Approfondimento

Quando l’assicuratore si immischia nelle cure

Una dipendente malata, che beneficiava di un’assicurazione contro la perdita di guadagno, si è vista richiedere un cambio di trattamento ed esami del sangue

  • 7 luglio, 07:44
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L'assicuratore richiedeva un trattamento non prescritto dal medico

  • RTS
Di: Cyril Dépraz, Alexandre Nicoulin, Linda Bourget (RTS)/sf

Ammalarsi e non poter più lavorare può capitare a tutti. È quello che è successo a Carol, una dirigente di Ginevra vittima di maltrattamenti nel suo ambiente professionale. D’accordo con il suo medico, ha optato per una cura a base di medicinali naturali.

“Per me non era possibile sottopormi a cure chimiche perché avevo già avuto un cancro”, spiega alla RTS. La paziente chiede quindi al medico dei farmaci a base di erbe, che il dottore ritiene utili, soprattutto a causa degli effetti collaterali degli antidepressivi chimici.

Un estratto della testimonianza (A Bon Entendeur - RTS 02.07.2024)

Ma Helvetia, assicuratore del suo datore di lavoro, non la vede così. Dopo tre mesi di assenza dal lavoro, l’assicurazione contro la perdita di guadagno deve coprire lo stipendio di Carol. L’azienda ritiene che la dipendente non stia facendo tutto il possibile affinché “la durata dell’incapacità lavorativa sia la più breve possibile”, come richiesto dalle sue condizioni generali. L’assicuratore decide quindi di imporle un nuovo trattamento.

Esami del sangue imposti dall’assicuratore

Concretamente, Helvetia esige che la paziente assuma antidepressivi chimici: “Finora nel suo caso questo metodo non è stato utilizzato ed è assolutamente necessario integrarlo nella cura”, scrive l’assicuratore, come riporta l’emissione A Bon Entendeur della RTS. “Quando ho aperto la lettera dell’assicurazione, sono rimasta un po’ scioccata”, reagisce Carol. E non è tutto: l’assicuratore le impone anche di sottoporsi a esami del sangue per verificare che stia seguendo il trattamento chimico imposto.

Un’esigenza inaccettabile, secondo Joy Demeulemeester, membro del comitato della Federazione svizzera dei pazienti e specialista in assicurazioni sociali: “Sono assolutamente scioccata. Controllare che la persona faccia ciò che è necessario per tornare in buona salute è normale. Ma esigere un trattamento chimico dopo tre mesi, contro la volontà della persona, e inoltre monitorarlo tramite esami del sangue, è del tutto sproporzionato.” Tanto più che la pressione esercitata da Helvetia è notevole: l’assicuratore minaccia Carol di non pagarle più il salario se non si sottomette alle cure richieste.

Una procedura illegale?

Contattata, l’assicurazione fa valere la legge e l’obbligo imposto al paziente di “ridurre il danno” – cioè di tornare al lavoro il più rapidamente possibile – per giustificare la richiesta di esami del sangue. L’assicurazione perdita di guadagno (APG) è infatti un’assicurazione privata, che si differenzia notevolmente dall’assicurazione malattia di base. Nel regime privato il margine di manovra dell’assicuratore è maggiore che in quello obbligatorio.

La reazione di un medico (A Bon Entendeur - RTS 02.07.2024)

Per l’avvocato Eric Maugué la procedura è però illegale. “Un esame del sangue è un intervento nell’integrità fisica. In linea di di principio, quando un medico esegue un esame del sangue, è con il consenso informato del paziente che gli consente di compromettere la sua integrità fisica per sottoporsi a un esame del sangue” sottolinea l’avvocato.

Oggi Carol sta meglio. Ha trovato rapidamente lavoro ed è così sfuggita ai farmaci che temeva. Ma il suo caso non è isolato. La RTS ha contattato altre otto compagnie d’assicurazione per le perdite di guadagno. Per la maggior parte, gli esami del sangue fanno parte dell’arsenale di controllo, anche se vengono utilizzati molto raramente.

Non tutti i datori di lavoro sono assicurati

Alcuni datori di lavoro semplicemente non dispongono di alcuna assicurazione contro la perdita di guadagno in caso di malattia, che in Svizzera non è obbligatoria, sottolinea Demeulemeester.

“Se la persona si ammala e non può più lavorare, il codice delle obbligazioni obbliga il datore di lavoro a pagare il suo stipendio per un determinato periodo di tempo” spiega la rappresentante della Federazione svizzera dei pazienti, che invita i dipendenti a essere attenti alla questione. “È importante verificare se esiste un’assicurazione contro la perdita di guadagno al momento dell’assunzione. E controllare anche le condizioni del 2° pilastro, perché in caso di invalidità più lunga interverranno anche la rendita e le condizioni del 2° pilastro.”.

Il Parlamento sta attualmente esaminando la possibilità di rendere obbligatoria l’APG in caso di malattia per tutti i datori di lavoro. Un progetto adottato lo scorso anno dal Consiglio nazionale e che sarà presto discusso in Consiglio degli Stati.

L’articolo originale è stato pubblicato da RTS e tradotto dalla redazione di “dialogo”, un’offerta della SSR che propone contenuti da tutta la Svizzera tradotti in tutte le lingue nazionali e in inglese, oltre a uno spazio di dibattito, anche questo tradotto e moderato.

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