Esiste un nesso tra i richiami di latte in polvere effettuati da numerose aziende alimentari nelle ultime settimane per contaminazione da cereulide e casi di malattia di neonati segnalati negli scorsi giorni? È quanto sta cercando di determinare l’USAV.
L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) scrive in una nota stampa di stare lavorando in collaborazione con le autorità cantonali e le aziende coinvolte per tracciare la sorgente della contaminazione (un olio contenente acido arachidonico) nella catena internazionale di produzione e approvvigionamento. La Confederazione garantisce inoltre il coordinamento con le autorità partner internazionali. L’obiettivo è identificare tutti i prodotti contaminati e ritirarli dal mercato, non appena vi sia anche un solo sospetto di pericolo per la salute dei consumatori.
Cos’è la cereulide?
La cereulide è una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus che può provocare un’intossicazione alimentare che si manifesta attraverso vomito o diarrea.
Alla luce infatti della complessità delle catene di fornitura internazionali, l’USAV non esclude la possibilità che anche altri prodotti contengano la tossina incriminata e per questo rimane in stretto contatto con i responsabili dei sistemi d’allerta dell’Unione europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità.
In conclusione Berna raccomanda di non consumare i prodotti oggetto di un richiamo e di consultare il pediatra in caso di dubbio o di apparizione di sintomi.
Settimana scorsa la Fondazione per la protezione dei consumatori (FPC) aveva accusato il gigante alimentare francese Danone di aver tentennato prima di ordinare il ritiro del latte in polvere contaminato e l’USAV di non aver vigilato a sufficienza.

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Notiziario 03.02.2026, 20:00
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