Approfondimento

Gli USA comprano formaggio svizzero... americano

L’operazione da 10 milioni per sostenere gli agricoltori statunitensi, finanziata con i dazi, è possibile grazie alla mancanza di protezione sulle denominazioni geografiche oltreoceano

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L'Ohio e il Wisconsin sono i principali produttori di formaggio svizzero negli Stati Uniti.

L'Ohio e il Wisconsin sono i principali produttori di formaggio svizzero negli Stati Uniti.

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Di: Anand Chandrasekhar (swissinfo.ch)/sf 

Il Dipartimento dell’agricoltura statunitense (USDA) intende acquistare fino a 263 milioni di dollari di prodotti agricoli per rifornire banchi alimentari per le persone bisognose o pasti scolastici per bambini svantaggiati.

“Trasformando i raccolti in pasti, non solo stabilizziamo il reddito agricolo e proteggiamo i posti di lavoro rurali, ma nutriamo la nostra nazione e sosteniamo gli agricoltori che sfamano l’America. Sotto la leadership del Presidente Trump, questi investimenti rafforzano l’approvvigionamento alimentare, sostengono le comunità rurali e consolidano l’agricoltura come pilastro della resilienza economica” ha dichiarato Brooke L. Rollins, segretaria dell’agricoltura, in un comunicato stampa.

Nascosto nella lista della spesa dell’USDA c’è un prodotto inaspettato, il formaggio svizzero, di cui è previsto un acquisto per 10 milioni di dollari da agricoltori statunitensi. Un quantitativo che corrisponde circa all’11% del valore delle esportazioni di formaggio dalla Svizzera verso gli Stati Uniti.

Il formaggio svizzero prodotto negli Stati Uniti sarà acquistato dall’USDA ai sensi della sezione 32 dell’Agricultural Adjustment Act del 1935, che destina il 30% dei dazi doganali a incentivare il consumo interno di prodotti agricoli, in particolare delle eccedenze. Nel 2025 i fallimenti delle aziende agricole negli Stati Uniti sono aumentati del 46% rispetto all’anno precedente. I dazi introdotti dall’amministrazione Trump sono stati indicati come una delle cause dell’aumento dei costi di beni usati nella produzione agricola, come i fertilizzanti. I prezzi dei fertilizzanti sono saliti fino a 100 dollari alla tonnellata dall’introduzione delle tariffe, con il conflitto contro l’Iran che rischia di far lievitare ulteriormente i costi.

Una denominazione generica negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, qualsiasi formaggio prodotto sul territorio può essere definito “formaggio svizzero” se rispetta gli standard dell’USDA: deve presentare buchi formati dall’attività microbiologica, contenere al massimo il 41% di umidità e almeno il 43% di grasso del latte, ed essere stagionato per almeno 60 giorni. Il formaggio svizzero prodotto negli Stati Uniti, noto anche come emmental, è classificato in tre categorie di qualità: A, B e C. Il suo prezzo varia tra i 15 e i 20 dollari al chilo negli Stati Uniti, contro i circa 60 dollari del Gruyère importato dalla Svizzera.

L’Ohio è di gran lunga il principale produttore di formaggio svizzero negli Stati Uniti, con 146,2 milioni di libbre (66’300 tonnellate) nel 2024, seguito dal Wisconsin, con 15,4 milioni di libbre (6’980 tonnellate).

“Il formaggio svizzero ha una clientela fedele nel Wisconsin, grazie alla nostra importante popolazione di origine svizzera. Inoltre, rappresenta un elemento chiave della nostra fiorente industria dei formaggi di specialità” sottolinea Grace Atherton, direttrice della comunicazione della Wisconsin Cheese Makers Association, in un’email a Swissinfo.

Il Baby Swiss è una varietà americana di formaggio svizzero sviluppata in Ohio dalla Guggisberg Cheese Company, fondata nel 1950 dall'immigrato svizzero Alfred Guggisberg.

Il Baby Swiss è una varietà americana di formaggio svizzero sviluppata in Ohio dalla Guggisberg Cheese Company, fondata nel 1950 dall'immigrato svizzero Alfred Guggisberg.

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Nonostante il nome, la Wisconsin Cheese Makers Association rappresenta anche produttori di formaggio svizzero di altri Stati americani. Atherton è convinta che la decisione dell’USDA di acquistare formaggio svizzero per un valore di 10 milioni di dollari porterà benefici all’intero settore lattiero-caseario statunitense.

“Per i nostri membri negli Stati con una produzione significativa di formaggio svizzero, come l’Ohio, questa notizia è particolarmente benvenuta. Crediamo che l’alta marea sollevi tutte le barche e che un aumento degli acquisti di prodotti lattieri significhi un’industria lattiero-casearia più forte e resiliente per tutti” ha dichiarato.

