L’edizione 2026 dei Grammy Awards, andata in scena domenica sera a Los Angeles, ha visto il rapper portoricano Bad Bunny dominare la scena. Il 31enne è stato infatti il primo artista a cantare in spagnolo a vincere il più prestigioso dei Grammy Awards, quello per l’album dell’anno, portando in dieci anni il reggaeton e la trap latina ai vertici del pop mondiale.
Il suo “Debí Tirar Más Fotos” è diventato il primo album totalmente in spagnolo a vincere il premio come album dell’anno, mentre Kendrick Lamar e Olivia Dean figurano tra gli altri vincitori della sessantottesima edizione dei Grammy Awards, presentata dal comico Trevor Noah.
Bad Bunny ha ritirato anche il premio per il miglior album di musica urbana per “Debí Tirar Más Fotos”, accolto da una fragorosa standing ovation. È solo la seconda volta che un album interamente in lingua spagnola è nominato per il premio principale. Il primo era stato anch’esso un’uscita di Bad Bunny — nel 2023, con “Un Verano Sin Ti”.
Da parte sua, il rapper statunitense Kendrick Lamar ha ricevuto domenica a Los Angeles diversi Grammy Award, tra cui quello per la registrazione dell’anno, che premia la qualità della produzione di un brano in duetto con la cantante R&B statunitense SZA. Sono stati premiati anche il suo sesto album solista “GNX” (miglior album rap), il suo brano “TV Off” (miglior canzone rap) e la sua collaborazione con il duo Clipse in “Chains & Whips” (miglior performance rap). Lamar ha quindi fatto suo pure il trofeo per la migliore performance rap melodica.
L’album pop vocale è andato a Lady Gaga per “Mayhem”, mentre la performance pop solista è andata a Lola Young per “Messy”, con un discorso che ha giocato in modo divertito sullo spirito della canzone.
E l’edizione di quest’anno ha visto il regista Steven Spielberg vincere il suo primo Grammy. Il settantanovenne è stato premiato come produttore per il “miglior film musicale” con “Music for John Williams”. Il regista di “E.T.” e “Lo squalo” è ora un cosiddetto artista EGOT, cioè un artista che ha vinto tutti e quattro i principali premi dell’intrattenimento americano: Emmy, Grammy, Oscar e Tony. Il riconoscimento per il documentario musicale premiato lo ha condiviso con gli altri produttori e con il regista Laurent Bouzereau.
E il Dalai Lama, leader spirituale della comunità tibetana, ha espresso lunedì la sua “gratitudine” dopo aver ricevuto il giorno prima a Los Angeles il suo primo Grammy Award, nella categoria audiolibri. A 90 anni, il premio Nobel per la pace, che vive in esilio in India, è considerato in tutto il mondo il paladino della libertà del Tibet, tranne che in Cina, che lo ha dichiarato suo nemico.
Durante i Grammy Awards, domenica a Los Angeles, gli è stato assegnato un premio per il suo audiolibro “Meditazioni: Riflessioni di Sua Santità il Dalai Lama”. “Ricevo questo riconoscimento con gratitudine e umiltà”, ha detto in un messaggio pubblicato sui social network.
Molti gli artisti critici con l’ICE, sul palco e non solo
La stagione dei premi dell’intrattenimento ha coinciso con la campagna di espulsioni di massa dell’amministrazione Trump a Minneapolis, inducendo gli artisti a decidere se e come unirsi alla crescente rivolta culturale contro la stretta sull’immigrazione.
La reazione delle più grandi star della musica USA (e non solo) è stata visibile domenica, dal red carpet fino alla cerimonia dei Grammy. Va detto che gli attivisti hanno passato la settimana a chiedere alle celebrità di indossare spille di protesta contro la presenza dell’agenzia ICE (Immigration and Customs Enforcement) nelle città, lavorando con i loro team per diffondere il messaggio e distribuendole ai numerosi eventi che precedevano la serata.
Billie Eilish, Finneas e Carole King hanno indossato le spille durante le loro apparizioni sul palco. Anche Justin e Hailey Bieber, che di solito non affrontano temi della politica statunitense, le avevano. Eilish ha iniziato il suo discorso per la canzone dell’anno affermando che “nessuno è illegale su una terra rubata”.
“Ho paura”, ha detto Gloria Estefan nel backstage dei Grammy a proposito dell’attuale momento politico. “Ci sono centinaia di bambini nei centri di detenzione. Non riconosco il mio Paese in questo momento”.
La cantante soul pop britannica Olivia Dean, riconosciuta come miglior artista emergente, ha ricordato di essere nipote di un immigrato — persone che, ha detto, “meritano di essere celebrate”. Non sono mancati gli insulti contro l’ICE, bersaglio delle imprecazioni di diversi vincitori, tra cui Kehlani.
“Prima di ringraziare Dio, voglio dire: ‘ICE out’”, ha detto Bad Bunny tra gli applausi mentre ritirava il premio per il miglior album di musica urbana. “Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani.”




