Territorio e tradizioni

La Pasqua in Svizzera è anche pane

Non solo uova di cioccolato o coniglietti: viaggio tra i cantoni alla scoperta dei pani rituali delle feste

  • 2 ore fa
pane, pagnotta, panificazione
  • Unsplash/Kate Remmer
Di: Alice Tognacci 

A Pasqua, la mente corre subito alle uova di cioccolato o ai coniglietti. Eppure, in Svizzera, questa festa si racconta anche attraverso il pane. O meglio: attraverso una piccola galassia di pani rituali e impasti stagionali o delle feste che cambiano da regione a regione.

Più che un solo “pane di Pasqua” elvetico, esiste infatti una costellazione di specialità locali. Alcune sono strettamente legate al calendario liturgico, altre compaiono sulle tavole festive insieme ai dolci della tradizione. Tutte, però, raccontano quei gesti che sono memoria di un territorio.

Vallese, dove il pane incontra il rito

Se c’è una regione in cui il legame tra pane e tradizione religiosa è rimasto particolarmente vivo, è il Vallese. Qui i pani liturgici conservano ancora oggi il segno di un tempo in cui il forno non produceva soltanto cibo, ma anche simboli.

Tra le specialità più legate alla Pasqua c’è il pain béni, il pane benedetto, distribuito in alcune località proprio in occasione della festa. È un pane che parla di comunità e condivisione, nato dentro una pratica collettiva che univa celebrazione religiosa e gesto sociale.

In occasione della Pasqua, delle pagnotte di Pain béni (pane benedetto) venivano offerte davanti alla cappella di Ormône, a Savièse. Qui il video della distribuzione del Pain béni.

Accanto a questo c’è il michon des Rameaux, piccolo pane annodato che ricorda un bretzel e che appartiene alla tradizione della Domenica delle Palme. Nelle valli di Bagnes e di Entremont era spesso donato ai bambini dai padrini e appeso a un ramo di ginepro, a volte insieme a una mela, prima di essere portato in chiesa. Un piccolo pane, ma densissimo di significati: la festa, l’attesa, il rito, l’infanzia.

Il Vallese custodisce anche altre preparazioni affini, come il pane di San Sebastiano o il cressin, che non sono strettamente pasquali ma aiutano a capire quanto il pane ricopra ancora oggi una simbologia importante d’identià.

Pani liturgici del Vallese (Michon des Rameaux, Pain béni, Pain de la St Sébastien)

La preparazione di questi pani è da ricondurre a due tradizioni distinte:
- la prima risale ai primi secoli del cristianesimo, periodo in cui il pane benedetto era diffuso in tutta Europa e veniva considerato dai fedeli come “garanzia divina contro i pericoli spirituali e materiali della vita";
- la seconda è legata alla struttura sociale del Vallese: questo pane “santo” veniva distribuito dalle famiglie ricche, dopo la messa pasquale, come dono ai poveri del paese. Le tipologie di pane sono legate alla regione.

Neuchâtel e il suo vero pane di Pasqua

A Neuchâtel, invece, il riferimento è più diretto. Qui la Pasqua ha un nome preciso: pain de Pâques neuchâtelois.
Si tratta di una brioche dall’impasto simile a quello della nostra treccia, ma dalla forma rotonda e con una fessura centrale sulla sommità che lo rende riconoscibile. Soffice, ricco, festivo, il pain de Pâques appartiene chiaramente al repertorio dei pani di celebrazione.

La sua storia è anche piuttosto curiosa: sarebbe nato negli anni Sessanta come alternativa alla treccia, la cui lavorazione richiedeva più tempo e manodopera. Dopo un primo tentativo poco fortunato come “pane della domenica”, venne legato esclusivamente al periodo pasquale. E fu quella la sua fortuna.
Ancora oggi resta una specialità stagionale molto identitaria, prodotta nelle settimane che precedono la Pasqua e fortemente radicata nella cultura gastronomica del cantone.

Nei Grigioni la Pasqua passa anche dai pani delle grandi occasioni

Nei Grigioni il legame con la Pasqua è meno esclusivo, ma non per questo meno interessante. Qui a raccontare bene il clima delle feste è la Bütschella, pane dolce lievitato con uva sultanina, zucchero, burro, uova e scorza di limone.

La Bütschella non appartiene soltanto alla Pasqua: compare anche a Natale, a Capodanno, nei battesimi e nei matrimoni. Proprio per questo è un pane prezioso da inserire in una carrellata svizzera: mostra come in molte regioni le tavole pasquali si nutrano non solo di preparazioni “esclusive”, ma anche di pani festivi che accompagnano diversi momenti importanti dell’anno.

Soffice e ricca, servita sia in forma di pagnotta sia di panino, la Bütschella racconta una dimensione domestica della festa e di quelle ricette che tornano nei momenti speciali.

13:15
immagine

Il pane, cibo umano (1./5)

Alphaville: i dossier 12.01.2026, 11:30

  • Imago Images
  • Mario Fabio

In Svizzera, la Pasqua non si lascia chiudere in una sola forma

Che sia benedetto, annodato, rotondo o arricchito con uvetta e zucchero, il pane di Pasqua in Svizzera conserva sempre qualcosa di più di una ricetta. Tiene insieme il gesto del dono, la tavola della festa, il lavoro del fornaio e la memoria di una comunità.
Raccontarlo oggi significa allora allargare lo sguardo: non solo dolci pasquali, non solo cioccolato, ma anche un patrimonio di pani e lievitati che continua a parlare del Paese attraverso i suoi forni.

Fonti

Correlati

Ti potrebbe interessare