Se c’è una stagione dell’anno che gli amanti della natura attendono con trepidazione, questa è la primavera. Impossibile non meravigliarsi di fronte al tripudio di colori che giorno dopo giorno inizia a costellare i nostri parchi e giardini: false ortiche purpuree (Lamium purpureum), margherite (Bellis perennis), primule (Primula vulgaris) e veronica comune (Veronica persica) sono fra le prime specie spontanee già visibili sul fondovalle della Svizzera italiana.

Il Lamium purpureum (falsa ortica purpurea) è un'erba spontanea completamente commestibile e nutriente
Siamo quindi nel pieno della primavera? Questo dipende dalle date di riferimento utilizzate. Se comunemente riteniamo che la primavera cada nell’ultima decade di marzo, questa data può essere variabile, a seconda che si parli di stagione astronomica o meteorologica. Quali sono le ragioni di queste differenze?
La primavera astronomica
Le stagioni astronomiche si basano sul fenomeno naturale della posizione della Terra rispetto al Sole. L’inizio della primavera astronomica nel 2026 ha una data e un’ora precise: venerdì 20 marzo alle 15:46 (ora dell’Europa centrale). È l’istante in cui l’equinozio di primavera viene raggiunto, e cioè il momento in cui il percorso del Sole è allineato con l’equatore terrestre. L’asse terrestre, inclinato di 23,5 gradi, non punta né verso né lontano dalla nostra stella, e le ore di luce e di buio si equivalgono in tutto il mondo. Nel linguaggio comune, le stagioni astronomiche vengono utilizzate per indicare le stagioni del calendario.

La data dell’equinozio è variabile, e può cadere tra il 19 al 21 di marzo. A spiegare queste differenze è il tempo di rotazione della Terra attorno al Sole, che impiega 365,2422 giorni a completare un giro, anziché 365. A correggere l’esubero, ci pensano gli anni bisestili, ogni quattro anni, aggiungendo un giorno al nostro calendario.
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La primavera meteorologica
La primavera meteorologica è sfasata rispetto a quella astronomica. Le osservazioni meteorologiche e climatiche hanno porato alla creazione di stagioni che semplificano il calcolo delle statistiche stagionali. Per questo, in quest’ambito si è deciso di suddividere le stagioni seguendo il nostro calendario civile, suddividendo le stagioni in gruppi di tre mesi. Ecco perché la primavera meteorologica inizia il 1° di marzo, l’estate il 1° di giugno, l’autunno il 1° settembre e l’inverno il 1° dicembre. Stando quindi alle stagioni meteorologiche, la primavera è già realtà dal primo giorno del mese corrente.
Anche i narcisi sono tornati a fare capolino nei giardini
Inizio fenologico della primavera
L’inizio fenologico della primavera, e cioè l’apparizione delle prime fioriture, è una terza definizione da prendere in considerazione. In genere si divide in tre fasi: Primavera precoce, Prima primavera e Primavera piena. La fase di partenza corrisponde alla fioritura del nocciolo, quella di mezzo alla fioritura della forsizia e la piena primavera arriva con l’inizio della fioritura del melo. L’inizio fenologico della primavera, complici i cambiamenti climatici, è sempre più precoce, e si colloca in genere nel mese di gennaio. Secondo MeteoSvizzera, rispetto agli ultimi cinquant’anni, in media le fioriture si presentano con dieci giorni di anticipo.
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Insomma, dire con esattezza quale sia il vero inizio della primavera, non è possibile: ogni definizione ha infatti la sua ragione d’essere. Ma se già respirate nell’aria l’avvicinamento della bella stagione prima dell’equinozio, non vi sbagliate: la primavera è già qui.
La luce che cambia
Casa Svizzera 02.03.2026, 09:10
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