Una nuova soluzione tecnologica potrebbe avere un ruolo importante nella raccolta di dati utili alla prevenzione delle attività vulcaniche. Un gruppo di ricercatori del Politecnico di Zurigo ha testato sull’Etna un cane robot in grado di avvicinarsi a crateri e fumarole per misurare le emissioni di gas.
Il robot si trova ora di nuovo nei laboratori dell’ETH. Secondo la ricercatrice Julia Richter, può diventare un contributo importante per monitorare l’attività dei vulcani.
“Per prevedere quando avviene un’eruzione abbiamo bisogno di dati e i dati che ci forniscono i gas sono un elemento molto importante. Ma raccogliere questi dati è difficile, perché bisogna salire sulla montagna ed è pericoloso perché questi gas sono velenosi. L’idea del nostro progetto è di avere un robot che fa tutto per noi in modo autonomo”, spiega Richter alle telecamere del Telegiornale.
Secondo la ricercatrice, il robot ha un vantaggio rispetto, ad esempio, ai droni, che dall’alto non potrebbero avvicinarsi a sufficienza ai gas.“E grazie alle sue zampe il robot si può spostare in modo flessibile su questi terreni, cosa che un robot con le ruote non riuscirebbe a fare.”
I primi test sull’Etna hanno dimostrato che il robot riesce generalmente a navigare in modo autonomo e a raccogliere le informazioni richieste. “Il robot è dotato di vari sensori, qui c’è uno scanner laser che gli permette di guardare avanti per alcune centinaia di metri, poi ci sono camere che gli permettono di osservare il terreno sotto le sue zampe. Il robot costruisce così una mappa dell’ambiente, può vedere se ad esempio ci sono ostacoli come pietre e aggirarli, qui sopra viene poi installato lo spettrometro di massa, quello che annusa e misura i gas.”
Il robot deve ancora essere perfezionato per superare certe situazioni particolarmente difficili, ma ha potenziale, dice Julia Richter. “Abbiamo dimostrato che possiamo navigare in modo autonomo, solo in alcuni casi siamo dovuti intervenire per motivi di sicurezza e lo spettrometro di massa collegato al robot è riuscito a misurare i gas naturali, in particolare il CO2 e l’anidride solforosa.”








