Chi vuole cambiare assicurazione malattia complementare, sottoscrivere un’assicurazione sulla vita o un’assicurazione per la perdita di guadagno, deve compilare un questionario per valutare il rischio che rappresenta. Un documento che include domande sui farmaci assunti, le operazioni subite o le radiografie effettuate.
In Svizzera, alcune malattie continuano a pesare a lungo, talvolta per tutta la vita. È qui che entra in gioco la nozione di diritto all’oblio sanitario: un principio secondo cui una persona non sarebbe tenuta a dichiarare una malattia o un infortunio avvenuti oltre un certo periodo di tempo stabilito. Ma in Svizzera questo diritto non esiste, in particolare per le assicurazioni complementari o le assicurazioni contro la perdita di guadagno.
“I pazienti oncologici ricevono generalmente delle indennità giornaliere dall’assicurazione. Si chiedono poi cosa accadrà in caso di recidiva o di un nuovo tumore, se continueranno a percepire il loro reddito”, spiega Yves Hochuli, vicedirettore e giurista della Lega vodese contro il cancro. “E quando queste persone non dispongono di un’assicurazione malattia complementare, non possono stipularne una a causa del cancro o della malattia pregressa” aggiunge.
Il dibattito sul diritto all’oblio sanitario (La matinale, RTS, 21.01.2026)
Di fronte a una richiesta, le risposte delle compagnie assicurative possono variare. Il dossier del paziente può essere accettato senza condizioni, oppure con un supplemento di premio o ancora con una riserva in caso di ricaduta. Le assicurazioni possono anche spingersi fino a rifiutare completamente di entrare in materia.
Mathilde (nome di fantasia) lo ha vissuto sulla sua pelle. Colpita da un cancro a 30 anni, quindici anni fa, la psicoterapeuta indipendente pensava di aver voltato pagina. Fino alla diagnosi di un secondo tumore, lo scorso 10 luglio, che ha aggiunto un forte stress finanziario a quello della malattia.
“Ho avuto una perdita di capacità di guadagno. Dopo l’intervento del 5 agosto scorso, sono riuscita a lavorare per tre mesi al 50%. Non avendo un’assicurazione perdita di guadagno, ho dovuto attingere ai miei risparmi per far fronte alle spese” racconta. “Non ho potuto stipulare un’assicurazione perdita di guadagno. Non ho potuto ottenerne una nemmeno con riserve per un eventuale nuovo cancro. Durante il periodo in cui ho lavorato al 50%, questo significava avere metà del mio reddito” aggiunge.
Durante la chemioterapia, Mathilde ha continuato talvolta a lavorare, nonostante una stanchezza estrema. “Trovo che sia grave. Quindici anni dopo una prima malattia, non avere le stesse opportunità degli altri lavoratori indipendenti… mi sento discriminata”. Un’ansia che si prolunga nel tempo: “Bisogna aspettare circa due anni per essere sicuri che la chemio abbia funzionato”. Se dovesse succedere qualcosa nel frattempo, “ciò significherebbe di nuovo una perdita di guadagno e, potenzialmente, la messa in discussione della mia attività indipendente”.
Situazione diversa in Europa
Altrove in Europa, la situazione è diversa. “Una decina di Paesi dell’Unione Europea prevedono un diritto all’oblio nella loro legislazione, come Francia, Spagna, Italia o Belgio”, sottolinea Yves Hochuli. “In questi Paesi, l’accesso alle assicurazioni o ai prestiti ipotecari è facilitato, perché esiste un termine oltre il quale le persone non devono più menzionare di aver avuto un cancro. E, anche se le istituzioni ne sono a conoscenza, non possono più tenerne conto. In questo campo la Svizzera è in ritardo”.
Il dibattito sta però arrivando sotto la Cupola federale. Il 18 dicembre, il consigliere nazionale vallesano del Centro Benjamin Roduit ha depositato una mozione che mira a limitare a cinque anni l’obbligo di dichiarare i propri dati medici prima di stipulare un’assicurazione d’indennità giornaliera. Una proposta contestata dall’Associazione svizzera d’assicurazioni, che difende le tariffe basate sul rischio. Secondo l’associazione, un diritto all’oblio troppo rigido potrebbe far aumentare i premi e gravare su tutti gli assicurati, in particolare sui più vulnerabili.
Il dibattito è appena iniziato. Il Consiglio federale dovrà rispondere alla mozione entro l’inizio di marzo.

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SEIDISERA 07.10.2025, 18:00
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