Spazzolini elettrici e smartphone, auto e biciclette elettriche: le batterie sono presenti un po’ ovunque negli oggetti di uso quotidiano. Ma cosa succede una volta che sono scariche? È quello che ha voluto scoprire RTS con un viaggio dietro le quinte del riciclaggio.
Un percorso che comincia a Ecublens, nel canton Vaud, dove sorgono i capannoni del Groupe Barec, uno dei principali riciclatori in Svizzera. Il gruppo valorizza diverse tipologie di materiali, tra cui i rifiuti elettrici ed elettronici che arrivano dalle discariche comunali, dai centri di raccolta e dai negozi, per un totale di 5’000 tonnellate lo scorso anno.
Il riciclaggio delle batterie (Basik, RTS, 02.03.2026)
La prima tappa è la cernita. Le pile e le batterie vengono messe da parte, ma la loro rimozione dagli apparecchi è un lavoro manuale meticoloso. Roger Blesi, direttore generale del Gruppo Barec, sottolinea la sfida: “Ci sono sempre più batterie e i dispositivi sono sempre più piccoli”.
Il pericolo intrinseco all’estrazione delle batterie al litio è il rischio di incendio. Roger Blesi avverte: “Queste batterie possono incendiarsi in qualsiasi momento… Ogni giorno scoppia un incendio in un impianto di riciclaggio in Svizzera”.
Una volta riempiti di pile e batterie, i fusti vengono inviati a Wimmis, nell’Oberland bernese.
Il cuore del riciclaggio
Batrec, filiale del gruppo Veolia, ricicla praticamente tutte le pile e le batterie della Svizzera. “Ne riceviamo circa 3’700 tonnellate all’anno, di cui circa il 30% sono batterie al litio”, spiega il direttore generale Philippe Zanettin.
Storicamente, il sito riciclava le pile alcaline attraverso un processo pirometallurgico, ossia una fusione a 1’500 gradi per recuperare ferromanganese incandescente e zinco liquido.
Il riciclaggio delle batterie al litio è radicalmente diverso. Batrec ha investito diversi milioni di franchi in un nuovo edificio e in una nuova macchina, operativi dal 2024. Le batterie al litio vengono prima triturate e poi i diversi metalli vengono separati. Un processo interamente meccanico, senza chimica né calore.
Il valore di questi materiali è significativo: “Due terzi del valore si trovano nella ‘black mass’ e un terzo nel rame”, precisa il direttore.
Che cos’è la “black mass”
La “black mass” è la polvere scura ottenuta dalla frantumazione delle batterie al litio durante il processo di riciclaggio, composta da litio, cobalto, nichel, manganese e grafite.
La “black mass” viene inviata a impianti specializzati che estraggono i metalli puri da reinserire nella produzione di nuove batterie
Per quanto riguarda la destinazione di queste materie prime, Zanettin spiega: “Il rame, l’alluminio e il ferro restano in Europa. La black mass, invece, dobbiamo esportarla in Corea del Sud, perché la maggior parte della produzione di batterie si svolge in Asia”.
In termini di efficienza, Batrec indica un tasso di riciclaggio di circa l’85% per le batterie alcaline e del 70-75% per le batterie al litio. La loro attività è finanziata in parte attraverso la Tassa di eliminazione anticipata (TEA), inclusa nel prezzo di vendita delle pile e degli apparecchi elettrici ed elettronici e pagata dal consumatore.
La sfida delle batterie delle auto
Per le loro dimensioni e il loro numero crescente, le batterie delle auto elettriche rappresentano una sfida importante nel campo del riciclaggio. Situata nei pressi di Soletta, l’azienda Librec si è lanciata in questo mercato altamente competitivo nel 2024.
Librec si presenta come un leader europeo nel riciclaggio delle batterie agli ioni di litio, con un tasso di recupero dei materiali di valore che supera il 97%. Il direttore commerciale e marketing dell’azienda, Beat Seiler, sottolinea: “Il 97% è certamente il miglior risultato al mondo e in Europa. Inoltre, lavoriamo al 100% con energie rinnovabili. Consumiamo pochissima energia e abbiamo emissioni di CO₂ molto basse”.
La mancanza di norme uniformi per le batterie rappresenta una sfida, ma Librec punta a raggiungere la sua capacità massima entro tre o quattro anni, arrivando a 9’000 tonnellate all’anno. Essendo ancora in fase di sviluppo, l’azienda non è ancora redditizia. Appuntamento tra qualche anno per vedere se il riciclaggio delle batterie delle auto elettriche sarà davvero un affare che funziona.

Batterie gettate nella spazzatura: un pericolo e uno spreco
Il Quotidiano 04.03.2026, 19:00









