Ritratti e storie

Paolo Loraschi e il Merito Culinario Svizzero 2026

Il pasticcere ticinese ha ricevuto il massimo riconoscimento nazionale della gastronomia per creatività, rigore artigianale e impegno verso le nuove generazioni

  • Oggi, 15:34
Paolo Loraschi - Casa Svizzera
13:56

Sapori d’eccellenza

RSI Food 16.03.2026, 09:10

  • RSI
  • Casa Svizzera - Alice Pedrazzini e Fabrizio Casati
Di: Alice Tognacci 

Ci sono premi che fotografano un momento, e premi che invece illuminano un percorso.
Il Merito Culinario Svizzero 2026 (Mérite Culinaire Suisse) assegnato al maître créateur Paolo Loraschi lo scorso 11 marzo a Berna dal Presidente della Confederazione Guy Parmelin, appartiene alla seconda categoria: non racconta soltanto un successo, ma una traiettoria professionale lunga, coerente e riconoscibile, costruita con pazienza, precisione e passione. Un riconoscimento che premia non solo la qualità delle sue creazioni, ma anche una carriera spesa tra rigore artigianale, trasmissione del mestiere e fedeltà al territorio.

Il Merito culinario svizzero, giunto alla sua settima edizione, rende omaggio a cuoche, cuochi, pasticciere e pasticcieri che, con il loro talento e il loro savoir-faire, contribuiscono in modo eccezionale a valorizzare la gastronomia svizzera, in patria e all’estero.

Aperto anche a professionisti meno esposti mediaticamente, il premio distingue percorsi di eccellenza legati all’autenticità dei prodotti e al patrimonio culinario del Paese. Le candidature sono esaminate da una giuria nazionale indipendente composta da esperte ed esperti delle tre principali regioni linguistiche svizzere. Secondo il regolamento, ogni anno possono essere premiati al massimo quattro chef di cucina e due pasticcieri-confettieri.

Non cerco l’eccellenza, ma la precisione e far scoprire a più persone l’amore per il cioccolato.

Per il pubblico della Svizzera italiana, Loraschi non è soltanto un nome autorevole della pasticceria: è un volto familiare, una presenza che negli anni ha incrociato più volte anche il racconto gastronomico della RSI. Ed è forse proprio questa familiarità a rendere il riconoscimento ancora più significativo: perché quando un professionista che si conosce da vicino viene premiato a livello nazionale, la notizia parla anche un po’ di noi, della nostra memoria gastronomica e del valore che il territorio sa esprimere.

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Salirò: da Lugano a Carona

Salirò 01.09.2022, 20:40

La notizia inaspettata

La telefonata che ha cambiato tutto è arrivata il 26 gennaio. «È stata una sorpresa. Le sorprese sono sempre le più belle, quando uno non se l’aspetta», ha raccontato Paolo Loraschi durante l’intervista a Casa Svizzera, su Rete Uno, lunedì 16 marzo 2026. Il pasticcere ha dovuto mantenere il segreto per oltre un mese prima dell’annuncio ufficiale.

Eccellenza e formazione

Nel profilo ufficiale dei vincitori 2026, Loraschi viene presentato come maître créateur, responsabile della produzione e vicedirettore di Confiserie Al Porto, con oltre 35 anni di esperienza. La giuria pone l’accento sull’eccellenza dimostrata nella creazione, nello sviluppo e nell’affinamento dei prodotti, ma anche su un aspetto meno visibile e decisivo: il suo impegno costante nella formazione delle nuove generazioni, fino al coinvolgimento come formatore per WorldSkills.

La ricerca è fondamentale. Io imparo tutti i giorni dalle materie prime e dai giovani.

La motivazione ufficiale insiste anche sulla qualità delle sue creazioni, descritte come realizzate a partire da materie prime di alta qualità e segnate da abbinamenti armoniosi e memorabili. È una descrizione che restituisce bene una cifra stilistica ben nota a chi conosce il lavoro di Loraschi: il rigore dell’esecuzione, l’eleganza della forma, la ricerca dell’equilibrio. Non l’effetto speciale fine a se stesso, ma una pasticceria capace di tenere insieme tecnica, gusto e identità. 

Il laudatio è stato presentato dallo chef Dario Ranza, unico membro ticinese della giuria e lui stesso vincitore del premio in passato.

Fino a oggi sono stati assegnati 58 Meriti culinari svizzeri, quattro dei quali a personalità ticinesi: Dario Ranza, Lorenzo Albrici, Meret Bissegger e Giuseppe Piffaretti.

Le mie creazioni puntano a creare sensazioni termo-tattili durante la fase di degustazione, giocando su freschezza, temperatura e croccantezza. In una creazione devi trasmettere le emozioni e raccontare di te.
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Savarin di acquavite ticinese

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Una favola di cioccolato

Il cioccolato è nel DNA della famiglia Loraschi. Entrambi i genitori lavoravano nel mondo del cioccolato per una grande azienda, dove si sono conosciuti. «È una favola fatta di cioccolato», ha ricordato Paolo Loraschi.

Da loro ha imparato a «essere un bravo lavoratore, a lavorare con piacere e divertirsi». Durante le vacanze scolastiche, da bambino, seguiva il padre nei viaggi in giro per il mondo, scoprendo sia la realtà industriale che quella artigianale.

Quella di Loraschi è la storia di un professionista che ha lavorato a lungo, in profondità, diventando parte del lessico gastronomico ticinese. Una storia che testimonia la cultura del dolce che in Ticino ha saputo esprimere qualità artigianale, visione imprenditoriale e continuità.

Tento di formare ed educare i giovani soprattutto al coraggio.
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