Battute d’arresto legali e politiche

La progressiva dissociazione del formaggio svizzero dalla Svizzera può essere ricondotta a due importanti battute d’arresto legali nel 2023, che ne hanno indebolito la tutela all’estero. I produttori della regione di Gruyères avevano tentato di registrare il termine Gruyère negli Stati Uniti come marchio certificato. Dopo il rifiuto della domanda di protezione del marchio, avevano presentato un ricorso nello Stato della Virginia, venendo però sconfitti in prima istanza all’inizio del 2022.

Nel marzo 2023, la Corte d’appello federale del quarto circuito, con sede in Virginia, ha confermato la decisione, sostenendo che negli Stati Uniti non esistono le stesse protezioni sui nomi dei prodotti alimentari previste in Europa.

“Il formaggio, indipendentemente dal luogo di produzione, viene etichettato e venduto come Gruyere in America da decenni”, ha affermato la Corte. Ciò riguarda formaggi prodotti nel Wisconsin, ma anche in altri Paesi, come i Paesi Bassi, la Germania o l’Austria.

Pochi mesi dopo, il marchio dei formaggi svizzeri ha subito un ulteriore colpo con una decisione dell’Unione europea. Emmentaler Switzerland ha perso il ricorso per registrare il marchio Emmentaler nell’UE. Nel maggio 2023, il Tribunale dell’Unione europea ha stabilito che i consumatori dell’UE percepiscono l’Emmentaler come un tipo di formaggio e non come un’indicazione dell’origine geografica.

Il colpo finale è arrivato con il respingimento di una mozione in Parlamento che mirava a sancire la protezione di prodotti alimentari svizzeri come il Gruyère e l’Emmentaler in tutti i futuri accordi commerciali. Guy Parmelin aveva messo in guardia dal fatto che imporre tale protezione negli accordi avrebbe limitato il margine di manovra della Svizzera nella politica commerciale estera e avrebbe potuto persino ostacolare la conclusione di nuovi accordi.

La mozione parlamentare era stata approvata dal Consiglio nazionale nel 2023, ma respinta dal Consiglio degli Stati nel 2024. La Camera alta ha proposto un’alternativa più moderata, che invita il Governo a proseguire gli sforzi già in atto per proteggere i prodotti svizzeri, nei limiti delle risorse finanziarie e umane disponibili.

Impatto per la Svizzera

“In generale, è importante sottolineare che in questo contesto il termine ‘formaggio svizzero’ non si riferisce a un prodotto originario della Svizzera. Si tratta di una denominazione con radici storiche, che si è affermata come termine generico nel mercato anglosassone. Purtroppo, non c’è nulla che possiamo fare per cambiarlo” afferma Désirée Stocker di Switzerland Cheese Marketing.

La mancanza di un sostegno giuridico e politico sufficiente per far valere all’estero le denominazioni di origine protette dei formaggi svizzeri ha delle conseguenze. Nel 2024, la produzione di formaggio “svizzero” negli Stati Uniti ha raggiunto un livello record di 360 milioni di libbre, con un aumento del 7% rispetto al 2023.

I dazi statunitensi introdotti nell’agosto 2025 hanno aggravato ulteriormente la situazione. Lo scorso anno le esportazioni di formaggio svizzero verso gli Stati Uniti sono diminuite di circa il 20%, a fronte di un calo complessivo dell’11% delle importazioni di formaggi negli USA, a indicare che la Svizzera è stata colpita più della media.

Opzioni limitate

La protezione geografica dei formaggi svizzeri è garantita in una sessantina di Paesi che hanno aderito all’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI). Gli Stati Uniti non ne fanno parte e non hanno quindi alcun obbligo di rispettare l’identità geografica dei prodotti.

Il Governo svizzero si è mostrato piuttosto vago nella risposta a un’interpellanza parlamentare presentata nel dicembre 2025 su come intenda affrontare il delicato tema della tutela dell’identità dei formaggi svizzeri se venisse firmato un accordo commerciale vincolante con gli Stati Uniti. L’unica promessa è stata quella di sollevare la questione dell’identità dei formaggi svizzeri qualora il tema dovesse emergere nei negoziati commerciali.

Per il momento, l’accento è posto sulla promozione del marchio del formaggio prodotto in Svizzera, piuttosto che sulla sua protezione tramite strumenti giuridici o politici. Contattato da Swissinfo, l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) ha indicato di sostenere i produttori di formaggio svizzeri nella misura consentita dalla legge.

“Alla luce di questa situazione difficile, lo scorso anno l’UFAG ha stanziato circa 800’000 franchi di aiuti finanziari supplementari per la commercializzazione e l’esportazione di formaggi, al fine di attenuare gli effetti negativi dei dazi statunitensi e delle fluttuazioni dei tassi di cambio” ha dichiarato un portavoce.

02:09:47
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Dal Museo della civiltà contadina di Stabio 

La domenica popolare 05.04.2026, 10:15

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