Ambiente

Scopriamo come il clima altera gli equilibri naturali invisibili nei nostri laghi

Un recente studio sul lago di Baldegg mostra che inverni più caldi limitano il rimescolamento delle acque e la rimozione dell’azoto; mentre altri lavori segnalano nei laghi un calo dell’ossigeno 

  • 2 ore fa
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Scorcio del lago di Baldegg (Canton Lucerna)

Scorcio del lago di Baldegg (Canton Lucerna)

  • IMAGO / Wirestock
Di: Il giardino di Albert/ Davide Conconi 

Quando pensiamo a un lago, pensiamo a un paesaggio, a un bagno d’estate, a pesci e canneti. Molto meno spesso pensiamo a un sistema vivente che lavora, silenziosamente, per ripulire l’acqua. Eppure, è proprio così: i laghi sono anche grandi filtri naturali, capaci di rimuovere, per esempio, una parte dell’azoto in eccesso grazie all’attività dei microrganismi nei sedimenti. Questa funzione è preziosa, ma fragile. Un nuovo studio coordinato dall’Università di Basilea e dall’ EAWAG (l’Istituto federale per l’approvvigionamento, la depurazione e la protezione delle acque), condotto sul lago di Baldegg nel Canton Lucerna, mostra che il cambiamento climatico può indebolire questa capacità di auto-depurazione, alterando il ritmo stagionale con cui il lago si rimescola.

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Il cambiamento climatico inibisce la funzione depurativa dei laghi

Alphaville 12.06.2026, 11:05

  • Ti-Press
  • Enrico Bianda

Il lago filtra meglio in inverno

Il punto chiave è questo: la depurazione dell’azoto non avviene in modo costante durante l’anno. Nel lago di Baldegg, la denitrificazione — il processo con cui i microrganismi trasformano i composti dell’azoto in azoto gassoso — è risultata quasi del 50% più intensa nella stagione invernale che durante la stratificazione estiva. In inverno la colonna d’acqua si rimescola, riportando ossigeno negli strati profondi e creando condizioni favorevoli a questo lavoro invisibile ma fondamentale. Se però il clima si scalda, la finestra in cui questo rimescolamento può avvenire si accorcia: secondo lo studio, in uno scenario di forte riscaldamento la fase di mescolamento invernale potrebbe ridursi di circa 27 giorni.

Uno strumento fondamentale è il carotatore a pistone, utilizzato per prelevare carote di sedimento. Queste carote vengono poi impiegate per avviare esperimenti che consentono di quantificare l'attività di denitrificazione nel lago

Uno strumento fondamentale è il carotatore a pistone, utilizzato per prelevare carote di sedimento. Queste carote vengono poi impiegate per avviare esperimenti che consentono di quantificare l'attività di denitrificazione nel lago

  • Cameron Callbeck/University of Basel

Più azoto a valle, fino al mare

Se i laghi eliminano meno azoto, il surplus continua il suo percorso verso valle, passando dai fiumi fino alle coste. Le conseguenze possono essere serie: più nutrienti disponibili significano più fioriture algali e più rischio di alterazioni negative negli ecosistemi acquatici a valle. Il messaggio dello studio è chiaro: il cambiamento climatico non modifica solo la temperatura dell’acqua, ma anche una funzione ecologica essenziale, quella che permette ai laghi di filtrare una parte dell’inquinamento da eccesso di nutrienti prima che prosegua oltre.

Il secondo allarme: l’ossigeno che diminuisce

Questo risultato si inserisce in un quadro più ampio. Negli ultimi anni, diversi studi hanno documentato una diminuzione dell’ossigeno disciolto nei laghi. Un lavoro pubblicato su Nature nel 2021 ha mostrato una deossigenazione diffusa nei laghi temperati: dal 1980 l’ossigeno è diminuito in media del 5,5% nelle acque superficiali e del 18,6% in profondità. Un’analisi globale pubblicata su ScienceAdvances nel 2025 su oltre 15 mila laghi indica inoltre che l’83% dei bacini studiati mostra un calo dell’ossigeno superficiale e che le ondate di calore aggravano ulteriormente il fenomeno.

Suggestiva immagine del Lago di Sempach. Questo specchio d'acqua necessita di aerazione artificiale per mantenere in profondità un livello accettabile di ossigeno

Suggestiva immagine del Lago di Sempach. Questo specchio d'acqua necessita di aerazione artificiale per mantenere in profondità un livello accettabile di ossigeno

  • IMAGO / imagebroker

Una questione che riguarda anche la Svizzera

Nonostante in Svizzera la qualità delle acque lacustri sia molto migliorata dagli anni Ottanta, soprattutto grazie alla diminuzione del fosforo, la situazione rimane sotto stretta osservazione. Infatti, il problema dell’ossigeno resta aperto: secondo l’Ufficio federale dell’ambiente, molti laghi soffrono ancora di carenza di ossigeno negli strati profondi e oltre il 60% dei grandi laghi svizzeri non raggiunge il valore obiettivo di 4 mg/l sul fondo. il riscaldamento cambia la circolazione stagionale dei laghi: meno mescolamento significa meno trasporto di ossigeno verso il fondo e quindi condizioni più critiche per gli organismi acquatici e per l’equilibrio chimico dell’ecosistema.

Il Lago di Lugano: bello e fragile

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  • IMAGO / Westend61

Un equilibrio invisibile che si sta incrinando

In superficie il lago può continuare a sembrarci lo stesso. Ma sotto, nei sedimenti e negli strati profondi, qualcosa sta cambiando. E quel cambiamento riguarda la capacità dell’acqua di restare viva, ossigenata, capace di depurarsi. I laghi, in fondo, ci stanno raccontando anche questo: che il riscaldamento climatico non agisce solo sui paesaggi che vediamo, ma anche sugli equilibri biologici indispensabili alla vita e alla salute degli ecosistemi che ci ospitano.

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