La Chesa Planta, nel cuore di Samedan, oggi è il centro per la lingua e la cultura retoromancia, ma dal XVI secolo era la casa di due famiglie nobili grigionesi, i de Salis e de Planta. Nel suo solaio è rimasta per anni praticamente ignorata una collezione unica in Europa di abiti storici del XVIII e XIX secolo, da abiti di seta rosa e maniche in osso di balena a copricapi in oro e lana.
Un tesoro di circa 500 pezzi che è ora stato riscoperto, viene studiato con rigore scientifico e catalogato, in modo che possa poi essere analizzato da ricercatori di tutto il mondo senza dover fare il viaggio fino a Samedan.
L’emozione della direttrice della Chesa Planta (Telesguard, RTR, 17.10.2025)
Al cuore di questo lavoro ci sono le storiche del tessile, Thessy Schoenholzer Nichols e Briony Langmead, nonché il designer e costumista Bernhard Duss. Ogni pezzo viene misurato, descritto e fotografato, e nel corso del lavoro non mancano le sorprese, come una borsa di cuoio per il tabacco o tracce di rosmarino e lavanda, che fungevano da deodoranti naturali.
Il lavoro di ricerca racconta anche la storia delle due famiglie nobili, che erano politici, diplomatici, ma anche condottieri mercenari, che hanno riportato nei Grigioni tracce dai loro viaggi nelle città e corti europee. Racconta anche le storie dei loro membri, come l’analisi di tre gilet, indossati dallo stesso uomo che rivelano come con il passare degli anni sia diventato più robusto.
Una parte di questi abiti potrà essere ammirata dal pubblico dalla prossima estate, nel frattempo tornano nella soffitta, fredda e asciutta, per garantire la loro conservazione.








