Ci sono scoperte che, a volte, ci fanno meravigliare come bambini. Perché riguardano la natura che ci circonda direttamente, osservata con l’attenta curiosità del “chissà se...”. In questo caso, la domanda che molti di noi si saranno forse posti osservando gli insetti è: “chissà se anche loro sono in grado di ingegnarsi per utilizzare degli oggetti e risolvere dei problemi?”.
Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Science suggerisce che la risposta sia sì. In termini più scientifici, ricercatori di tre università finlandesi hanno valutato le capacità cognitive dei bombi mettendoli di fronte a enigmi da risolvere mediante l’uso di strumenti.
In particolare, gli insetti dovevano posizionare una pallina nel punto giusto per usarla come supporto e raggiungere dell’acqua zuccherata. In questo modo, il gruppo guidato da Olli Loukola, professore dell’Università di Turku che durante questo lavoro operava presso l’Università di Oulu, ha dimostrato per la prima volta che anche gli insetti sono in grado di svolgere un compito così complesso senza aver ricevuto istruzioni specifiche.
Un bombo utilizza uno strumento per accedere alla ricompensa
RSI Info 15.06.2026, 22:36
L’esperimento con il fiore artificiale e la pallina di polistirolo
Per comprendere fino a che punto si spingano le capacità cognitive dei bombi, i ricercatori hanno progettato una serie di esperimenti nei quali gli insetti venivano attratti da uno sciroppo di acqua e zucchero posto all’interno di un fiore artificiale.
Il fiore era però collocato in una posizione accuratamente studiata per risultare irraggiungibile, sospeso nella parte superiore di una camera trasparente. Questa configurazione non consentiva agli animali né di raggiungere il nettare in volo né appoggiandosi direttamente sul fondo. All’interno della camera veniva inserita anche una piccola pallina di polistirolo.
Per accedere alla ricompensa, i bombi dovevano quindi capire autonomamente che era necessario spostare la pallina nel punto giusto, salirvi sopra e raggiungere il fiore.
La differenza rispetto a esperimenti simili condotti in passato è che, per la prima volta, agli insetti non veniva mostrata alcuna soluzione, ma dovevano elaborarla da soli. L’unica forma di addestramento consisteva nella familiarizzazione con il fiore e con le palline.
I risultati lasciano poco spazio ai dubbi, con ben 16 dei 22 bombi che hanno completato con successo la prova, comprendendo autonomamente come risolvere l’enigma e accedere allo sciroppo.

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Successivamente, i ricercatori hanno introdotto delle barriere all’interno della camera per dimostrare che gli insetti erano in grado di risolvere il compito anche quando non potevano vedere il fiore dal punto in cui si trovava la pallina. “Questo ci ha permesso di escludere che i bombi fossero guidati soltanto da stimoli visivi, ma restava da verificare l’ipotesi che il comportamento non fosse semplicemente una forma di gioco”, commenta Loukola.
L’ultimo esperimento richiedeva ai bombi di trovare il fiore nascosto in un anfratto, ricordarne la posizione e portarvi la pallina senza vedere l’obiettivo. Anche in questa prova hanno avuto successo in oltre l’80% dei tentativi. “L’esperimento dimostra che si tratta di un comportamento deliberato e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo”, afferma il professore.
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La capacità arriva dalla manipolazione dei petali
Gli esperimenti sono stati progettati in modo da essere radicalmente diversi da qualsiasi situazione che i bombi possano incontrare in natura. Gli scienziati hanno scelto questo approccio per studiare la loro flessibilità cognitiva ed escludere possibili comportamenti istintivi.
Tuttavia, le abilità emerse potrebbero avere radici proprio nella vita naturale di questi insetti, come spiega Loukola: “Nel contesto naturale della raccolta del cibo, può essere necessario afferrare e tirare verso di sé i petali o altre strutture floreali per accedere al nettare. È quindi possibile che i bombi possiedano una predisposizione innata alla manipolazione degli oggetti, evolutasi originariamente per interagire con i fiori e ottenere così un vantaggio adattativo”.
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Anche altri insetti potrebbero essere altrettanto abili
Lo studio si è concentrato sui bombi perché le loro caratteristiche sociali e comportamentali li rendono relativamente più semplici da studiare. Secondo il professore, anche altri insetti sociali, come le api, potrebbero possedere capacità analoghe.
Tuttavia, queste abilità potrebbero essere diffuse anche tra molte specie solitarie. “Penso che la maggior parte degli insetti che vive in ambienti dinamici e soggetti a continui cambiamenti, soprattutto le specie relativamente longeve, dovrebbe possedere capacità cognitive analoghe”, dichiara il professore, che aggiunge: “Se si vogliono analizzare le capacità cognitive di insetti solitari, come farfalle o coleotteri, il problema principale è capire come motivarli in laboratorio e indurli a svolgere i compiti sperimentali. È una sfida molto più complessa”.
Da Setteventi (Rete Uno) dell’8.06.2026, ore 07:20










