È attesa per lunedì a Sondrio, in Valtellina, la sentenza del processo di primo grado del cosiddetto "delitto di Zalende", la frazione di Brusio in Valposchiavo dove il 21 novembre del 2010 Grabriella Plozza e Giampiero Ferrari, moglie e marito, furono uccisi nell’ufficio della loro azienda con due pistole: una utilizzata per sparare, l’altra per sfondare il cranio alle vittime.
Alla sbarra sono finiti un valtellinese, Ezio Gatti, e Ruslan Cojocaru, un moldavo, rispettivamente presunto organizzatore e presunto killer del duplice omicidio.
Per la procura, che chiede l’ergastolo con isolamento diurno, fu omicidio premeditato. Le difese si sono invece battute per il delitto d’impeto e hanno spinto per l’assoluzione, per non aver commesso il fatto per Gatti, per insufficienza di prove per Cojocaru.
Quello che si chiude oggi è un processo indiziario che non è riuscito a far luce sul movente e che ha evidenziato molte pecche investigative dovute al passaggio di consegne tra gli inquirenti grigionesi e la procura valtellinese, la quale ha dovuto fare anche i conti con la reticenza di alcuni testimoni chiave svizzeri.
CSI/ab
CSI 07.30 del 15.12.2014 Il servizio di Antonia Marsetti



