I nuovi aerei da combattimento F-35 saranno molto più rumorosi rispetto ai loro predecessori. Al decollo, il livello sonoro potrebbe risultare fino al doppio rispetto a quello degli F/A-18. A Payerne decine di residenti, ma anche il Comune di Estavayer, hanno presentato opposizione contro i nuovi regolamenti d’esercizio.
A Morens (FR), il giardino di Magali Vésy si trova a soli 350 metri dalla pista di atterraggio di Payerne. La sua famiglia è originaria della regione e non ha mai avuto niente contro gli aerei militari. Dieci anni fa, insieme al marito, ha ristrutturato la fattoria con piena consapevolezza del contesto. Ma l’annuncio dell’arrivo degli F-35, e del loro rumore, ha cambiato la situazione.
“Al decollo, l’impatto sonoro sarà decisamente più violento. La frequenza delle vibrazioni è molto più bassa e si percepisce maggiormente a livello fisico” spiega ai microfoni di RTS. Teme che la situazione possa diventare “invivibile”.
La Matinale (RTS, 17.06.2026)
In zona d’allarme
Con l’introduzione degli F-35, l’esercito ha ricalcolato le zone d’esposizione al rumore. L’abitazione di Magali Vésy si trova ora in un’area oltre i valori d’allarme, con una soglia di 70 decibel. La donna ha ricevuto una lettera raccomandata dall’esercito che le notifica una “espropriazione formale dei diritti di vicinato”, obbligandola, di fatto, a tollerare le immissioni sonore.
La famiglia non dovrà lasciare la propria casa, ma spiega Magali Vésy: “L’esercito avrà un diritto sul nostro terreno. Non avremo più la possibilità di opporci”. Per poter ottenere un indennizzo e accedere a misure di insonorizzazione, ha dovuto presentare opposizione.
“Vogliamo che l’esercito riconosca di aver scelto un aereo con conseguenze per la popolazione e che se ne assuma la responsabilità. L’esercito dovrebbe proteggerci” afferma.
Il Comune sostiene gli abitanti
Il Comune di Estavayer, che comprende i villaggi vicini all’aeroporto militare, ha deciso di sostenere i propri cittadini. “Con l’aiuto di uno studio legale abbiamo preparato un’opposizione tipo, messa a disposizione della popolazione” spiega il municipale Steve Bonvin. “L’obiettivo è di aiutare i residenti, che possono sentirsi un po’ disorientati di fronte alla complessità di questa procedura di consultazione”.
Anche il Comune ha presentato opposizione, per tutelare i beni di sua proprietà, tra cui una scuola e la cappella storica di Morens.
L’esercito promette misure limitate
Bruno Locher, responsabile del settore territorio e ambiente del Dipartimento federale della difesa (DDPS), riconosce i disagi. “L’esercito fa tutto il possibile per ridurli, sapendo però che sul piano tecnico il margine di manovra è limitato” sottolinea.
Le misure previste includono un tetto di 4’200 movimenti annui per gli F-35 (contro gli oltre 8’000 degli F/A-18) e la concentrazione degli addestramenti tra lunedì e venerdì a mezzogiorno. Per i residenti, tuttavia, questi accorgimenti non sono sufficienti. “Cosa succede ai bambini che giocano all’aperto il mercoledì pomeriggio o agli agricoltori che lavorano nei campi?” si chiede Magali Vésy.
“Non abbiamo indicazioni che facciano temere per la salute” afferma Locher, secondo il quale “le questioni sanitarie sono prese in considerazione nella definizione dell’ordinanza contro l’inquinamento fonico”.

F - 35, errore o scandalo?
Falò 26.05.2026, 20:45
In attesa degli indennizzi per gli F/A-18
L’esercito indica inoltre che investirà nell’insonorizzazione delle finestre, ma non oltre, poiché la legge non prevede ulteriori interventi. Alcuni residenti chiedono misure più estese, come l’isolamento di tetti, pareti o addirittura l’insonorizzazione completa degli edifici più esposti. “Si tratta di edifici vecchi: anche i muri lasciano passare il rumore” sottolinea Magali Vésy.
La donna, tuttavia, non si fa molte illusioni né sul peso delle opposizioni dei residenti né sugli indennizzi. “I miei suoceri e altre persone che avevano avviato procedure contro gli F/A-18 aspettano ancora di essere indennizzati. Il loro dossier si è apparentemente perso e, inoltre, dovrebbe occuparsene un altro dipartimento della Confederazione” racconta l’abitante di Morens.
L’esercito conferma che una “lista aggiornata delle persone che hanno richiesto un indennizzo è stata trasmessa alla Commissione federale di stima (CFS) tra il 2016 e il 2017”. Poiché la CFS del secondo circondario, pur sollecitata più volte, non ha dato seguito alla pratica, il DDPS ha avviato una procedura per denegata giustizia. A metà 2022 il dossier, ancora inattivo, è stato trasferito al primo circondario della CFS. Attualmente sono circa 190 le domande di indennizzo pendenti presso questa istanza.










