Svizzera

Alimenti per neonati contaminati: la Svizzera in ritardo

Carenze nei controlli e mancata integrazione nel sistema UE sarebbero la causa delle lentezze - Mancano test sulla tossina cereulide - Le autorità assicurano che i prodotti attualmente in commercio sono sicuri

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Da un mese si allunga la lista dei marchi ritirati dal mercato a causa della cereulide, una tossina che nei neonati può indurre nausea e diarrea

Da un mese si allunga la lista dei marchi ritirati dal mercato a causa della cereulide, una tossina che nei neonati può indurre nausea e diarrea

  • RSI/Patti chiari
Di: NZZ/Blick/ATS/DC 

I domenicali tornano sul caso degli alimenti per neonati contaminati, vicenda che nelle ultime settimane ha tenuto banco anche in Svizzera, dove sono finora 9 i casi di sintomi segnalati nei lattanti.

Secondo quanto riporta la NZZ am Sonntag, la Svizzera avrebbe reagito più tardi rispetto ad altri Paesi e le autorità di controllo elvetiche non sarebbero state abbastanza rigorose. Al centro della vicenda c’è l’olio di ARA (olio ricco di acido arachidonico), utilizzato nelle preparazioni per lattanti. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) lo avrebbe classificato come sicuro. Secondo fonti interne citate dalla NZZ am Sonntag, non sarebbe stato tuttavia effettuato alcun test per rilevare la tossina cereulide e l’EFSA non ha ancora risposto a una richiesta di approfondimento da parte del giornale. 

Il nodo riguarda la classificazione dell’olio: “Se l’olio di ARA fosse stato considerato un alimento già noto, sarebbe stato testato prima per la presenza di cereulide”, ha dichiarato un informatore al giornale. Patrick Edder, vicepresidente dell’Associazione dei chimici cantonali, ha confermato alla NZZ am Sonntag che “il cereulide finora non è mai stato oggetto di analisi negli alimenti per lattanti”. La Confederazione recepisce automaticamente i nuovi alimenti valutati nell’Unione europea.

La Svizzera è fuori dal sistema UE

Michael Beer, vicedirettore dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), ha spiegato al SonntagsBlick che uno dei motivi del ritardo della Svizzera è la mancata integrazione completa del nostro Paese nel sistema di sicurezza alimentare dell’Unione europea. Viceversa, ha precisato Beer, riceverebbe tempestivamente tutte le informazioni e parteciperebbe a tutte le decisioni rilevanti.  

I prodotti in commercio sono sicuri

Il vicedirettore dell’USAV ha inoltre rassicurato la clientela elvetica: “Chi acquista attualmente alimenti per neonati nella grande distribuzione non deve preoccuparsi”.

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Latte in polvere contaminato anche in Svizzera

Telegiornale 09.02.2026, 20:00

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