la degustazione al buio con il bicchiere nero. «Degustare un vino senza vedere il colore significa affidarsi solo alle papille gustative. Non è un gioco da ragazzi» precisa Jennifer Badino.

Il dietro le quinte del mondo del vino

Il suo approccio al vino è particolare. «Mi piace far passare l’emozione e raccontare il lavoro che c’è dietro al vino, vado oltre il discorso di tannino, freschezza, acidità», spiega Jennifer Badino. «Ho lavorato in vigna e so cosa significa». Tra le esperienze più illuminanti c’è quella fatta nel Canton Friburgo. «Lavoravo per Château d’Auvernier, in una vigna biodinamica. Un giorno salivo e scendevo con 25 chili di trattamenti sulla schiena. Quando pensai di aver finito, mi fecero notare che avevo fatto solo metà vigna».

Bisogna valorizzare i vini locali, soprattutto con la clientela estera. La Svizzera ha tantissime varietà. Mi piace cercare la piccola cantina e spingerla

Jennifer Badino

La sensibilità verso i clienti

Al tavolo, la sommelière si trasforma in osservatrice. «Mi definisco una psicologa o una detective. Bisogna capire il desiderio del cliente: può essere un lavoro dove non vogliono essere disturbati, o una bella serata dove preferiscono più informazioni.» Il cliente ha sempre ragione? «Dipende. Se dice che il vino sa di tappo, provo a spiegare. Magari è un altro profumo che ricorda il tappo. Se insiste, cambio la bottiglia».

Jennifer Badino è anche sommelière di formaggio, sakè e acqua.

Maternità e carriera

In famiglia sia lei che il marito sono sommelier e insieme hanno un figlio di quattro anni, Jonathan. «Non è semplice. Lavoro prevalentemente la sera, mio marito durante il giorno. Per il concorso studiavo di notte, tornavo a casa all’una e mi mettevo sui libri.

La maternità ha cambiato la sua visione anche a lavoro. «Vedo i tavoli con le famiglie sotto un’altra ottica. Essere vicino alle persone è fondamentale, lo percepiscono». Conciliare tutto resta difficile. «Con l’arrivo di Jonathan ho iniziato a pensare che la domenica vorrei stare a casa con mio figlio. Noi lo facciamo dal lunedì al martedì, i nostri giorni di riposo. Il Natale? Una volta il 22, una volta il 27».

La comunità in montagna

Una pavese della pianura che vive circondata dalle Alpi. «Ci piace. In inverno si scia, in estate ci sono passeggiate. È tutto a prova di bimbo. C’è una vera comunità, ci si aiuta» conclude. 

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  • Casa Svizzera - Alice Pedrazzini e Fabrizio Casati

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